Festa 2 giugno, Mattarella: "Deve prevalere forza della legge e non prepotenza delle armi"

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La Repubblica Italiana è "votata alla ricerca di soluzioni di pace e della indipendenza dei popoli, sostenitrice convinta della cooperazione internazionale: principi che oggi vediamo gravemente aggrediti". Così il capo dello Stato ha parlato al Quirinale ricevendo il corpo diplomatico accreditato in Italia. Questa mattina il presidente della Repubblica aveva anche inviato un messaggio ai Prefetti d'Italia sottolineando che che "la Repubblica nacque da un corale e sincero esercizio di democrazia" 

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In occasione della festa della Repubblica è importante ricordare che deve prevalere forza della legge e non la prepotenza delle armi. A dirlo è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale il corpo diplomatico accreditato in Italia alla vigilia del 2 giugno. "L'adesione al progetto europeo, all'Alleanza Atlantica e alle Nazioni Unite - ha sottolineato Mattarella - fu, negli anni, conferma e concreta declinazione di quei principi che hanno condotto la Repubblica Italiana a sostenere l'opera dell'Onu anche con le missioni di pace da essa patrocinate e l'azione delle Corti internazionali, presidio indispensabile di una civiltà fondata sul presupposto che, anche nelle relazioni fra Stati, a prevalere debba essere la forza della legge e non la prepotenza della forza delle armi". 

Mattarella: "Popolazione Libano colpita brutalmente in modo indebito"

Il capo dello Stato ha proseguito rivolgendosi al corpo diplomatico presente al Quirinale. "Oggi, in una realtà internazionale frammentata e complessa, il ruolo della diplomazia, la vostra professionalità, sono ancora più essenziali, per la capacità di attingere alle radici dei rapporti tra Paesi, di saper leggere in profondità la realtà nella quale si opera". Sergio Mattarella ha citato i conflitti che, in questo momento, colpiscono alcune parti del mondo, dall "irrisolta crisi indotta dal conflitto tuttora in atto a Gaza" alla "guerra su vasta scala che dall'Iran potrebbe irradiarsi a tutta la regione e che già colpisce così brutalmente e in modo indebito la popolazione civile del Libano". Poi un pensiero alla guerra in Ucraina: "Avvertiamo come nostra la causa della indipendenza e della libertà di Kiev", ha dichiarato Mattarella, aggiungendo: "La Repubblica Italiana vive saldamente ancorata ai valori che ha testimoniato in questi 80 anni, votata alla ricerca di soluzioni di pace e della indipendenza dei popoli; impegnata nella difesa della dignità e dei diritti della persona; sostenitrice convinta della cooperazione internazionale: principi che oggi vediamo gravemente aggrediti. Una tendenza regressiva dell’ordine internazionale che ha avuto un acceleratore preciso: l’ingiustificabile invasione dell'Ucraina da parte della Federazione Russa". 

Mattarella: "Alimentare odio spinge sulla strada della guerra"

Tutto ciò che sta accadendo, tra l'Ucraina e il Medio oriente, ha ribadito il presidente della Repubblica, "non deve indurre alla rassegnazione, in nome di un malinteso realismo che, oltre che moralmente deprecabile, rappresenterebbe un grave errore di valutazione. Nel quadro, che appare desolante per la legalità internazionale, va ribadito che è questione di volontà e di scelte". E ha aggiunto: "Possiamo decidere, infatti, di continuare a promuovere la primazia del diritto internazionale e la ricerca di soluzioni condivise, avverso alla logica dello scontro e della discordia. Alimentare giacimenti di rancore, di odio spinge, infatti, soltanto sulla strada della guerra e dei conflitti perpetui.

Mattarella: "Il voto italiano pose le basi per un nuovo patto civile"

Questa mattina, il capo dello Stato, aveva anche inviato un messaggio ai Prefetti d'Italia. Nel comunicato, il presidente della Repubblica ha reso omaggio all'ottantesimo anniversario della Repubblica ricordando che, dopo il ventennio fascista, "il voto italiano segnò una svolta nella storia del nostro Paese, ponendo le basi per edificare, sulle solide fondamenta della Costituzione, un nuovo patto civile, ispirato ai principi di libertà, uguaglianza e solidarietà, spinto da una intensa sete di pace". "La Repubblica - ha spiegato il presidente - nacque da un corale e sincero esercizio di democrazia di cui fu protagonista "il popolo italiano che affluì con straordinaria partecipazione e compostezza ai seggi, per la scelta dell’ordinamento dello Stato e l’elezione dell’Assemblea costituente". E, "in particolare, le donne, chiamate per la prima volta alle urne nella storia d’Italia, per le elezioni amministrative nel corso di quell’anno e per le consultazioni del 2 giugno".

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"L'opera dei Prefetti è preziosa per la nostra comunità"

Mattarella ha poi sottolineato che "i valori della Costituzione vivono nell'azione di quanti si pongono al servizio della collettività". Dunque, "l'opera dei Prefetti dispiegandosi ogni giorno nella garanzia del quadro delle libertà democratiche, promuovendo legalità e sicurezza, affrontando con tempestività il manifestarsi di situazioni di emergenza nel coordinamento delle attività delle istituzioni, dell’associazionismo, del volontariato, è preziosa per la nostra comunità". "Consolidare l’architettura della fiducia tra istituzioni e cittadini, ravvivando in ciascuno il senso più autentico della partecipazione democratica, è compito persistente nella vita della Repubblica". Lo scrive il Capo dello Stato aggiungendo che "i valori della Costituzione vivono nell'azione di quanti si pongono al servizio della collettività".

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