Il consigliere comunale del Partito democratico Antonio Casella, durante l'ultimo Consiglio comunale a Reggio Emilia, riferendosi allo storico leader della Lega Nord ha affermato che "per fortuna pochi mesi fa il nostro Signore lo ha chiamato". Immediato l'attacco da parte degli esponenti della Lega che hanno chiesto le dimissioni di Casella: "È semplicemente inaccettabile, irripetibile e non degno di un luogo istituzionale". Ma il dem si difende: "Stavamo parlando del pensiero che Bossi ha esposto per 30 anni"
"Per fortuna l'ideatore di questa cosa qua pochi mesi fa il nostro Signore lo ha chiamato". È bufera sulle parole con cui, durante l’ultimo Consiglio comunale a Reggio Emilia, il consigliere del Partito democratico Antonio Casella si è riferito allo storico leader della Lega Nord Umberto Bossi. La frase di Casella è arrivata in risposta a un intervento del consigliere di Fratelli d'Italia Cristian Paglialonga che aveva accusato di razzismo nei confronti dei meridionali lo stesso Casella e un altro consigliere, autori di un documento in cui contestavano il tetto agli studenti stranieri nelle classi proposto dal governo. "Lei mi accusa di razzismo verso i meridionali?", ha risposto Casella, sempre all’interno del Consiglio comunale, aggiungendo: "Lei che fa parte di un partito che è alleato della Lega Nord da 30 anni, quando dicevano che lei e i suoi genitori eravate gente inferiore", per poi definire una fortuna la morte del leader leghista.
Lega: "Inaccettabile e non degno di un luogo istituzionale"
Immediata la reazione degli esponenti della Lega. "La politica può essere aspra e il dissenso totale, ma la morte di una persona non può diventare una battuta da utilizzare contro un avversario", ha commentato la deputata leghista Laura Cavandoli. "E colpisce il silenzio del Pd, sempre pronto a fare la morale sugli avversari politici". Il segretario regionale Lega Emilia Matteo Rancan e la senatrice del Carroccio Lucia Borgonzoni, chiedendo le dimissioni di Casella, hanno affermato: "È semplicemente inaccettabile, irripetibile e non degno di un luogo istituzionale. Davvero si rallegra per la morte di un avversario politico? È questo il massimo della retorica del Pd per attaccare la Lega?". Stesso sdegno da parte della senatrice emiliana della Lega Elena Murelli, che ha definito le parole di Casella "aberranti e inaccettabili”. Attacco al consigliere dem anche da parte del capogruppo della Lega, Alessandro Rinaldi, che ha chiesto le dimissioni di Casella: "Ha dimostrato, con le parole pronunciate in aula, di non avere il rispetto necessario per il ruolo istituzionale che ricopre".
Casella si difende
Il consigliere al centro della bufera, raggiunto dalla Gazzetta di Reggio, ha specificato che "stavamo parlando del pensiero che Bossi ha esposto per 30 anni. Rinaldi ha detto che quella Lega non esiste più, quindi non capisco perché avanzi queste richieste. Il mio intervento era riferito al pensiero di Bossi e lui difende Bossi. Per quanto riguarda Paglialonga ha passato dieci minuti a dire che il Pd è razzista…". E poi, in merito al termine "feccia" collegato al centrodestra, ha spiegato: "Non volevo offendere nessuno che voti a destra".