Virus Ebola, cos'è e come si trasmette

(Foto d'archivio Getty Images)
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Torna la paura per Ebola: nella Repubblica Democratica del Congo il rischio di contagio è "molto alto". La malattia che il virus provoca è molto grave, con un tasso di mortalità di circa il 50%. solo nel 2014 ha ucciso più di 11mila persone in Africa occidentale

Torna la paura per Ebola: l'Oms alza l'attenzione sui contagi registrati nella Repubblica Democratica del Congo e definisce "molto alto" il rischio di diffusione del virus nel Paese africano e "alto" nella regione. Solo nel 2014, durante l'ultima grande epidemia, in Africa Occidentale il virus ha ucciso più di 11.000 persone. Dalle modalità di trasmissone ai sintomi, all'esistenza di un vaccino, ecco tutto quello che c'è da sapere su Ebola.

La malattia

La malattia da virus Ebola, spiega il Ministero della salute, precedentemente nota come febbre emorragica da virus Ebola, è una malattia grave, spesso fatale, con un tasso di mortalità di circa il 50%. Nelle epidemie passate il tasso di mortalità variava dal 25% al 90%. Colpisce gli uomini e i primati (scimmie, gorilla, scimpanzé).

L'origine del virus

L'Ebola, si legge sul sito dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), ha esordito nel 1976 in due focolai contemporanei: in un villaggio nei pressi del fiume Ebola nella Repubblica Democratica del Congo e in una zona remota del Sudan. L'origine del virus non è nota ma - sulla base delle evidenze finora disponibili - i pipistrelli della frutta sono considerati i probabili ospiti del microrganismo.

L'infezione

La popolazione umana può contrarre Ebola attraverso lo stretto contatto con sangue, secrezioni, tessuti, organi o fluidi corporei di animali infetti. In Africa, l'infezione è avvenuta attraverso la manipolazione degli scimpanzé, gorilla, pipistrelli della frutta, scimmie, antilopi di foresta e istrici infetti trovati malati o morti o catturati nella foresta pluviale.

Come si trasmette il virus

Quando l'infezione si manifesta negli esseri umani, il virus si può diffondere tramite contatti diretti attraverso pelle con ferite, o mucose e membrane, con sangue o fluidi di un malato. I fluidi includono: urina, saliva, feci, vomiti, liquido seminale. Il contagio può avvenire inoltre con oggetti quali aghi e siringhe contaminati. Il virus Ebola può essere trasmesso da un soggetto infetto a partire dal momento della comparsa dei sintomi tipici della malattia e in alcuni casi anche dopo l'avvenuta guarigione del paziente. A rischio sono anche i rapporti sessuali fino a due mesi dopo l'avvenuta guarigione. Le persone sono contagiose fino a quando il sangue e le secrezioni contengono il virus.

Come non si trasmette il virus

L'Ebola non si diffonde tramite aria, acqua o cibo. Non si può contrarre la malattia maneggiando denaro o prodotti alimentari o nuotando in piscina. Le zanzare non trasmettono il virus Ebola. Le persone a più alto rischio sono gli operatori sanitari e le famiglie in contatto con i malati.

Quanto è resistente il virus

Il virus Ebola viene ucciso facilmente da sapone, candeggina, luce solare o asciugatura. Il lavaggio in lavatrice di indumenti contaminati da liquidi è sufficiente a distruggerlo. Il virus sopravvive solo per breve tempo su superfici esposte alla luce solare o secche.

Quali sono i sintomi

I segni e i sintomi tipici di infezione da Ebola, spiega l'Oms, sono comparsa improvvisa di febbre, intensa debolezza, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola, seguiti da vomito, diarrea, esantema, insufficienza renale ed epatica e, in alcuni casi, emorragia sia interna che esterna. Il periodo di incubazione o l'intervallo di tempo dall'infezione alla comparsa dei sintomi è tra 2 e 21 giorni. L'infezione può essere confermata solo da test di laboratorio.

Come si cura la malattia

Una cura precoce di supporto con reidratazione e terapia sintomatica, si legge sul sito del Ministero della Salute, migliora la sopravvivenza della persona contagiata. Allo stato attuale non esiste una terapia in grado di neutralizzare il virus, ma sono in fase di studio l'uso di sangue intero e sieri provenienti da soggetti convalescenti e terapie farmacologiche.

Esiste un vaccino per Ebola?

Attualmente esiste un vaccino sperimentale che si è rivelato altamente protettivo contro il virus Ebola. Si tratta del vaccino rVSV-ZEBOV, sviluppato da Merck, studiato in diversi esperimenti che hanno coinvolto oltre 16 mila volontari in Europa, Africa e Stati Uniti. In base ai risultati ottenuti, spiega l'Oms, è stato giudicato "sicuro" per l'uso sugli umani. La sua effiacia è stata studiata in particolare in Guinea su un campione di 11.841 persone nel 2015. Sulle 5.837 persone che hanno ricevuto il medicinale non sono stati registrati casi di Ebola dopo 10 giorni o più dalla vaccinazione. Nel gruppo di controllo, non sottoposto al vaccino, sono stati registrati invece 23 casi. La sperimentazione è stata condotta dall'Oms, in collaborazione con il Ministero della salute della Guinea e altri partner internazionali. In caso di emergenza, anche durante le ultime fasi di test, Merck si era impegnata a fine 2017 ad assicurare 300mila dosi di vaccino.

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