Politiche abitative in Senato: tre ddl per riportare milioni case già costruite in affitto

Politica

L'iniziativa legislativa presentata dal senatore Antonio De Poli, con il contributo dell' Unione di Centro e di Federproprietà, introduce tre disegni di legge finalizzati a riformare il mercato delle locazioni. Le proposte intervengono su giustizia, fiscalità e regolazione del mercato, con l'obiettivo di riportare milioni di immobili oggi sfitti nel circuito abitativo e commerciale, riducendo i rischi per i proprietari e ampliando l'offerta

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Il rilancio delle politiche abitative torna al centro dell'agenda istituzionale con la conferenza tenutasi a Roma presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica Italiana. L'iniziativa, promossa dal senatore Antonio De Poli insieme ad Andrea Napoli, ha visto la partecipazione anche di Giovanni Bardanzellu, presidente di Federproprietà. Al centro del confronto, tre disegni di legge che affrontano in modo sistemico le criticità del mercato delle locazioni italiano. Il dato strutturale è noto: milioni di immobili restano inutilizzati – circa 8 milioni secondo le stime richiamate – mentre cresce la difficoltà di accesso alla casa. A incidere su questo squilibrio è soprattutto il fattore rischio percepito dai proprietari, legato a tempi lunghi e incerti nelle procedure di rilascio degli immobili, che possono arrivare fino a 30 mesi nelle grandi città.

“Interventi per sbloccare il mercato e aumentare l’offerta” Roma, 14 aprile 2026, presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica
“Interventi per sbloccare il mercato e aumentare l’offerta” Roma, 14 aprile 2026, presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica

Certezza giuridica e riforma delle locazioni

Il primo pilastro della riforma (DDL n. 774) riguarda la riduzione dei tempi di rilascio degli immobili. Attualmente, le procedure di sfratto richiedono mediamente tra i 15 ei 24 mesi, configurando un elemento di forte disincentivo all'immissione degli immobili sul mercato. L'introduzione di tempistiche più rapide e prevedibili rappresenta quindi una leva centrale per ristabilire fiducia e sicurezza giuridica. Il secondo intervento (DDL n. 775) affronta invece una questione fiscale e interpretativa: l'estensione chiara della cedolare secca anche ai contratti in cui il conduttore sia un'impresa o un professionista, purché l'immobile sia destinato a uso abitativo. Questa misura mira ad eliminare l'ambiguità normativa che negli anni ha limitato l'utilizzo di questo regime fiscale, rendendo più trasparente e accessibile il sistema delle locazioni.

Fiscalità, commercio e riattivazione del patrimonio immobiliare

Il terzo Disegno di Legge (DDL n. 828) introduce la stabilizzazione della cedolare secca al 21% per gli immobili non abitativi, con l'obiettivo di incentivare la locazione di spazi commerciali oggi inutilizzati. La misura si inserisce in una strategia più ampia di contrasto alla desertificazione commerciale nei centri urbani e di sostegno al commercio di prossimità. Secondo Giovanni Bardanzellu “oggi troppi immobili restano vuoti perché mancano certezze per i proprietari”: ridurre i tempi e chiarire le regole significa aumentare concretamente l'offerta di alloggi e contribuire a risolvere l'emergenza abitativa. In questa prospettiva, il potenziale ritorno sul mercato di milioni di immobili sfitti rappresenta una leva decisiva sia sul piano economico sia su quello sociale.

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"Con questo obiettivo l’Unione di Centro presenta tre disegni di legge per riformare il sistema delle locazioni, rafforzare la fiducia dei proprietari e aumentare l’offerta abitativa a livello nazionale. In Italia milioni di immobili restano sfitti mentre cresce la difficoltà, soprattutto per il ceto medio, di accedere a un alloggio a costi sostenibili. La priorità è intervenire sull’offerta, rimuovendo gli ostacoli che oggi scoraggiano i proprietari dal mettere sul mercato le proprie case. Le proposte dell’UDC si muovono in questa direzione, con un pacchetto organico di misure che punta su tempi certi, equità fiscale e chiarezza normativa”. Lo ha dichiarato il senatore e segretario nazionale UDC Antonio De Poli intervenendo alla conferenza stampa.

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"Il mercato delle locazioni oggi è bloccato soprattutto sul lato dell’offerta: c’è una forte domanda abitativa, ma una parte rilevante del patrimonio resta fuori dal mercato. Il punto non è costruire di più, ma rimettere in circolo ciò che già esiste. Questi interventi vanno in questa direzione: riducono il rischio per i proprietari, favoriscono la locazione regolare e aiutano ad ampliare concretamente l’offerta abitativa. È così che si possono dare risposte più efficaci a famiglie, lavoratori e territori". Lo ha dichiarato Andrea Napoli, Responsabile Casa UDC.

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