Sicurezza, Meloni: "Chi commette reati non può essere risarcito, basta con i paradossi”
PoliticaLa premier interviene con un post sui social sulla novità introdotta dal nuovo Ddl: “Mi aggredisci, mi difendo. E dovrei risarcirti? Non è giusto”, scrive. L’articolo 7 della norma modifica il codice civile per una serie di reati: chi è vittima di rapina o di violenza sessuale non dovrà risarcire l'autore del delitto in caso di danno
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni questa mattina ha pubblicato un post sui social per commentare una delle novità del ddl Sicurezza, ovvero lo stop alle richieste di risarcimento per chi subisce danni in seguito a reazioni delle vittime in casi di rapina o stupro. "Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto. Con l'ultimo ddl Sicurezza introduciamo una regola di puro buon senso: chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non può chiedere alcun risarcimento, né possono farlo i suoi familiari”, scrive la premier.
Il post della Meloni
“Chi viola la legge non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso. Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali”, afferma Meloni. Nel post è allegata anche una foto della premier e la scritta “Basta paradossi! Chi commette un reato non può pretendere un risarcimento per i danni subiti mentre delinque’”.
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La novità del Ddl Sicurezza sui risarcimenti
L'articolo 7 del nuovo decreto sicurezza introduce una modifica al codice civile per una serie di reati: violenza sessuale (609-bis), atti sessuali con minorenne (609-quater), violenza sessuale di gruppo (609-octies), furto in abitazione/con strappo/con destrezza (624-bis), rapina (628), sequestro a scopo di estorsione (630). Insomma chi è vittima di rapina o di violenza sessuale non dovrà risarcire l'autore del delitto in caso di danno.
Cosa prevede
"C'è una modifica al codice civile, viene in qualche modo escluso il risarcimento del danno in situazioni in cui il fatto si verifichi in occasione del compimento da parte del danneggiato di alcuni reati”, ha spiegato il ministro dell’Interno Piantedosi in conferenza stampa a palazzo Chigi. “Il caso classico è quello della rapina in casa, la rapina commessa da persone con la reazione, il tentativo di legittima difesa da parte del rapinato". Nel caso di "condanna per eccesso colposo come è successo in alcuni casi di cronaca" ha spiegato il ministro, "fermo restando la valutazione di carattere penale", viene considerata "l'esclusione del risarcimento dei danni. In poche parole, viene valorizzato il concorso alla commissione del reato da parte della persona, che poi diventa a sua volta parte offesa del reato per la reazione del danneggiato".