Roma, pranzo sociale a Centocelle contro gli incendi nel quartiere

Lazio

Circa 200 persone hanno partecipato all'iniziativa “Combatti la paura vivi il quartiere", indetta dopo i roghi che hanno distrutto la libreria antifascista Pecora elettrica e il locale Baraka bistrot 

Un "pranzo sociale" nel quartiere Centocelle, alla periferia di Roma, dove negli ultimi mesi alcuni locali sono stati dati alle fiamme. All'iniziativa "Combatti la paura vivi il quartiere" ieri hanno partecipato circa duecento persone. Dopo gli ultimi incendi che hanno distrutto la libreria antifascista Pecora elettrica e il locale Baraka bistrot (FOTO), gli abitanti del quartiere hanno organizzato fiaccolate, nelle scorse settimane, per le strade del quartiere: hanno sfilato per dire 'no' alla paura, 'no' alle intimidazioni e per dare un chiaro e tangibile segno di solidarietà a chi ha visto, tra le fiamme dei roghi del proprio locale, svanire i propri sogni.

La solidarietà di Centocelle

L'iniziativa si è svolta in piazza Teofrasto con laboratori per bambini, musica, murales, teatro e pranzo. Ad organizzarla la Libera Assemblea di Centocelle composta da abitanti, comitati e associazioni di quartiere. Nelle scorse settimane, dopo i roghi che hanno distrutto i due locali del popolare e storico quartiere di Roma, già medaglia d'oro della resistenza e ora una delle zone della movida capitolina, anche il premier Giuseppe Conte e la sindaca Virginia Raggi avevano cenato in due ristoranti nelle vie limitrofe per testimoniare la loro vicinanza. Conte, in forma privata, incontrò i proprietari del Baraka bistrot e della Pecora Elettrica. La sindaca si era presentata la sera del 10 novembre in un ristorante in via degli Olivi, cuore di Centocelle, non lontana dalle vie che ospitano i due locali colpiti dai roghi dolosi. Una decisione presa anche 'per rilanciare le attività, incoraggiare le persone del posto ed evitare che si potesse innescare una dinamica di paura e isolamento'.

La chiusura dei locali

Il proprietario del Baraka Bistrot, distrutto dalle fiamme, aveva detto di non volere riaprire più. Seguito, pochi giorni dopo, dall'annuncio dei proprietari della libreria antifascista. "Nonostante il dolore e la rabbia per quello che La Pecora Elettrica ha subito, ci sentiamo parte di una comunità che travalica i confini del nostro quartiere e della nostra città. Una comunità forte e consapevole capace di stringersi in difesa degli spazi di condivisione e di promozione culturale - hanno scritto i proprietari in un lungo post sui social - Tuttavia, è con grande dispiacere che vi dobbiamo rendere partecipi della nostra decisione di non riaprire. Non viviamo questa scelta come una sconfitta: il lavoro svolto, di cui siamo molto orgogliosi, in due anni e mezzo di apertura, ha messo in moto energie nuove e nuove progettualità che non andranno disperse". E il quartiere romano non si arrende a chi lo vorrebbe rassegnato alla paura.

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