Pier Luigi Bersani compie 75 anni: storia e carriera politica

Politica
©Ansa

Dalla politica locale a quella nazionale, dal Partito comunista italiano al Partito democratico: ripercorriamo le tappe della biografia dell'ex ministro e segretario del Pd dal 2009 al 2013

ascolta articolo

Dal Partito comunista italiano, passando per i Democratici di sinistra, fino al Partito democratico, dove è ritornato dopo una parentesi scissionista che lo ha portato ad aderire ad Articolo 1 fino al suo scioglimento: Pier Luigi Bersani compie 75 anni e ha attraversato la storia della sinistra italiana. Sebbene oggi non rivesta incarichi parlamentari, è una figura di riferimento per il Partito democratico e una voce attiva nel dibattito.

Gli inizi

Nato a Bettola in provincia di Piacenza il 29 settembre del 1951, cresce in una famiglia dedita all’artigianato e di orientamento cattolico. Si laurea con lode nel 1975 in filosofia all’università di Bologna. Iscritto giovanissimo al Partito comunista italiano, ricopre ruoli locali. A convincerlo ad aderire al PCI è la figura di Berlinguer e in particolare un discorso rivolto dal segretario comunista ai giovani: “Entrate e cambiateci". Dopo una parentesi da insegnante, si dedicherà completamente alla vita politica. Nel 1980 viene eletto consigliere regionale per l’Emilia Romagna. Nello stesso anno si sposa con la farmacista Daniela Ferrari, dalla quale avrà due figlie. Con lo scioglimento del PCI e la svolta della Bolognina di Achille Occhetto del 1991, entra nel Partito Democratico della Sinistra, poi diventato Democratici di Sinistra. La formazione si dissolve nel 2007. Farà poi parte del "Comitato del 14 ottobre" insieme ad altri 45 rappresentanti politici e della società civile per la costituzione del Partito democratico.

Da consigliere regionale ai ministeri

Nel 1993 diventerà presidente della Regione, confermato nelle elezioni regionali del 1995 con elezione diretta. Nel 1996 si dimette per accettare l’incarico nazionale di ministro dell'Industria, del Commercio, dell'Artigianato e del Turismo che ricoprirà fino al 1999 nei governi Prodi e D'Alema. Riveste poi la carica di ministro dei Trasporti e della Navigazione nel secondo governo D'Alema e nel secondo governo Amato. Questi anni ministeriali sono segnati dalla riforma del commercio del 1998 e dalle liberalizzazioni del biennio 2006-2007 sul fronte di banche, assicurazioni e utenze, anche note come “decreti Bersani”. Nel 2001 entra alla Camera come deputato e poi nel 2004 inizia la sua carriera politica in Ue con l’elezione nel Parlamento europeo. Tornerà poi alla Camera con le politiche del 2006. Nel secondo governo Prodi (2006-2008) è stato ministro dello Sviluppo economico. 

L’ascesa nel Partito democratico

Nel 2009 partecipa da candidato alle primarie per eleggere il segretario del partito, convocate a seguito delle dimissioni di Walter Veltroni. Vince su Dario Franceschini e Ignazio Marino, mentre nel 2012 concorrerà alle primarie per la scelta del candidato premier del centrosinistra in vista delle elezioni politiche del 2013. Anche in questa tornata interna si impone come vincitore. Alle elezioni il Pd si presenta in coalizione con Sinistra ecologia e libertà e il Partito Socialista Italiano. "Italia. Bene comune," questo il nome della coalizione, ottiene la maggioranza alla Camera dei Deputati ma la maggioranza relativa al Senato. Nella conferenza stampa dopo il voto Bersani commentò così l’esito elettorale: "Non abbiamo vinto anche se siamo arrivati primi".

I tentativi falliti di formare un governo

Bersani viene a questo punto investito dal presidente dell’allora Repubblica Giorgio Napolitano dell’incarico esplorativo per un nuovo governo, incarico che viene accettato con riserva. Le consultazioni intraprese con le varie parti politiche naufragano. In particolare, Bersani esprimerà la sua delusione per la chiusura del Movimento 5 Stelle, al suo esordio parlamentare e impostosi come primo partito con il voto, con cui avrebbe stretto un'alleanza finalizzata alle rifome.

Dal 2013 ad oggi

Nell'aprile del 2013 si dimette dalla carica di segretario del PD: è l’inizio di un processo dialettico rispetto al partito che lo porterà nel febbraio 2017, in contrasto con la nuova segreteria di Matteo Renzi, a riconsegnare la tessera e ad aderire al gruppo parlamentare Articolo 1 - Movimento democratico e progressista. La formazione alle elezioni politiche del 2018 ottiene circa il 3,3% dei voti. Nello stesso anno viene rieletto alla Camera. Nel 2023, dopo lo scioglimento di Mdp, comunica il suo ritorno nel PD guidato da Elly Schlein, dicendo di farlo “in punta di piedi”. Oggi Bersani è fuori dal parlamento, ma continua ad avere un ruolo attivo nel partito in virtù del suo status di fondatore e di figura di riferimento per il centrosinistra. Dal 2022 è presidente dell'Istituto storico della Resistenza. 

Politica: I più letti