Debora Piazza era finita al centro delle polemiche per un messaggio sui social in cui auspicava una dinamica simile a quella della strage di Modena contro il comizio elettorale del 21 maggio scorso a Lecco in cui era presente la segretaria del Pd. L’esponente leghista era già stata sospesa da ogni incarico nel partito e le sue dimissioni saranno recepite nel corso della prossima seduta del Consiglio comunale di Barzanò, convocata per l'11 giugno
Era già stata sospesa da ogni incarico Debora Piazza, autrice di un post in cui invocava scenari simili alla strage di Modena in riferimento alla segretaria del Pd Elly Schlein. Oggi Piazza ha annunciato anche le sue dimissioni dal ruolo di consigliere comunale di minoranza, rinunciando così alla sua posizione nel comune di Barzanò, in provincia di Lecco. "Non abbiamo qualcuno che guida con problemi di depressione disoccupato che offende i cristiani che passa di lì e ci fa un favore", aveva scritto sui social il 22 maggio scorso l’esponente leghista commentando la presenza del giorno precedente in piazza Cermenati della leader dem. Le dimissioni sono state protocollate e saranno recepite nel corso della prossima seduta del Consiglio comunale, convocata per l'11 giugno.
Lega prende le distanze
Il partito di Matteo Salvini aveva subito condannato le dichiarazioni di Debora Piazza con il capogruppo locale, Edoardo Colzani, che aveva subito preso posizione tracciando una netta distanza tra il suo gruppo e la consigliera. Stessa condanna da parte del segretario provinciale del Carroccio a Lecco, Daniele Butti, intervenuto subito dopo lo scoppio delle polemiche prendendo “fermamente le distanze da qualsiasi frase o espressione che possa essere interpretata come un augurio di violenza, odio o danno". La conseguenza immediate, per Debora Piazza, era stata la sospensione da ogni incarico nel partito: una decisione accolta con favore anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni che aveva espresso “solidarietà a Elly Schlein per il gravissimo commento”. La Lega, aveva aggiunto la premier, ha preso una “decisione giusta, netta e senza ambiguità. La violenza, anche solo evocata, non può mai diventare linguaggio politico. Su questo non devono esistere esitazioni".