Le radiazioni cosmiche possono danneggiare l’intestino

Immagine di archivio (Getty Images)
2' di lettura

I viaggi nello spazio, specialmente quelli di durata maggiore, rischiano di compromettere il corretto funzionamento del tratto gastrointestinale 

Per il momento, solo pochissime persone nel mondo, dotate di una preparazione unica nel suo genere, possono vantarsi di essere state nello spazio. Tuttavia, in un futuro non poi così remoto, è possibile che i viaggi nel cosmo diventino molto più comuni. I risultati di una recente ricerca gettano però un’ombra sulle imprese dei futuri astronauti. Gli studiosi dell’Università Georgetown di Washington hanno dimostrato, infatti, che un’esposizione prolungata alle radiazioni cosmiche può danneggiare il tessuto gastrointestinale, causando alterazioni funzionali nel lungo termine. I ricercatori non escludono che tali danni possano incrementare il rischio di tumori al colon e allo stomaco.
I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista specializzata Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas).

Lo studio sui topi

I ricercatori sono giunti a queste conclusioni dopo aver svolto uno studio su alcuni topi. L’esposizione alle radiazioni cosmiche dello spazio profondo ha causato dei danni all’apparato digerente dei roditori. In passato, lo stesso team di scienziati aveva dimostrato che i raggi cosmici possono avere delle conseguenze negative sul tessuto celebrale degli esseri umani (fortunatamente, chi vive sulla Terra è protetto dalla magnetosfera).
“I viaggi che potrebbero causare i danni più ingenti sono quelli di durata maggiore, come le missioni volte a raggiungere Marte o altri pianeti particolarmente remoti”, spiega Kamal Datta, membro del Georgetown Lombardi Comprehensive Cancer Center.

Le conseguenze sul tratto gastrointestinale

Lo strato mucoso delle cellule del tratto gastrointestinale viene automaticamente sostituito ogni tre o cinque giorni. “Ogni qualsivoglia disturbo di questo meccanismo di sostituzione porta a malfunzionamenti dei processi fisiologici, tra cui quello relativo all’assorbimento dei nutrienti”, chiarisce Albert Fornace, coautore dello studio. “Inoltre, può avviare processi patologici come il cancro”.
Il team di scienziati ha studiato l’effetto degli ioni pesanti sul tratto gastrointestinale utilizzando l’intestino tenue di alcuni topi che erano stati precedentemente esposti a una bassa dose di radiazioni. Hanno scoperto che le cellule intestinali dei roditori non assorbivano adeguatamente i nutrienti e formavano polipi cancerosi.

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