Roma, i sindacati scendono in piazza per la manifestazione “Mai più fascismi”

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Per l’occasione sono stati organizzati 800 pullman provenienti da tutta Italia, 10 treni speciali, più qualche volo dalle isole. In piazza secondo le stime degli organizzatori circa 200 mila persone. Il sindacato: "Partito un attacco informatico molto strutturato, proveniente da diverse fonti, che sta colpendo tutto il sistema della comunicazione della Cgil"

Si chiude con "Bella Ciao" e tra gli applausi la manifestazione nazionale "Mai più fascismi: per il lavoro, la partecipazione, la democrazia”, indetta unitariamente dai sindacati Cgil, Cisl e Uil dopo quanto accaduto nella Capitale sabato scorso con l'assalto alla sede della Cgil di Corso d'Italia. Al sit-in, organizzato in piazza San Giovanni a Roma, ha partecipato, oltre a Cisl, Cgil e Uil, l'Anpi (FOTO). 

Secondo fonti della Questura in piazza sono scese circa 60 mila persone, mentre i sindacati stimano che i partecipanti siano stati circa 200 mila. I primi manifestanti si sono radunati in mattinata in piazza dell’Esquilino, da dove alle 12:30 è partito un corteo che è terminato nella piazza dove si tiene l’evento principale. In testa al gruppo, dietro lo striscione "La Cgil resiste!", il segretario generale del sindacato, Maurizio Landini, accolto al suo arrivo dal coro "Siamo tutti antifascisti". "Noi con i fascisti abbiamo finito di parlare il 25 aprile 1945", si legge su uno striscione. 

Nuovo attacco informatico, chiusi accessi ai siti Cgil

Intanto un nuovo attacco informatico è stato messo a segno ai danni dei siti della Cgil. Lo rende noto lo stesso sindacato. "In concomitanza con la straordinaria manifestazione di oggi, indetta da Cgil, Cisl e Uil "Mai più fascismi. Per il lavoro, la partecipazione e la democrazia", che ha visto a Roma, in piazza San Giovanni, la partecipazione di circa 200mila persone - è scritto in una breve nota - è partito un attacco informatico molto strutturato, proveniente da diverse fonti, che sta colpendo tutto il sistema della comunicazione della Cgil, in particolare Collettiva.it. Di conseguenza, sono stati chiusi tutti gli accessi e messo in protezione il sistema".

Il corteo - ©Ansa

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"C'è un primo atto che chiediamo che il governo faccia, con l'appoggio di tutto il Parlamento: le forze che si richiamano al fascismo e usano atti violenti devono essere sciolte. Dalla solidarietà si deve passare all'azione concreta". Così il segretario della Cgil, Maurizio Landini, dal palco. Parlando dell'assalto alla sede della Cgil sabato scorso, Landini ha spiegato che "hanno fatto danni, hanno distrutto anche delle opere d'arte, dei quadri. C'è un bellissmo quadro all'ingresso di Guttuso, non lo hanno toccato, forse perché non hanno capito neanche cos'era. C'è un tema: la conoscenza e la cultura devono essere un diritto garantito a tutti. Con la conoscenza e la cultura sconfiggiamo il fascismo e la violenza".

"Non è una manifestazione di parte, questa è una manifestazione che difende la democrazia di tutti. Questo è il tema”, ha dichiarato Landini. "L'attacco alla Cgil, l'attacco al sindacato è in realtà un attacco alla dignità del lavoro di tutto il Paese. E noi siamo qui non per difendere qualcuno ma per difendere la democrazia e per estenderla - ha aggiunto -. C'è da progettare un futuro che applichi i principi fondamentali della nostra Costituzione”. Landini ha poi ringraziato "la ministra degli Interni Luciana Lamorgese per il lavoro svolto e le forze di polizia".

"Disagio e precarietà indeboliscono democrazia"

"Questa bellissima piazza parla a tutto il Paese", ha continuato, sottolineando che "tanti sono ancora fermi alla stazione Anagnina e non sono riusciti ad essere qui". Questa "non è solo una risposta allo squadrismo fascista, è qualcosa di più: questa piazza rappresenta tutta l'Italia che vuole cambiare il Paese, che vuole chiudere la storia della violenza politica. Essere antifascisti si è per garantire la democrazia di tutti e i principi fondamentali della nostra Costitizione. Tutto il governo assuma questa sfida e apra una fase di grande cambiamento sociale". "Abbiamo bisogno - ha proseguito - di creare lavoro stabile. Oggi si è poveri anche lavorando. La lotta per il lavoro, per la democrazia è anche lotta alla povertà. Disagio sociale e precarietà indeboliscono la democrazia. Un tema di cui non dobbiamo scordarci, devono capirlo governo e partiti". 

Sbarra: "Sciogliere subito le forze neofasciste"

"Si proceda velocemente allo scioglimento delle organizzazioni neofasciste e neonaziste. L'arco parlamentare e costituzionale sia unito e deciso. E' un passo doveroso", ha detto il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, dal palco della manifestazione dei sindacati in piazza San Giovanni a Roma, rivolgendosi a governo e parlamento.

"Tante volte le nostre bandiere, di Cgil, Cisl e Uil, si sono ritrovate a sventolare insieme a Piazza San Giovanni in momenti difficili e drammatici della nostra storia, come nel giorno del rapimento di Aldo Moro e dell'uccisione della scorta da parte delle Br", ha continuato il segretario della Cisl sottolineando anche che "Oggi siamo qui nel giorno del rastrellamento del ghetto di Roma e mandiamo a Liliana Segre la nostra più forte vicinanza e solidarietà". Sul tema Green pass Bombardieri ha evidenziato che il mondo del lavoro esprime "ogni giorno responsabilità. Lo abbiamo visto ancora ieri, nella prima giornata del green pass esteso nei luoghi di lavoro. Più di qualcuno ha cercato di soffiare sul fuoco. Lavoratrici e lavoratori hanno risposto dando l'ennesima prova di senso civico". 

Bombardieri: "Siamo oltre 100mila in piazza"

"Siamo oltre 100mila": così il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, dalla manifestazione dei sindacati in piazza San Giovanni a Roma. "Ora si intravede una via di uscita" dalla pandemia, ha proseguito Bombardieri: "liberalizzate i brevetti, non permettiamo che il vaccino determini la nuova geopolitica". Il segretario generale della Uil rimarca la posizione dei sindacati favorevoli all'obbligo vaccinale e la richiesta di gratuità dei tamponi.

800 pullman da tutta Italia

Per la manifestazione, sono stati organizzati 800 pullman provenienti da tutta Italia, 10 treni speciali, più qualche volo dalle isole. Centinaia di palloni gonfiabili blu, rossi e verdi e bandiere colorano piazza San Giovanni. 'Vaccinato dal 25 aprile 1945', è la scritta scelta per le pettorine blu con cui manifestano gli iscritti a UilTucs, sindacato di categoria del terziario, turismo, commercio e servizi. In piazza anche gli studenti di Rete della Conoscenza, Unione degli Studenti e Link. ”Studenti antifascisti - lavoro, reddito, istruzione e diritti contro ogni fascismo" si legge sullo striscione che hanno esposto. "Da tutta Italia siamo arrivati a Roma per una manifestazione urgente e necessaria come quella di oggi: sciogliere le organizzazioni neofasciste e chiuderne le sedi è oggi una priorità", dichiarano. "Ma non basta questo: serve - spiegano - un'educazione all'antifascismo, che parta da scuole e università, e serve una lotta vera alle diseguaglianze, alla povertà, alle ingiustizie".

Infermiera dell'Umberto I: "Aggressori, vergognatevi"

Dal palco è intervenuta anche un'infermiera del Policlinico Umberto I oggetto di un raid nei giorni scorsi. "Sono un'infermiera dell'Umberto I, una di quelli che ha rischiato la vita per il Covid, eravamo gli eroi, gli angeli del Paese. La notte del 9 ottobre siamo stati costretti a barricarci per proteggere i nostri pazienti in seguito ad una violenta aggressione. A loro diciamo: vergognatevi! Vogliamo che la parola sicurezza non sia più uno slogan ma venga messa in pratica. Chiediamo che la sanità venga al primo posto, assunzioni da subito e stabilizzazioni". 

Sorvegliati palazzi istituzioni e sede Casapound

È alta, intanto, l’allerta in città. Sorvegliati non solo i palazzi istituzionali, ma anche una serie di obiettivi ritenuti sensibili come anche cantieri edilizi che si trovano nell'area, palazzi occupati e sedi dei sindacati. Sotto osservazione anche la sede di Casapound che si trova a poche centinaia di metri dal percorso del corteo. Sarebbero circa 700 gli agenti delle forze dell'ordine impiegati per garantire la sicurezza, in piazza e a protezione degli obiettivi sensibili, oltre al personale in borghese.

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