Migranti, Senato autorizza processo su caso Open Arms. Salvini: "Ho difeso il mio Paese"

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L'Aula ha dato il via libera con 149 voti favoreli al procedimento e 141 contrari. "È evidente che c'è un attacco contro la Lega", aveva dichiarato il leader del Carroccio in mattinatta a Sky TG24

Il Senato ha autorizzato il processo a Matteo Salvini per il caso Open Arms (COS'È E COME OPERA L'ONG) con 149 voti favorevoli al procedimento e 141 contrari. Il segretario della Lega, in mattinata aveva rivendicato di aver agito a difesa del Paese e "in compagnia di Conte". 

Salvini a Sky TG24: "Sono tranquillo, ho difeso il mio Paese"

“Sono assolutamente tranquillo perché ritengo di aver difeso i confini, la sicurezza, l’onore e la dignità del mio Paese. I dati degli sbarchi ci dicono che sono arrivati più di mille clandestini negli ultimi tre giorni, quindi l’emergenza sociale, sanitaria ed economica si sta complicando ed è surreale andare a processo per aver bloccato lo sbarco di una nave spagnola che ha raccolto immigrati in acque libiche e maltesi, si è rifiutata di andare a Malta e in Spagna, ha fatto rotta verso l’Italia, che non c’entrava assolutamente un accidente, e li abbiamo fermati prima che l’Europa decidesse di redistribuire coloro che c’erano a bordo ed è sequestro di persona. Rischierei quindici anni di carcere per aver difeso il mio Paese. Sono felice, orgoglioso e contento”.  Lo ha detto a Sky TG24 il leader della Lega Matteo Salvini. “Sono probabilmente l’unico politico che se va a processo non ha nessuna altra preoccupazione – ha aggiunto Salvini –, perché gli altri se vanno a processo di solito è perché hanno grattato qualcosa. È evidente che c’è un attacco contro la Lega che passa da Fontana, che regala i camici ai medici, a Salvini che blocca gli sbarchi. Hanno trovato il movimento politico sbagliato e la persona sbagliata se vogliono intimorirmi o fermarmi. Mi autodenuncio, se gli italiani mi rimanderanno al Governo, cosa che prima o poi accadrà, rifarò esattamente la stessa cosa, perché i confini di un Paese sono sacri”.

"Credibilità di Renzi e del suo gruppo è pari a zero"

“Io da Renzi - ha proseguito Salvini - mi aspetto poco e niente, gli italiani anche. Per salvare la sua poltrona Renzi potrebbe arrivare a sostenere che oggi è domenica. La credibilità di Renzi e del suo gruppo, non per Salvini ma per gli italiani, è pari allo zero. Se io devo chiedere l’aiuto o l’aiutino a Tizio o  Caio non lo chiedo mai nella vita perché ritengo di aver fatto il mio dovere. Non voglio medaglie ma non mi aspetto un processo”.

"Donazione in Lombardia indagata, su 14 milioni di Regione Lazio nulla quaestio"

Salvini ha commentato: “Una parte della minoritaria della giustizia fa politica. Lasciamo perdere Matteo Salvini ma guardiamo le Regioni. Nella Regione Lazio quattordici milioni di denaro pubblico dati a una società che doveva fornito mascherine che non ha fornito, quattordici milioni spariti e nessuno corre un rischio, Zingaretti è tranquillo. In Regione Lombardia si sta indagando Attilio Fontana, che è la persona più onesta del mondo, per una donazione. Una donazione in Lombardia è indagata, mentre quattordici milioni nella Regione Lazio, con il segretario del PD che governa male la Regione, nulla quaestio. Valutate se è normale”. 

"Istruttoria su mascherina ultima delle preoccupazioni"

Salvini ha aggiunto: “Oggi mi mandano a processo per sequestro aggravato di persona e rischio fino a quindici anni di carcere, quindi l’istruttoria sulla mascherina è l’ultima delle mie preoccupazioni. Posso invitare tutti a usare la mascherina, a usare le precauzioni e a usare il buon senso però invitando a vivere, con buon senso e prudenza ma a vivere. Che il Governo rinnovi lo stato di emergenza in mancanza di emergenza non merita commenti. Se per me aprono un’istruttoria sulla mascherina abbassata – ha aggiunto Salvini -, per i mille immigrati sbarcati negli ultimi tre giorni, senza mascherina, senza guantini, senza cappellini ma con i barboncini, chi apre l’istruttoria?”.

Il leader della Lega, Matteo Salvini nell'aula del Senato nel giorno del voto sull'autorizzazione a procedere per la vicenda Open Arms, Roma 30 luglio 2020. ANSA/FABIO FRUSTACI
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Fondatore Open Arms: "Importante mandare Salvini a processo"

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Open Arms, Salvini: “Sono tranquillo, le carte parlano chiaro”

Per Oscar Camps, fondatore di Open Arms, Salvini è colpevole di sequestro di persona e il voto del Parlamento italiano "è importantissimo". Mandare l'allora ministro dell'Interno a processo "significa ristabilire una verità storica e l'inviolabilità delle convenzioni internazionali che regolano il soccorso in mare nonché i principi delle nostre costituzioni democratiche". Lo dice in un'intervista a La Repubblica. Per la prima volta, osserva, "una Ong è parte lesa. Siamo stati accusati di tutto. Ci hanno chiamato taxi del mare, trafficanti di esseri umani, pull factor, una bugia politica che favorisce solo i partiti privi di un programma". Gli unici "a violare convenzioni internazionali e diritti umani continuano a essere i governi europei", sostiene. E in Italia, con il nuovo esecutivo, "si sono smorzati i toni, ma la linea politica è rimasta la stessa. I porti chiusi, la guardia costiera che non esce dalle 12 miglia territoriali, la criminalizzazione delle Ong, I fermi amministrativi pretestuosi, che intendono solo danneggiare la flotta umanitaria e i paesi di bandiera, sono un'assurdità".

Meloni: "Processare Salvini è scandaloso"

"Processare Matteo Salvini per aver difeso i confini italiani dall'immigrazione illegale è semplicemente scandaloso. Fratelli d'Italia voterà compattamente, e convintamente, contro l'autorizzazione a procedere. La sinistra impari a battere i suoi avversari nelle urne, se ne è capace. Forza Matteo". Così la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, su Facebook.

Il leader della Lega, Matteo Salvini nell'aula del Senato nel giorno del voto sull'autorizzazione a procedere per la vicenda Open Arms, Roma 30 luglio 2020. ANSA/FABIO FRUSTACI
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Salvini: "Chi mi manda a processo mi fa un regalo"

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Open Arms, cos'è e come opera l'Ong che salva i migranti in mare

"Ringrazio il governo per la sua abbondante presenza ma se la forma è sostanza i banchi vuoti dimostrano il rispetto di quest'Aula". Lo afferma il leader della Lega, Matteo Salvini, in Aula al Senato: "Questa è una nave pirata. Se c'è qualcuno che ha messo a rischio le persone è il suo comandante, non il ministro dell'Interno. Il premier era perfettamente complice di un reato che non esisteva. Andrò fino in fondo senza chiedere aiutini a nessuno. Noi alle idee contrapponiamo altre idee, non tribunali politici. L'unico tribunale è quello del voto. Questo Paese, senza una riforma della giustizia con una separazione delle carriere e con una responsabilità per chi sbaglia, non sarà mai un Paese libero, moderno ed europeo. Se qualcuno pensa di mettere paura a me, al movimento, al centrodestra con processi politici avete sbagliato persona. E il riferimento alla vicenda della Lombardia è voluto, ma il tempo è galantuomo. Oggi tocca a Salvini andare a processo, ma la ruota gira. Tuttavia, quando capiterà a voi la Lega sarà dal lato delle garanzie. Ringrazio chi mi manda a processo, perchè mi fa un regalo: ci vado a testa alta e con la schiena dritta".

Gasparri (FI): "Giunta approva proposta di non autorizzazione"

"La proposta di non autorizzare il processo è stata approvata a maggioranza dalla Giunta. Salvini, nella vicenda Open Arms, agì di concerto con i ministri della Difesa e dei Trasporti, con un atto di governo collegiale". Lo ha ricordato il presidente della stessa Giunta, Maurizio Gasparri, aprendo i lavori d'Aula a Palazzo Madama. Ha poi concluso affermando: "Chiedo ai colleghi di approvare la decisione della Giunta contro l'autorizzazione a procedere a carico di Matteo Salvini che agì a difesa dell''interesse pubblico: gli elementi sono chiari". 
Nella replica alla fine della discussione generale, Gasparri ha dichiarato che le azioni compiute dall'allora ministro dell'interno Salvini sulla Open Arms, sono state "una azione di governo sui flussi migratori. E' stata azione per interessi superiori. Un voto in Aula non basato su ragioni giuridiche bensì politiche rientra nell'uso politico della giustizia che oggi aggiunge un nuovo piccolo capitolo a questa storia. Mi auguro sia votata la relazione della Giusta" contraria ad autorizzare il processo, ha proseguito, "sarebbe una occasione trasversale per affermare che un conto è governare e un conto cogliere una occasione per fermare l'uso politico della giustizia, è una occasione per tutti". "Confermo le mie argomentazioni", ha concluso Gasparri. "Mi auguro sia approvata, sarebbe un gesto di saggezza".

Bonino (+E): "Salvini si difenderà a processo"

"Intervengo per la terza volta per ricordare a quest'aula il compito che ci assegna la Costituzione e la legge e per ricordare quello che non è nei nostri compiti. Noi non siamo un tribunale che deve decidere se Salvini è colpevole o innocente e se altri con lui siano responsabili dei reati. Io non voglio nè fare l'accusatrice nè difendere Salvini o fare il giudice. Ritengo che l'ex ministro Salvini abbia giustificato la propria condotta per finalità politiche quindi voterò contro la decisione della giunta di non autorizzare l'autorizzazione a procedere. Penso che Salvini avrà tutte le possibilità di difendersi nel processo". Questo l'intervento di Emma Bonino (+Europa) in Aula.

Renzi (IV): "Voteremo a favore dell'autorizzazione"

"Noi voteremo a favore dell' autorizzazione a procedere nei confronti Salvini". Così Renzi in Aula, durante il suo intervento al Senato: "C'è un elefante nella stanza che è il rapporto tra magistratura e politica. Ma noi dobbiamo rispondere alla domanda non se Salvini ha commesso reati o no, o se fosse accompagnato da altri membri del governo. A questo risponde la magistratura. Ma se ci fu interesse pubblico. E per me l'interesse pubblico non c'è nel tenere un barcone lontano dalle coste. Non è accettabile che ci siano delle chat in cui si dice che un mio avversario debba essere attaccato. È uno scandalo". 

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi nell'aula del Senato nel giorno del voto sull'autorizzazione a procedere per la vicenda Open Arms, Roma 30 luglio 2020. ANSA/FABIO FRUSTACI
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Grasso (LeU): "L'Aula conceda l'autorizzazione a procedere"

"Non essendoci accordo tra ministri competenti non si può definire come atto di governo il provvedimento deciso dall'allora ministro dell'Interno. Non ci fu responsabilità collegiale del governo, come si legge dal carteggio di quei giorni, in cui emerge la contrarietà del premier alle decisioni prese". Lo afferma Pietro Grasso (Leu), intervenendo nell'aula di Palazzo Madama sul caso Open Arms. "Visto che c'era la disponibilità di altri Paesi europei - aggiunge Grasso - non c'era necessità del blocco dello sbarco. Il premier è intervenuto non per sostituirsi ma per riparare alle evidenti inadempienze del suo ministro. Per tutte queste ragioni - conclude Grasso - l'Aula conceda l'autorizzazione a procedere".

Mirabelli (Pd): "Senato consenta alla magistratura di decidere"

Franco Mirabelli, vicepresidente dei senatori del Pd, durante la dichiarazione di voto ha affermato: "Noi oggi non dobbiamo decidere se condannare o no Matteo Salvini per sequestro di persona. Noi dobbiamo decidere se nella vicenda Open Arms l'allora ministro degli Interni abbia compiuto atti giustificati dall'interesse pubblico. Per il Pd la risposta è no. Non c'era pericolo di presenze di terroristi, non c'era necessità di fare pressioni sull'Europa perché alcuni paesi avevano già dato la loro disponibilità ad accogliere quelle persone. E se anche fosse dimostrabile l'interesse pubblico per noi non è concepibile violare diritti e libertà individuali di persone lasciate per 19 giorni su una nave. E pensiamo che tutto questo non c'entri nulla con il tema del controllo dell'immigrazione. Forse c'entra con la propaganda e con la volontà di nascondere l'inefficacia della politica dei porti chiusi che doveva impedire nuove partenze che invece, come dimostrano le cronache di questi giorni, continuano proprio su quelle rotte, quelle tunisine, che noi da tempo avevamo segnalato, completamente ignorati da Salvini. E bene ha fatto la ministra Lamorgese ad andare a Tunisi e a rafforzare la presenza delle forze dell'ordine sul territorio siciliano dopo che un anno fa si negava il problema perché tanto bastava tenere in ostaggio l'Open Arms. No, per noi non era interesse pubblico e il Senato deve consentire alla magistratura di decidere se l'equilibrio tra interesse pubblico e diritti è stato superato. Noi non vogliamo abbattere Salvini con i processi, ma vogliamo battere Salvini politicamente dimostrando che i grandi problemi come l'immigrazione si possono e si devono governare senza perdere di vista i diritti".

Evangelista (M5S): "Salvini a processo come un normale cittadino"

"Il convincimento politico personale, qualunque esso sia, non può assurgere a preminente interesse pubblico dello Stato e dei suoi cittadini. L'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini, con un grave comportamento assunto autonomamente e non condiviso dalla restante compagine governativa, in aperta violazione delle norme di diritto internazionale, trattenne illegittimamente le persone a bordo della Open Arms, negando lo sbarco e, pertanto, dovrà essere sottoposto al procedimento penale davanti all'Autorità Giudiziaria". Lo ha detto in Aula la senatrice del Movimento 5 Stelle, Elvira Evangelista, vicepresidente della commissione Giustizia e capogruppo nella Giunta per le immunità, nella dichiarazione di voto: "Ricordiamo che nei giorni della vicenda Open Arms si era già consumata l'insanabile frattura voluta dallo stesso leader della Lega con la presentazione di una mozione di sfiducia al presidente Conte. Erano, per intenderci, i giorni della richiesta di 'pieni poteri'. Inoltre, il presidente Conte in una lettera scrisse a Salvini di aver ricevuto la disponibilità da parte di una pluralità di Stati Europei all'accoglienza dei migranti e invitò il ministro ad attivare le procedure necessarie a rendere operativa la redistribuzione. Salvini dovrà affrontare un processo come un normale cittadino perché i fatti dicono che la sua azione fu un'iniziativa assolutamente personale".

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