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Secondo uno studio, gatti e topi non sono acerrimi nemici

Immagine di archivio (Getty Images)
3' di lettura

Un team di ricercatori della Fordham University di New York ha dimostrato che, per i felini, i roditori sono una preda poco interessante. Preferiscono animali piccoli e facili da uccidere

Nell’estate del 2017, Michael Parsons, professore della Fordham University di New York, ha svolto uno studio su dei ratti selvatici assieme a un gruppo di ricercatori. Quando è arrivato il momento di rimettere in libertà gli animali, il team ha faticato a trovare un luogo in cui fosse possibile lasciarli andare senza che causassero danni alla comunità. Dopo molte ricerche, gli scienziati hanno trovato un impianto di trattamento dei rifiuti disposto a collaborare con loro. Qui, hanno potuto non solo lasciare liberi i roditori, ma anche studiare il loro comportamento. Dopo alcuni mesi, cinque gatti randagi si sono infiltrati nell’impianto di trattamento rifiuti e hanno iniziato a sorvegliare gli ingressi alle tane dei ratti.
Inizialmente, Parsons e i suoi colleghi temevano che i felini rappresentassero un pericolo mortale per i soggetti della loro ricerca. In seguito, tuttavia, hanno realizzato che in realtà esistono pochi studi dedicati alle relazioni tra gatti randagi e ratti selvatici. Hanno quindi deciso di monitorare con attenzione il rapporto tra le due specie, senza intervenire.
I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Frontiers in Ecology and Evolution.

Il monitoraggio delle interazioni felino-roditore

Lo studio condotto dal team di Parsons ha dimostrato che i gatti, a differenza di quel che comunemente si pensa, non sono abili cacciatori di grossi roditori. Rappresentano invece un pericolo maggiore per i piccoli animali presenti nelle città.
Prima dell’arrivo dei felini, gli scienziati avevano pesato e misurato 60 roditori, per poi installare un microchip in ognuno di essi. Inoltre, avevano installato due videocamere e un paio di antenne RFID ricoperte da ferormoni di ratto. Nelle prime fasi dell’esperimento le avevano utilizzate per studiare il comportamento degli animali. Quando sono arrivati i gatti randagi, invece, i ricercatori hanno iniziato a monitorare il comportamento dei ratti in presenza dei felini e vice-versa.

Le prede dei gatti

In 79 giorni di sorveglianza, le videocamere hanno filmato solamente 20 inseguimenti e 2 uccisioni avvenute con successo. Per la maggior parte del tempo, i felini hanno mostrato ben poco interesse per la presenza dei ratti.
È possibile che i roditori siano troppo grossi e combattivi per rappresentare una preda degna di nota. Secondo Parsons, i gatti preferiscono le prede più piccole e facili da uccidere, come gli uccelli.
La presenza dei felini ha comunque influenzato il comportamento dei ratti. I filmati realizzati dalle videocamere hanno permesso ai ricercatori, infatti, di notare come l’arrivo dei gatti abbia spinto i roditori a passare più tempo in cerca di un possibile riparo.

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