Legge elettorale, alla Camera respinte le pregiudiziali delle opposizioni

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Montecitorio ha rigettato con 229 voti contrari e 151 a favore le pregiudiziali di costituzionalità delle opposizioni. Giovedì 8 ottobre il voto finale. Le opposizioni continuano ad attaccare la riforma per le preferenze, i capolista non alternati per genere, il premio e l'indicazione del presidente del Consiglio

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Dopo il via libera del Senato, inizia l’ultimo passaggio alla Camera della legge elettorale, in quello che da molti è visto come lo snodo cruciale della legislatura dato che - come detto più volte dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni - un passo falso in Aula non potrebbe non avere delle conseguenze. Oggi l'Aula di Montecitorio ha rigettato, a voto segreto, con 229 voti contrari e 151 a favore le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni. Anche Fnv ha votato contro. Il secondo voto, quello finale, sarà la prossima settimana, l’8 ottobre.

Aula piena per il voto, presenti ministri e leader di partito

Alla Camera per il voto sulle pregiudiziali erano presenti i ministri Giancarlo Giorgetti, Elisabetta Casellati, Eugenia Roccella, Gianmarco Mazzi, Carlo Nordio, Antonio Tajani, Roberto Calderoli, Francesco Lollobrigida e Luca Ciriani, oltre a viceministri e sottosegretari. Nei banchi di Forza Italia c'era anche Marta Fascina. Ranghi serratissimi anche quelli di FdI, strapieni per l'occasione. E per l'opposizione c'erano sono tutti i leader di partito deputati, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli e Riccardo Magi.

Giovedì 8 voto finale alla Camera

Il voto finale sulla legge elettorale in Aula alla Camera si terrà giovedì prossimo con dichiarazioni di voto dalle 10.30 e voto finale alle 12.30, ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. La questione di fiducia sarà posta lunedì alle 14 sui primi tre articoli. Martedì ci sarà la chiama degli articoli 1 e 2. Mercoledì dalle 9 la votazione con fiducia dell'articolo 3. Al termine, fino alle 13.30, si terranno le votazioni sull'articolo 8, sul voto fuorisede dei caregiver, senza fiducia. Dalle 16.15 alle 20 ci sarà l'esame degli odg. Giovedì 8 il voto finale.

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Le critiche delle opposizioni

Nel frattempo non si placano gli attacchi delle opposizioni, che criticano le preferenze, i capolista non alternati per genere, il premio e l'indicazione del presidente del Consiglio. "Quella che Meloni si appresta ad imporre al Parlamento è una legge che consideriamo incostituzionale, l'ennesima forzatura. Il tentativo di introdurre surrettiziamente per via di legge ordinaria il premierato è inaccettabile, come lo è cambiare le regole a colpi di maggioranza a pochi mesi dalle elezioni", ha detto il deputato di Avs Nicola Fratoianni. Questa legge elettorale "è un atto di prepotenza del governo che impedisce il gioco democratico. Lasciate che siano i cittadini a scegliere" e invece "il gioco della governabilità vi spinge a voler governare anche il risultato delle elezioni in anticipo". Peraltro "l'indicazione" del candidato premier "non è una indicazione politica", "è un vincolo giuridico ed è oggettivamente una lesione dei poteri del capo dello Stato", ha osservato in Aula il leader di Più Europa Riccardo Magi. "Questo è un disperato tentativo di essere imbullonati alle poltrone, è una legge di potere. Niente per i citadini italiani, tutto per voi - ha attaccato Alfonso Colucci del M5s - "Le preferenze" introdotte "sono farlocche" e sulla parità di genere Meloni "offende la donna italiana", ha aggiunto Colucci, "per non parlare" del tema delle "sottoscrizioni", "un'assurdità".

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