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Scontri Milano, cosa faranno i 500 soldati dell'esercito in città

Cronaca
©Getty

Presidiando i punti nevralgici della città, permetteranno a un maggior numero di poliziotti e carabinieri di liberarsi dai compiti di guardia statica per essere impiegati direttamente nel controllo attivo del territorio e nella gestione delle manifestazioni di piazza

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Avranno compiti di vigilanza fissa a obiettivi sensibili e pattugliamento del territorio, ma non potranno compiere arresti o esercitare funzioni di ordine pubblico diretto durante i cortei. I 500 soldati aggiuntivi inviati dal governo a Milano dopo gli scontri che, lo scorso finesettimana, hanno messo a ferro e fuoco la zona di Piazza Duomo, andranno a rinforzare il contingente già attivo nel capoluogo lombardo e saranno messi a disposizione delle autorità di pubblica sicurezza (il Prefetto e il Questore) per concorrere al controllo cittadino. L’esecutivo ha approvato ieri, martedì 20 ottobre, un decreto legge sulla sicurezza che prevede il loro impiego fino al 31 dicembre e il potenziamento dell’operazione “Strade Sicure”.

Presidio in punti nevralgici

Nonostante le prime ipotesi politiche di concedere loro poteri di polizia giudiziaria (come la possibilità di effettuare arresti o perquisizioni), il testo finale del decreto approvato dal Consiglio dei ministri ha confermato, dunque, le regole d'ingaggio standard. L'idea iniziale di conferire poteri straordinari di polizia ai militari è decaduta, quindi, anche a causa delle forti resistenze dei sindacati di polizia e dei vertici del Viminale, contrari a sovrapporre i ruoli professionali dell'esercito con quelli degli agenti di pubblica sicurezza. I “nuovi” soldati non verranno impiegati per la gestione dell'ordine pubblico nelle piazze o per reprimere i cortei violenti (compito che rimane ad esclusivo carico delle forze di polizia e dei Carabinieri). La funzione principale dell'esercito sarà di deterrenza visiva. Presidiando i punti nevralgici di Milano, permetteranno a un maggior numero di poliziotti e carabinieri di liberarsi dai compiti di guardia statica per essere impiegati direttamente nel controllo attivo del territorio e nella gestione delle manifestazioni di piazza.

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L'operazione "Strade sicure"

Iniziativa di supporto alla pubblica sicurezza in Italia, avviata il 4 agosto 2008 sotto il governo Berlusconi IV, l’operazione “Strade sicure” prevede l'impiego del personale delle Forze Armate (principalmente l'Esercito Italiano) per specifiche esigenze di prevenzione della criminalità nelle aree metropolitane e per la vigilanza di siti sensibili. Durante il servizio, i militari assumono la qualifica di agenti di pubblica sicurezza, ma non di polizia giudiziaria. Possono procedere all'identificazione o alla sanzione di persone solo se affiancati o in concorso con le Forze di Polizia. All'inizio di ottobre, la Commissione Difesa della Camera ha approvato una risoluzione per incrementare gradualmente la quota complessiva dei soldati impiegati sul territorio nazionale, puntando a portare il contingente da circa 6.800 fino a 10.000 unità per presidiare stazioni, città e obiettivi sensibili.

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