Per il ministro della Giustizia, ospite a Start, nella mobilitazione degli autotrasportatori "c'è una forte probabilità di strumentalizzazione e di infiltrazioni criminali". Poi ha parlato anche degli scontri e delle violenze di Milano e del decreto sicurezza: "Non ci sono interventi che limitino la libertà di manifestare" e anzi, il testo "che è molto complesso, tipicizza molte le condotte punibili, quindi in un certo senso garantisce di più quelli che invece manifestano in modo pacifico"
Nel decreto sicurezza "non ci sono minimamente interventi che limitino la libertà di manifestare" e anzi, il testo "che è molto complesso, tipicizza molte le condotte punibili, quindi in un certo senso garantisce di più quelli che invece manifestano in modo pacifico. La manifestazione pacifica, per quanto possa essere vivace - e deve esserlo in democrazia perché il dissenso è il sale della democrazia -, certo non può trasferirsi in comportamenti come quelli di devastazione e saccheggio che abbiamo visto". A dirlo è il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ospite a Start su Sky TG24, che parlando degli scontri di Milano e del coinvolgimento di ragazzi molto giovani ha aggiunto: "Non è all'ordine del giorno abbassare ulteriormente l'età per l'imputabilità, non sarebbe blasfemo pensare di abbassarla ma ad oggi non abbiamo intenzione di farlo".
"Nuovi reati per comportamenti imprevisti e imprevedibili"
Interpellato poi sulle nuove fattispecie di reato introdotte con l’ultimo decreto sicurezza, fra cui quello di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, il ministro ha risposto: "È vero che creiamo nuovi reati e inaspriamo le pene, ma siamo 'costretti' a farlo davanti a comportamenti nuovi, imprevisti e imprevedibili, che hanno un vuoto di tutela penale. Il diritto penale dovrebbe precedere, ma a volte deve seguire quella che è l’evoluzione dei comportamenti che possono mettere a rischio la tutela individuale e collettiva". Poi Nordio ha approfondito: "Quello che non era previsto (dai reati già esistenti, ndr) era una violenza organizzata nelle manifestazioni soprattutto attraverso una promozione, anche telematica, che un tempo non esisteva e che va studiata, che è del tutto inedita. Le manifestazioni, anche politicamente aggressive, degli anni scorsi, avevano dei connotati che sono diversissimi da questi di oggi dove il saccheggio è fine a sé stesso e dove vi è una partecipazione minorile, o addirittura di persone non imputabili, che una volta non esisteva. Quindi punire chi organizza queste manifestazioni, in questo modo, era un vuoto di tutela".
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"L'imputabilità in vigore è nel Codice penale del 1930"
Nel corso dell’intervista si è poi affrontato il tema dell’imputabilità dei minori, ricordando l’entrata in vigore della presunzione di capacità di intendere e di volere per i ragazzi dai 14 ai 18 anni. Il ministro ha ribadito che per il momento non è in programma un abbassamento della soglia anagrafica di imputabilità, e ha spiegato: "È un fatto però che questa forma di imputabilità, che al di sotto dei 14 anni non esiste, è stata elaborata nel Codice penale che è del 1930 ed è firmato da Mussolini. Ottanta, 90, 100 anni fa, 14 anni non erano i 14 anni di oggi, per cui non sarebbe blasfemo pensare di abbassare la soglia di imputabilità".