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Ultras Lazio ucciso a Roma: contestata l'aggravante del metodo mafioso

5' di lettura

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, è stato assassinato da un uomo che indossava una tuta da jogging e che si è avvicinato alle sue spalle. Dopo il primo colpo, la sua pistola si sarebbe inceppata. In giornata sarà effettuata l'autopsia sul corpo

Diabolik era seduto su una panchina quando è stato ucciso con un colpo di pistola alla testa (LE FOTO). Secondo quanto ricostruito dalla polizia, Fabrizio Piscitelli, l'ultrà della Lazio ucciso il 7 agosto nel parco degli Acquedotti a Roma, è stato assassinato da un uomo che indossava una tuta da jogging e che si è avvicinato alle sue spalle mentre era fermo sulla panchina. Insieme a lui, c'era anche il suo autista, scappato subito dopo per la paura.
Secondo quanto riferito da un testimone, la pistola utilizzata dal killer si sarebbe inceppata dopo il primo colpo, comunque fatale. La polizia ha ritrovato un bossolo nei pressi del luogo dove Piscitelli era seduto. L'assassino si sarebbe poi allontanato a piedi su via Lemonia e potrebbe essere stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza della zona, le cui immagini sono al vaglio degli investigatori della squadra mobile. Sotto la lente anche i tabulati telefonici della vittima per ricostruire con chi avesse appuntamento.
L'autopsia sul corpo, i cui risultati saranno disponibili entro 60 giorni, è prevista oggi al policlinico Tor Vergata. Per gli inquirenti l'agguato è stato compiuto da mani "molto esperte". (CHI ERA PISCITELLI)

Contestata l'aggravante del metodo mafioso

La procura di Roma, coordinata dal procuratore facente funzioni Michele Prestipino, procede per il reato di omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso. Non si esclude alcuna pista, ma resta privilegiata quella della criminalità organizzata, non solo italiana, date le circostanze dell'omicidio, simili a quelle di un'esecuzione. Per quanto riguarda la dinamica dell'agguato, rimane da chiarire se l'uomo fosse a volto coperto. Secondo gli investigatori, Diabolik potrebbe essere stato vittima di una trappola: dato che il parco si trova a diversi chilometri dalla sua casa di Grottaferrata, probabilmente Piscitelli aveva appuntamento con qualcuno e lo stava aspettando.

La pista della mafia albanese

Tra le piste investigative seguite dagli inquirenti c'è anche quella che porta verso est e i rapporti che Piscitelli aveva da tempo con la mafia albanese. Il nome di Diabolik compare, infatti, anche nelle carte di Mafia Capitale e in particolare del gruppo, la cosiddetta Batteria di Ponte Milvio, attivo nella zona nord di Roma e di cui, secondo chi indaga, Piscitelli faceva parte. Lo spaccio di cocaina era il "core business" dell'organizzazione, la quale aveva fitti rapporti d'affari con la criminalità albanese. "Piscitelli aveva molti nemici e molti affari con vari gruppi criminali: un personaggio centrale con agganci con varie realtà anche albanesi", affermano gli inquirenti.

Al vaglio le immagini delle telecamere di videosorveglianza 

Gli investigari stanno visionando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per risalire al responsabile. Gli agenti della Squadra Mobile di Roma stanno anche ascoltando diversi testimoni, tra cui l'autista personale che lo ha portato al parco, per acquisire elementi utili alle indagini. A quanto ricostruito finora, il killer ha sparato un unico colpo all'altezza dell'orecchio sinistro, poi è stato visto scappare a piedi in via Lemonia facendo perdere le sue tracce. Un'azione studiata e messa in atto da un "killer esperto", spiegano gli inquirenti.

Chi era Piscitelli

La carriera criminale di Piscitelli, conosciuto come Diabolik, prende il via oltre 20 anni fa, prima ancora della sua affermazione, nei primi anni Duemila, alla guida degli Irriducibili, il gruppo ultras più oltranzista della Curva Nord della Lazio: arrestato una prima volta per traffico di droga internazionale (nel 2013), due anni dopo viene condannato per il tentativo di scalata alla Lazio. Nel suo passato, anche diverse azioni violente e antisemite tra gli spalti della Curva laziale.

Striscione in sua memoria al Colosseo poi rimosso

Dopo l'omicidio uno striscione in onore di Piscitelli è stato esposto su ponte degli Annibaldi, a pochi metri dal Colosseo. Lo striscione con su scritto "Diablo vive", firmato Irr (Irriducibili), è stato srotolato da cinque ragazzi intono alle 4.20 del mattino. Sul posto è intervenuta la polizia: all'arrivo degli agenti i ragazzi hanno riavvolto e tolto lo striscione.

Salvini: "Nessun criminale può sperare nell'impunità"

"Nessun criminale può sperare nell'impunità", afferma Matteo Salvini, ministro degli Interni. Il titolare del Viminale, inoltre, si dice "convinto che la professionalità delle forze dell'ordine e degli inquirenti porti alla risoluzione del caso".

Morra: "Gravi le minacce ai giornalisti"

"Le minacce ai giornalisti presenti sul luogo del delitto di Fabrizio Piscitelli non solo devono essere condannate, ma perseguite", afferma Nicola Morra, presidente della Commissione antimafia, riferendosi agli insulti proferiti da alcuni amici e tifosi della Lazio nei confronti dei giornalisti presenti al parco degli Acquedotti dopo l'omicidio. "Ascoltare le minacce lascia veramente impressionati. Mi auguro - aggiunge - che la magistratura intervenga con decisione". Morra parla poi dell'omicidio definendolo una "vera e propria esecuzione mafiosa nella Capitale, un capo ultrà cui avevano sequestrato due milioni di euro - spiega Morra -. Numeri e fatti che danno la dimensione non solo degli intrecci tra sport e criminalità, ma anche di quanto la criminalità abbia affondato le radici a Roma. Non molto tempo fa ci sono state le minacce alla sindaca Raggi, che qualcuno voleva derubricare a poca cosa, mentre troppa politica si è distratta. Una distrazione colpevole e complice. C'è bisogno - conclude Morra - di aumentare la pressione sui clan storici di Roma e spezzare intrecci terribili come quelli che rappresentava un personaggio rilevante come Piscitelli. Non si deve fare nessun passo indietro".

Data ultima modifica 08 agosto 2019 ore 16:15

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