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Processo Cucchi: Arma, ministero Difesa e Viminale chiedono di costituirsi parte civile

6' di lettura

A presentare l'istanza sono stati anche la famiglia Cucchi, l'appuntato Riccardo Casamassima, la polizia penitenziaria, il sindacato di polizia e Cittadinanzattiva. Ilaria Cucchi: "Senza precedenti, riavvicina le istituzioni ai cittadini”

L'Arma dei carabinieri, il ministero della Difesa e il ministero degli Interni hanno presentato istanza di costituzione di parte civile nel corso dell'udienza preliminare di oggi, martedì 21 maggio, a Roma, all'udienza preliminare sul procedimento dell'eventuale 'Cucchi quater', che stavolta vede sotto accusa la catena di comando che avrebbe depistato le indagini sulla morte di Stefano Cucchi, avvenuta nel 2009. Sono coinvolti otto carabinieri, tra cui alcuni ufficiali. Il Gup si è riservato di decidere. A presentare istanza sono stati anche la famiglia Cucchi, l'appuntato Riccardo Casamassima, gli agenti di polizia penitenziaria, il Sindacato dei Militari e Cittadinanzattiva.

L'ok di Giuseppe Conte

"Con una lettera all'Avvocatura dello Stato, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha dato via libera al Viminale per costituirsi parte civile nel processo Cucchi", fanno sapere fonti del ministero degli Interni. Nell'atto depositato dall'Avvocatura generale dello Stato, a chiedere la costituzione di parte lesa sono "per la presidenza del Consiglio dei Ministri - il Ministero della Difesa - Comando Generale dell'Arma - Il Ministero dell'Interno - in persona rispettivamente del consiglio dei ministri e dei ministri pro tempore, rappresentati dall'Avvocatura generale dello Stato".

Avvocatura: nocumento all'azione delle autorità

"Le condotte ascritte hanno intralciato il normale esito e sviluppo delle operazioni di polizia giudiziaria creando grave nocumento all'azione delle autorità. Inoltre gli atti e comportamenti tenuti sono palesemente contrari ai principi di moralità e rettitudine che devono improntare l'agire di un militare", si legge nell'istanza depositata dall'Avvocatura dello Stato per conto della Presidenza del Consiglio, l'Arma e i ministeri dell'Interno e della Difesa. Secondo il provvedimento, gli "imputati, nel commettere i reati contestati, hanno cagionato un grave danno patrimoniale e morale alle amministrazioni. Le imputazioni contestate sono particolarmente gravi anche per le modalità di azione ed hanno sortito l'effetto criminoso di sviare l'accertamento pieno di altrui attività delittuosa nel corso di particolari, complesse ed articolate indagini, avendo militari abusato delle loro qualifiche e funzioni".

Duro attacco dell'Arma ai colleghi imputati

La decisione dell'Arma ufficializza la presa di posizione già annunciata in una lettera affidata ai familiari di Stefano dal comandante generale dei carabinieri Giovanni Nistri l'11 marzo. L'Arma chiede una provvisionale di 120mila euro. Il procedimento più delicato è quello che riguarda gli otto militari accusati di aver orchestrato il tentativo di insabbiamento della verità sulla morte del geometra. Una partita giocata "con le carte truccate", l'ha definita il sostituto procuratore Giovanni Musarò. 

Le accuse

Le richieste di giudizio da parte della Procura sono nei confronti, tra gli altri, del generale Alessandro Casarsa, all'epoca dei fatti capo del Gruppo Roma, e per il colonnello Lorenzo Sabatino, ex capo del nucleo operativo di Roma. I reati contestati, a seconda delle posizioni, sono falso, omessa denuncia, favoreggiamento e calunnia. A essere coinvolti nella catena di comando ci sarebbero anche altri sei imputati. Per l'accusa i depistaggi partirono da Casarsa, all'epoca numero uno del Gruppo della Capitale, e a cascata furono messi in atto dagli altri secondo i vari ruoli di competenza. Per i pm, alcuni degli indagati avrebbero attestato il falso in due annotazioni di servizio datate 26 ottobre 2009, relativamente alle condizioni di salute di Cucchi, arrestato dai carabinieri di Roma Appia e portato nelle celle di sicurezza di Tor Sapienza, tra il 15 e il 16 ottobre del 2009. Falsi confezionati - secondo i magistrati - "con l'aggravante di volere procurare l'impunità dei carabinieri della stazione Appia, responsabili di avere cagionato a Cucchi le lesioni che nei giorni successivi gli determinarono il decesso".

Ilaria Cucchi: "Fatto senza precedenti"

"Il fatto che l'Arma abbia chiesto di costituirsi parte civile, nel procedimento che vede coinvolti otto carabinieri per i depistaggi sul caso della morte di mio fratello, è un fatto senza precedenti. La dedico a tutti coloro che continuano ad insinuare che la famiglia Cucchi è contro l'Arma e viceversa. Questo è un momento di riavvicinamento tra cittadini e istituzioni", ha detto Ilaria Cucchi, sorella di Stefano. 

"Per la prima volta sindacati con noi"

"In vicende come la nostra - ha aggiunto Ilaria Cucchi - troppe volte ho visto i sindacati di polizia intromettersi contro le nostre famiglie. In quest'aula per la prima volta un sindacato - ha aggiunto - si è schierato al nostro fianco e non contro di noi. Questo lo dedico al signor Gianni Tonelli", l'ex segretario generale del sindacato di polizia Sap e parlamentare della Lega che denunciò Ilaria Cucchi per diffamazione.

Casamassima: "Me la fanno pagare perché ho parlato"

"Me la stanno facendo pagare in ogni modo da anni per aver parlato e anche la recente vicenda che mi vede indagato per spaccio di droga ne è la dimostrazione", ha detto l'appuntato Riccardo Casamassima, che con le sue dichiarazioni fece riaprire il caso della morte di Stefano Cucchi. Oggi Casamassima, attraverso i suoi legali, ha presentato l'istanza di costituzione di parte civile. La Procura di Roma ha chiesto nei giorni scorsi il rinvio a giudizio nei confronti dell'appuntato e di sua moglie, accusati di spaccio di droga. "Durante le perquisizioni non è mai stato trovato nulla e nelle intercettazioni che ci tirano in ballo è stato detto di tutto, perfino che avrei partecipato ad assalti a portavalori. Assurdo. È per questo che ne uscirò pulito, sono sereno". In merito alla vicenda Cucchi e al procedimento sui depistaggi, Casamassima ha commentato: "La richiesta di costituzione di parte civile da parte dell'Arma è una farsa". 

Businarolo: "Grazie all'Arma e al ministro Trenta"

"L'Arma dei Carabinieri e il ministero della Difesa hanno presentato istanza per costituirsi come parti civili nell'ambito del filone dell'inchiesta sui presunti depistaggi nel caso di Stefano Cucchi. Stefano è morto il 22 ottobre 2009: da allora tante sono state le battaglie della sorella Ilaria, e dei suoi genitori, tanti i passi in avanti fatti dalle istituzioni, dalla loro iniziale chiusura alla scelta di oggi che rende felice la famiglia Cucchi e dà lustro al Paese interno. Grazie all'Arma e al ministro Trenta per aver voltato pagina". Così in un post su Facebook la Presidente della Commissione Giustizia della Camera Francesca Businarolo.

Data ultima modifica 21 maggio 2019 ore 18:12

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