Legge elettorale, la maggioranza punta al primo sì entro luglio: cosa sappiamo
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L'obiettivo a cui continua a puntare il centrodestra per definire il nuovo sistema di voto in vista delle elezioni politiche è di ottenere un primo via libera entro la pausa estiva. Sul testo, ora all'esame della commissione Affari Costituzionali della Camera, sono al lavoro gli sherpa di entrambe le coalizioni per tentare di trovare una soluzione che possa portare ad un provvedimento il più possibile condiviso.
Quello che devi sapere
Le tempistiche
Il tempo a disposizione, calendario alla mano, non manca nonostante il record di audizioni fissate. Si era partiti con 107 tra professori, magistrati, ed associazioni per arrivare ad una sessantina di esponenti da sentire. E per velocizzare ancora di più l'iter, il calendario prevede convocazioni senza pausa dal lunedì fino al venerdì. Un tour de force che dovrebbe concludersi entro la fine del mese di maggio per poi lasciare spazio alle proposte emendative.
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Si cerca un equilibrio
Trovare un equilibrio tra stabilità e rappresentanza, senza incorrere nei limiti fissati in passato dalla Corte costituzionale, è la premessa per modificare l'attuale legge soprattutto perché, in caso di pareggio dei due schieramenti (come di fatto registrano gli ultimi sondaggi) sarebbe impossibile avere un governo stabile escludendo a priori esecutivi tecnici o di larghe intese.
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I nodi
Il testo presentato dalla maggioranza però richiede delle modifiche su cui i tecnici sono già al lavoro. Due i punti cardine da rivedere: i ballottaggi e il premio da assegnare alla maggioranza che possa garantire stabilità sul modello di Comuni e Regioni. "Sul metodo con con cui assegnare il premio siamo aperti ai contributi di tutte le forze politiche", spiega in un'intervista al Sole 24 Ore, Nazario Pagano (Forza Italia) che aggiunge: "Oltre all'entità del premio occorre decidere come arrivare alla soglia stabilita". Se fosse il 55%, ipotizza il presidente della commissione della Camera, le strade potrebbero essere due: liste fisse come prevede la proposta depositata dalla maggioranza oppure l'attribuzione in modo proporzionale alla coalizione che vince.
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Gli altri punti di discussione
Altra questione riguarda poi l'armonizzazione della legge per evitare risultati difformi tra Camera e Senato (e attenzione ci sarebbe anche per la soluzione per il Trentino Alto Adige). E poi in fase emendativa altro nodo da sciogliere all'interno della maggioranza è quello dell'introduzione o meno delle preferenze. Ancora da risolvere anche il tema del voto dei fuori sede: non è previsto nel testo iniziale, ma la maggioranza ha votato per l'allargamento del perimetro in modo da tenere l'argomento dentro la discussione.
La proposta sul voto fuori sede
Lo scorso 30 aprile il tema del voto dei fuori sede è stato al centro delle audizioni in commissione Affari Costituzionali alla Camera. Tra i soggetti sentiti i rappresentanti di The Good Lobby, del Comitato voto dove vivo e di LINK - Coordinamento universitario. "L'assenza di una normativa nazionale che disciplini il voto a distanza - hanno sottolineato i rappresentanti di The Good Lobby - contribuisce a determinare una sostanziale disparità nell'accesso al voto, penalizzando in particolare studenti, lavoratrici e lavoratori, persone impegnate in attività di cura e altre categorie già vulnerabili, temporaneamente domiciliate in un luogo diverso da quello di residenza. Negli ultimi anni il Parlamento ha riconosciuto la rilevanza del tema e nel corso di questa legislatura, sono state depositate 7 proposte di legge alla Camera e 7 disegni di legge al Senato. La Camera ha poi approvato, nel 2023, una legge delega sul voto fuori sede, successivamente trasmessa al Senato ma la sua discussione a Palazzo Madama è sospesa da anni". Quindi “abbiamo depositato in Corte di Cassazione nel 2024 una proposta di legge di iniziativa popolare che sostanzialmente ricalca quella legge delega, allargando la tutela a tutti i tipi di fuori sede e di elezioni, e riducendo i tempi con l'auspicio di concludere l'iter entro le prossime elezioni politiche".
Le trattative politiche
Nel frattempo proseguono le interlocuzioni con le forze di opposizione con la volontà - si sottolinea da Fratelli d'Italia - di andare comunque avanti per modificare il Rosatellum e scongiurare l'ipotesi di un pareggio. Fonti parlamentari di maggioranza sottolineano che le sensibilità nella coalizione di centrodestra sono diverse, anche all'interno degli stessi partiti.
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Il no delle opposizioni
Dal Partito democratico al momento non si registrano le condizioni per un confronto nel merito. "Per noi la proposta della destra è irricevibile", è il messaggio che manda Elly Schlein "perché - mette in chiaro la segretaria del Pd - fissa un premio col quale la maggioranza può quasi eleggersi da sola il capo dello Stato. Contiene un antipasto di premierato". Dal M5s arriva la netta "contrarietà" a una legge "scritta male e probabilmente incostituzionale". "Rappresenta il disperato tentativo di Meloni di rimanere a galla quando sente tutto franarle sotto i piedi", è l'affondo di Alfonso Colucci. E a scagliarsi contro le "forzature della maggioranza" è anche Avs. "FdI chiede aiuto al Pd probabilmente perché nella destra un accordo non c'è", dice il deputato Filiberto Zaratti. Che esprime una percezione diffusa tra i deputati e senatori di centrosinistra. "Nessuno in maggioranza è convinto fino in fondo della legge, soprattutto nella Lega ma anche in Forza Italia”.
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