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Ebola, Oms conferma i primi tre casi in Uganda: morto bimbo di 5 anni

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2' di lettura

La vittima e la sua famiglia sono rientrati dal Congo lo scorso 9 giugno e si sono rivolti a una struttura ospedaliera situata vicino al confine, dove il piccolo è morto nella notte scorsa

Sono stati segnalati in Uganda i primi tre casi di virus Ebola fuori dai confini della Repubblica Democratica del Congo. La notizia è stata diffusa dal ministro della Salute ugandese e all’Organizzazione Mondiale della Sanità tramite una nota ufficiale. Nella tarda mattinata di oggi, l’agenzia Onu ha confermato che la prima vittima del virus è un bambino di 5 anni, deceduto nella notte dopo essere rientrato dal Congo insieme alla sua famiglia lo scorso 9 giugno. Altri due suoi familiari hanno mostrato i sintomi dell’Ebola e sono stati posti in quarantena presso una struttura ospedaliera situata vicino al confine.

Confine sorvegliato da mesi

Il bimbo e la sua famiglia, di origini congolesi, sono rientrati in Uganda attraverso la frontiera di Bwera e hanno cercato assistenza medica all'ospedale di Kagando, dove i medici hanno identificato l'Ebola come possibile causa della malattia. Il piccolo è stato poi trasferito per le cure alla Bwera Ebola Treatment Unit, dove è morto durante la notte. Le autorità sono ora al lavoro per chiarire come il bambino e i suoi familiari siano riusciti a oltrepassare il confine sorvegliato da mesi da funzionari del ministero della Salute, impegnati a visitare ogni singolo viaggiatore in cerca di soggetti che presentano i sintomi del virus.

In Congo 1.300 vittime dal 2018

Iniziata l’anno scorso, l’epidemia di Ebola che sta affliggendo il Congo ha già fatto registrare oltre 2.000 casi e più di 1.300 vittime. L'annuncio del primo contagio fuori dai confini del paese, "segue diversi falsi allarmi registrati nei giorni scorsi", rileva l'Oms, che precisa di aver inviato una squadra di specialisti a Kasese, in Congo, per identificare altre persone che potrebbero essere a rischio. L’agenzia ha inoltre fatto sapere che inizierà una profilassi vaccinale tra gli operatori sanitari per evitare un’ulteriore diffusione del virus e che una delegazione congolese ha già inviato 400 dosi del farmaco antivirale.

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