'Self-help' alimenta stress e depressione: i consigli di un esperto

Libri (Getty Images)
2' di lettura

Secondo Svend Brinkmann, dell'Università danese di Aalborg, i testi di psicologia 'fai-da-te' genererebbero frustrazione nei lettori, facendoli sentire inadeguati. Meglio scegliere i romanzi

La psicologia ‘fai-da-te’ sempre più diffusa nelle librerie potrebbe non aiutare i lettori che si affidano spesso ai testi di auto-aiuto per cercare di risolvere i propri problemi o per trovare la giusta spinta per concretizzare i desideri. Spesso e volentieri, infatti, queste letture comportano lo sviluppo di sensazioni di sconforto e inadeguatezza, causando stress e depressione. Il lettore, convinto di trarre dei vantaggi e di riuscire nell’impresa di migliorarsi autonomamente, sviluppa una sorta di dipendenza dai libri di 'self-help' che lo spinge a perseguire nell’impresa, acquistando sempre più testi. Lo spiega Svend Brinkmann, esperto dell'Università danese di Aalborg e autore di 'Contro il self help - come resistere alla mania di migliorarsi’.
"La nostra cultura chiede il continuo migliorarsi, non importa quanto sei in gamba, non lo sarai mai abbastanza; ciò crea una mentalità depressiva, infatti chi soffre di depressione ha questa idea di non essere all'altezza”, spiega Brinkmann.

Promesse illusorie e frustrazione

Stando alle dichiarazioni dell’esperto, il problema principale del self-help è quello di spronare gli individui a stare al passo con i ritmi accelerati della quotidianità, generando una sensazione di frustrazione nei lettori, che si convincono di non essere all’altezza. Il messaggio che rimane impresso nelle mente delle persone è che la felicità sia una scelta e di conseguenza la sua assenza dipenda solo dai fallimenti personali.
“Il self-help fa promesse illusorie di felicità e successo seguendo pochi semplici passi, come se l'individuo potesse controllare tutto e come se la felicità fosse una scelta, quindi se sei infelice è solo colpa tua”, dichiara Brinkmann.

Meglio i romanzi

L’esperto consiglia di sostituire i libri di 'self-help' con i romanzi. Quest’ultimi, infatti, non trasmettono messaggi illusori, ma al contrario aiutano il lettore a vedere la vita umana nel complesso e a comprendere le dinamiche che la regolano.
"Accettare i propri limiti e rifiutare il positivismo a tutti i costi aiuta ad apprezzare di più la vita. È meglio scegliere un romanzo piuttosto che un libro di self help, spiega Brinkmann. “I romanzi aiutano a vedere la vita umana nella sua complessità e l'impossibilità di controllarla”.

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