Ragazze investite a Roma, i genitori di Camilla nominano un perito

Lazio

Lo ha annunciato l'avvocato dei genitori della ragazza travolta e uccisa da un'auto insieme all'amica Gaia. Il legale ha aggiunto: "È falso che il gruppo degli amici di Camilla avesse l'abitudine di svolgere quel fantomatico gioco del semaforo rosso di cui si è parlato"

La famiglia di Camilla, una delle due ragazze travolte e uccise a Roma da un'auto in Corso Francia, ha annunciato tramite il suo legale di aver nominato un perito per ricostruire la dinamica dell'incidente. "Stiamo svolgendo, compatibilmente con i nostri poteri e nei limiti consentiti - ha spiegato Cesare Piraino, avvocato dei genitori di Camilla Romagnoli -, nostre indagini difensive agli esclusivi fini dell'accertamento pieno della verità. Abbiamo anche contattato uno dei periti italiani più prestigiosi nella ricostruzione scientifica degli eventi complessi e drammatici, al fine di avere, quando sarà possibile, una ricostruzione, appunto, scientifica dell'incidente". (L'APPELLO DELLA MAMMA DI GAIA - LE PAROLE DEL PADRE - MAZZI DI FIORI IN STRADAI FUNERALI - LE FOTO)

Il legale: "Falsità sul fantomatico gioco del semaforo rosso"

Il legale ha poi rigettato le ipotesi emerse su alcuni quotidiani: "È falso che il gruppo degli amici di Camilla avesse l'abitudine di svolgere quel fantomatico gioco del semaforo rosso di cui qualcuno ha parlato. Sono profondamente rattristato - ha aggiunto -, prima che come difensore dei signori Romagnoli, come cittadino, per gli interventi in libertà di persone solo incuriosite dal fatto drammatico che ha gettato nella tragedia tre famiglie. Attendiamo con fiducia l'esito delle indagini da parte della Procura della Repubblica". Il legale ha inoltre precisato "che mai la signora Romagnoli si è espressa nei termini di cui si è letto in qualche notizia di stampa relativamente agli arresti domiciliari di Pietro Genovese. Anzi, sin dal giorno dopo il drammatico incidente, la famiglia Romagnoli e in particolare la signora Romagnoli, ha tenuto a ribadire più volte che loro interesse è solo la giustizia e mai la vendetta".

I racconti dei testimoni

Sull'incidente negli ultimi giorni si sono susseguite una serie di versioni dei fatti fornite da alcuni testimoni. Nell'interrogatorio svolto nell'immediatezza dei fatti, Genovese, che sarà ascoltato dai giudici il due gennaio, mentre era ancora in stato di choc aveva affermato di non aver visto le due 16enni attraversare la strada. L'ordinanza del gip Bernadette Nicotra ha però citato una serie di testimoni secondo i quali la velocità dell'auto guidata da Genovese, a bordo della quale c'erano due passeggeri, "era sostenuta", superiore ai 50 km orari. Secondo un altro testimone "l'impatto è stato inevitabile e violentissimo. La prima ragazza è stata colpita in pieno. Ho visto una gamba o un braccio volare in aria". E uno studente amico di Genovese, a bordo con lui sul Suv, ha raccontato che "quelle due ragazze sono sbucate all'improvviso, correvano mano nella mano. Era impossibile evitarle. Pioveva, era buio, ma ricordo perfettamente cos'è successo: ho visto due sagome apparire dal nulla e poi il corpo di una di loro rimbalzare sopra il cofano".

Intensificati i controlli nella zona dell'incidente

Nella zona dell'incidente la polizia locale ha intensificato i controlli, che saranno più frequenti in tutte le zone della movida e sulle strade ad alto scorrimento della Capitale. Nei prossimi giorni, inoltre, potrebbero essere installati, proprio nella zona di Corso Francia, degli autovelox portatili, i cosiddetti "velox", sul tratto di Ponte Flaminio e sul viadotto. I dispositivi fissi di controllo della velocità, invece, non sembrerebbe possibile installarli per assenza dei requisiti di legge in quel tratto di strada. "Per installare gli autovelox - ha spiegato il parlamentare del Movimento 5 Stelle, Enrico Stefano, presidente della commissione Trasporti - ci deve essere l'approvazione della prefettura. Da una prima valutazione, Corso Francia non avrebbe le caratteristiche richieste. Serve studiare altre soluzioni, lì come in altre strade della città".

Verifiche sull'illuminazione stradale

Sono scattate anche le verifiche sull'illuminazione del tratto di Corso Francia dove le ragazze sono state travolte. A puntare il dito contro "l'illuminazione colposamente insufficiente" della strada è stato lo stesso gip nell'ordinanza, affermando che nell'incidente ha influito anche "un'illuminazione della strada 'colposamente' insufficiente. Una velocità prudenziale e una condizione di sobrietà in rapporto alla prossimità di un attraversamento semaforico - ha scritto il giudice-, all'insistenza di un affollato agglomerato urbano, di locali notturni assai frequentati soprattutto di‪ sabato sera, di un asfalto bagnato per causa della pioggia, di una scarsa visibilità per causa di illuminazione 'colposamente' insufficiente, avrebbe, con ogni probabilità, permesso all'indagato di meglio controllare il veicolo mettendo in atto manovre di emergenza per arrestarlo davanti a ostacoli prevedibili".
"Stiamo effettuando le verifiche del caso sugli impianti di illuminazione sull'area - ha dichiarato l'assessore alle Infrastrutture di Roma, Linda Meleo, interpellata sull'illuminazione di Corso Francia -, attraverso il Dipartimento Simu e Acea, fermo restando che Acea è sempre attiva sull'intera città con il monitoraggio, la manutenzione e il piano qualità della luce".

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