L’Aquila, 17 anni fa il terremoto. Meloni: continuare a esserci. Piantedosi: ferita aperta
PoliticaIntroduzione
Nel 2009, nella notte tra il 5 e il 6 aprile, un violento sisma colpì l’Abruzzo e scosse tutta l’Italia. A 17 anni di distanza, L’Aquila ha ricordato le 309 vittime del terremoto. Dalla premier Giorgia Meloni al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, diversi esponenti politici hanno commemorato l’anniversario.
Quello che devi sapere
Meloni: “Ricordare vuol dire continuare a esserci”
La premier Giorgia Meloni ha ricordato l’anniversario del terremoto del 2009 in un messaggio postato sui social. “Diciassette anni fa, nel cuore della notte, un violento sisma colpì L'Aquila e l'Abruzzo. Spezzò vite, comunità, abitudini. E lasciò un segno profondo nella nostra Nazione. Una tragedia che scosse tutti gli italiani, capaci allora di rispondere con solidarietà e vicinanza. Nel ricordo del terremoto dell'Aquila del 2009, l'Italia si stringe - oggi come ieri - alle vittime e alla popolazione colpita. A una regione che ha saputo rialzarsi con dignità e forza. Ricordare vuol dire anche questo: continuare a esserci. Con serietà e responsabilità", si legge.
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La Russa: “La memoria richiama tutti noi al dovere della prevenzione”
Anche il presidente del Senato Ignazio La Russa ha ricordato il terremoto del 2009. "Nel ricordo del devastante sisma che colpì L'Aquila, il mio deferente pensiero va alle vittime, alle loro famiglie e a una comunità che ha saputo rialzarsi con coraggio e grande dignità. La memoria di quella terribile notte richiama tutti noi al dovere della responsabilità, della prevenzione e della solidarietà nazionale, elementi indispensabili per un futuro migliore. L'Italia non dimentica il dolore e rinnova la sua affettuosa vicinanza", ha scritto sui suoi account social.
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Fontana: “La memoria di quella notte resta indelebile”
"Nel ricordo del sisma che colpì L'Aquila e il territorio circostante la notte tra il 5 e il 6 aprile 2009, rinnovo il cordoglio per le vittime e la vicinanza ai loro familiari. Un pensiero a tutti coloro che portano i segni di quei momenti, alla comunità locale e a chi prestò senza sosta aiuto e soccorso nell'emergenza e nella fase successiva. La memoria di quella notte resta indelebile e richiama continuamente alla responsabilità e all'impegno nel costruire il futuro", ha dichiarato in una nota il presidente della Camera Lorenzo Fontana.
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Tajani: “Cicatrice indelebile”
“Una cicatrice indelebile. Il ricordo delle 309 vittime. L'impegno per la ricostruzione e la solidarietà europea. Il presidente Berlusconi e il suo lavoro incessante per le famiglie delle vittime e per ridare una casa a chi aveva perso tutto. Il terremoto dell'Aquila ha segnato profondamente la mia vita politica e oggi come 17 anni fa fa male il cuore", ha scritto su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Un pensiero a tutti coloro che ancora oggi soffrono per quella terribile tragedia", ha aggiunto nel post il vicepremier e leader di Forza Italia.
Piantedosi: “Ferita resta aperta”
"Il 6 aprile resta una ferita aperta nel cuore del nostro Paese”, ha dichiarato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. E ha aggiunto: “Oggi ricordiamo commossi le 309 persone la cui vita fu spezzata dalla violenza del terremoto che nel 2009 colpì l'Abruzzo. Il mio pensiero va anche a tutti coloro che rimasero feriti e a chi, con dignità e determinazione, ha affrontato il dolore e la devastazione che seguirono al sisma. Rinnovo la mia gratitudine alle Forze dell'ordine, ai Vigili del fuoco, ai militari, ai volontari della Protezione Civile e a tutti i soccorritori che, fin dalle prime ore, hanno lavorato senza sosta per salvare vite umane e assistere la popolazione colpita. Insieme al ricordo di quanto accaduto rinnoviamo l'impegno a proseguire lungo la strada che abbiamo intrapreso, per garantire sempre più sicurezza ai nostri territori".
Bicchielli: “L'Aquila ferita ancora aperta ma anche monito permanente"
“Nel giorno dell'anniversario del sisma che il 6 aprile 2009 colpì L'Aquila e l'Abruzzo, il pensiero va alle 309 vittime e alle loro famiglie. Ma il modo più autentico per onorarne la memoria è trasformare il ricordo in impegno concreto, a partire dalla diffusione della cultura della prevenzione", ha dichiarato Pino Bicchielli, deputato di Forza Italia e presidente della Commissione sul rischio idrogeologico e sismico.
"La prevenzione – ha aggiunto - non può essere considerata un tema secondario o emergenziale ma deve diventare parte integrante della vita quotidiana dei cittadini, delle istituzioni e delle comunità locali. Significa informazione, formazione, consapevolezza dei rischi e comportamenti corretti da adottare prima, durante e dopo un evento sismico. È necessario investire con decisione nella messa in sicurezza del patrimonio edilizio, ma anche nella diffusione capillare di una vera cultura della prevenzione, a partire dalle scuole e dai territori più esposti perché solo una società consapevole è in grado di ridurre davvero i rischi e salvare vite umane". E ha concluso: "L'Aquila rappresenta una ferita ancora aperta, ma anche un monito permanente: prevenire è l'unica strada per evitare che tragedie simili possano ripetersi. Su questo dobbiamo mantenere alta l'attenzione e rafforzare ogni azione istituzionale".
Sindaco L'Aquila: “Ferita non si rimargina, ma serve guardare avanti”
"È una ferita che non si rimargina, però non per questo ci rende incapaci di vivere appieno il presente e di immaginare il futuro", ha detto il sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi. Il primo cittadino ha richiamato l’attenzione sulla necessità di costruire "una città sicura, una città inclusiva, una città accogliente, una città dei servizi", pensando soprattutto ai giovani e al futuro del territorio.
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Fregolent (IV) sulla ricostruzione: “Fallimento dello Stato”
“Diciassette anni dopo il terremoto dell'Aquila ci sono ancora ragazzi che studiano nei moduli provvisori e intere generazioni crescono nell'emergenza permanente. È un fallimento dello Stato che tradisce il senso stesso di quella tragedia", ha dichiarato la senatrice di Italia Viva Silvia Fregolent. Ha poi sottolineato: "La ricostruzione privata ha raggiunto l'80%, quella pubblica si ferma al 50%: un dato che racconta quanto sia ancora lungo il cammino".
E ancora: "La tragedia de l'Aquila, come i terremoti del centro Italia del 2016, ci hanno insegnato che la prevenzione è tutto. Invece di disperdere risorse in bonus inutili, investiamo per mappare il livello di sicurezza degli edifici pubblici e privati e per mettere in sicurezza il Paese. È il modo più concreto e più giusto per ricordare le vittime dell'Aquila e di tutte le tragedie che l'Italia ha vissuto".
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