Rave a Viterbo, aperta inchiesta su morte 25enne. D'Amato: "Situazione fuori controllo"

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Nel fascicolo, coordinato dal procuratore Paolo Auriemma, si procede per morte come conseguenza di altro reato. Intanto, anche il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, segue costantemente l'evolversi della situazione

È arrivato al quinto giorno consecutivo il rave organizzato tra il Lazio e la Toscana, nei pressi del lago di Mezzano. L'evento non autorizzato, cui partecipano migliaia di giovani da tutta Europa, è in corso nelle campagne di Valentano (Viterbo) dalla notte fra il 13 e il 14 agosto. Le forze dell'ordine stanno controllando da giorni la zona a ridosso del terreno per impedire nuovi accessi. In corso il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza in Prefettura.

Intanto la Procura di Viterbo ha aperto un'indagine in relazione al decesso avvenuto lunedì di uno dei partecipanti, un 25enne. Nel fascicolo, coordinato dal procuratore Paolo Auriemma, si procede per morte come conseguenza di altro reato. Il corpo del giovane è stato trovato nelle acque del Lago di Mezzano, dove il ragazzo era stato visto immergersi. I magistrati sono in attesa dei risultati dell'autopsia disposta per accertare le cause del decesso.

La situazione nell'area. A Ferragosto 10mila persone

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Da questa mattina, diverse automobili stanno lasciando l'area, controllate dalle forze dell'ordine, in particolare dalla Guardia di Finanza, che presidia l'ingresso principale. Stando ad alcune fonti, già la scorsa notte alcune centinaia di persone hanno abbandonato il luogo della festa.

La musica, intanto, non accenna a fermarsi, con gli impianti stereo in piena attività. La situazione appare comunque abbastanza tranquilla. Mentre una cinquantina di persone continua a ballare davanti alla parete di casse acustiche, molti preferiscono ripararsi dal sole o passeggiare. Interi sacchi di rifiuti che sono stati riempiti e accantonati per essere portati via. I partecipanti al rave dormono nei camper, nelle roulotte o in tenda, molti accompagnati dal proprio cane. Non si registrano disordini, mentre è praticamente nulla la presenza di mascherine. Oltre alle Fiamma gialle, alcune pattuglie della Polizia di Stato stanno circolando lungo il perimetro. Un camion dei vigili del fuoco, invece, staziona a pochi metri dal cuore della festa. Stando alle stime fornite dai comuni della zona, a Ferragosto avrebbero preso parti al rave circa 10mila persone, nei giorni seguenti tra le 6 e le 8mila.

Polizia al lavoro per ripristinare legalità

Anche il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, segue costantemente l'evolversi della situazione. Le forze di polizia, si apprende da fonti del Viminale, "nella consapevolezza anche delle gravi preoccupazioni delle comunità locali, stanno lavorando con grande senso di responsabilità ed equilibrio per ripristinare la legalità nel più breve tempo possibile. È necessario - si sottolinea - lasciar operare le autorità provinciali di pubblica di sicurezza secondo la loro specifica competenza tecnica, professionalità ed esperienza".

D'Amato: “Situazione fuori controllo”

"Situazione fuori controllo, nessuna trattativa è possibile. Va ripristinato il corretto ordine pubblico, identificate le persone e individuate le responsabilità di un simile assembramento", ha affermato l'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato. "I servizi della Asl segnalano una situazione grave", ha poi aggiunto.

Questura Viterbo: "Fine rave previsto lunedì, ma non li faremo arrivare a quella data"

I contatti tra la Questura di Viterbo e gli organizzatori del rave party di Valentano sono costanti: la soluzione condivisa è la piu' auspicabile per preservare la sicurezza e l'ordine pubblico. "Il rave, nell'intenzione dei partecipanti, sarebbe dovuto finire lunedì prossimo, ma non li faremo arrivare a quella data. Già da ieri è cominciato il deflusso e diverse persone se ne stanno andando oggi", dicono all'Agi fonti della Questura di Viterbo.

Associazione nazionale funzionari Polizia: "Rischio feriti gravi con interventi coatti"

"Chi oggi grida allo scandalo e sollecita interventi coatti" sul rave party del viterbese "sappia che sta insistendo su una soluzione dove la possibilità di avere feriti gravi o eventi letali è una concreta probabilità. Per questo, il nostro giudizio sull'operato del questore è assolutamente positivo e gli rivolgiamo la nostra solidarietà e vicinanza". Così il portavoce dell'Associazione nazionale funzionari di Polizia, Girolamo Lacquaniti. "Siamo consapevoli - spiega Lacquaniti - che le immagini di Viterbo appaiono uno schiaffo alla situazione che viviamo tutti, ma, sotto il profilo tecnico operativo è giusto sottolineare che altre soluzioni contengono concreti rischi di danni molto peggiori". Inoltre, aggiunge, "l'azione di persuasione dell'Autorità di Pubblica Sicurezza ha portato, ad oggi, all'allontanamento dall'area di circa 1.500 soggetti". "Il terreno privato (non pubblico) oltre ad essere particolarmente vasto - sottolinea il portavoce dell'Anfp - è stato occupato da decine di tir e vede la presenza di migliaia di persone. In più è presente vegetazione secca, facilmente infiammabile. In uno scenario di questo tipo l'intervento prevederebbe un uso della forza che dovrebbe tenere conto dei rischi connessi al movimento di mezzi pesanti tra la folla. In più l'uso dei lacrimogeni rischia d'innescare incendi con esiti drammatici".

Il comunicato dei sindaci del Grossetano

I sindaci toscani di Manciano Mirco Morini, di Pitigliano Giovanni Gentili e di Sorano Pierandrea Vanni (in provincia di Grosseto), in un comunicato stampa unitario emanato ieri, hanno dichiarato: "L'illegale rave party che si sta consumando dal giorno di Ferragosto nel comune di Valentano è un attacco frontale ai territori e alla popolazione dei comuni limitrofi. Questo raduno illegale è una vera e propria incursione nei confronti dei nostri territori e in primis di quello del vicino comune di Valentano, da parte degli organizzatori e dei partecipanti di questo rave, che inevitabilmente stanno minando in queste ore le attività economiche, in piena stagione turistica, e la sicurezza e la tranquillità dei cittadini, anche dal punto di vista sanitario".

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