Roma, ancora un bus in fiamme a Tor Bella Monaca: nessun ferito

Lazio

Ancora in corso gli accertamenti per stabilire le cause dell’incendio. Secondo una prima ricostruzione fornita dall’Atac, la vettura avrebbe preso fuoco mentre era ferma per un guasto. Un episodio analogo si è verificato anche ieri 

Un altro autobus è andato a fuoco nel primo pomeriggio di oggi a Roma (TUTTI I CASI DAL 2018). Dopo il principio di incendio verificatosi ieri su una vettura della linea 351, un altro mezzo è stato completamente distrutto dalle fiamme mentre era in servizio sulla linea 20 lungo via Anderloni, a Tor Bella Monaca, alla periferia della Capitale. Ancora in corso gli accertamenti per stabilire le cause dell’episodio, che fortunatamente non ha provocato alcun ferito. Come riferisce l’Atac, pare che il bus abbia preso fuoco mentre era ferma per un guasto.

La nota dell’Atac

A fornire una prima ricostruzione dell’episodio è stata la stessa azienda che ha in gestione il trasporto pubblico a Roma. “Secondo le prime risultanze, intorno alle 13 si è verificato un guasto che ha provocato il fermo della vettura”, scrive l’Atac in una nota. “Secondo una prima ricostruzione la vettura si sarebbe incendiata, dopo circa un'ora, mentre era spenta in attesa di essere rimorchiata. Il fatto - conclude Atac -non ha avuto alcuna conseguenza per le persone”.

Sciopero degli autisti contro le aggressioni

È stato proclamato per domani, giovedì 26 settembre, uno sciopero di due ore, dalle 10 alle 12, degli autisti Atac in seguito alle tre aggressioni subite negli scorsi giorni. Lo hanno reso noto i Segretari Generali della Filt-Cgil e Fit-Cisl di Roma e Lazio, Eugenio Stanziale e Marino Masucci, e il Commissario Straordinario della Uiltrasporti Lazio, Gian Carlo Serafini. "A questo punto le parole non servono più. I nostri appelli, per trovare soluzioni volte a migliorare le condizioni lavorative del personale front line del trasporto pubblico locale, sono rimasti inascoltati, sottovalutati da un intollerabile immobilismo decisionale. La situazione ora ci impone azioni forti", le motivazioni espresse dalle sigle sindacali.

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