Caso Pizzaballa, Meloni: "Un’offesa". Tajani convoca ambasciatore di Israele. Le reazioni
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La polizia israeliana ha impedito al cardinale Pierbattista Pizzaballa e a monsignor Francesco Ielpo di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. A dare la notizia è stato il Patriarcato di Gerusalemme, che in una nota ha denunciato: “Impedire l'ingresso al Cardinale e al Custode, che detengono la più alta responsabilità ecclesiastica per la Chiesa Cattolica e i Luoghi Santi, costituisce una misura manifestamente irragionevole e sproporzionata. Questa decisione rappresenta un'estrema violazione dei principi fondamentali di ragionevolezza, libertà di culto e rispetto dello status quo”. Parole che sono state riprese anche dal cardinale Matteo Zuppi: "A nome dei vescovi italiani manifesto lo sdegno per una misura grave e irragionevole". Il presidente della Cei ha fatto sapere di aver contattato telefonicamente Pizzaballa per rinnovargli la vicinanza delle Chiese in Italia.
In un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, lo stesso Pizzaballa ha spiegato: “Ci sono stati dei fraintendimenti, non ci siamo compresi. Non è mai successo, dispiace che questo sia accaduto”. E ancora: “È vero che la polizia aveva detto che gli ordini del comando interno avevano impedito qualsiasi genere di aggregazione nei luoghi dove non c'è un rifugio, però noi non avevamo chiesto nulla di pubblico, solo una breve e piccola cerimonia privata per salvare l'idea della celebrazione nel Santo Sepolcro. Non ci sono stati scontri, tutto è stato fatto in maniera molto educata”.
Non sono mancate le dichiarazioni dei politici. È “un'offesa non solo per i credenti”, ha detto la premier italiana Giorgia Meloni. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato l’ambasciatore israeliano. L’altro vicepremier, Matteo Salvini: “Inaccettabile”. Il ministro della Difesa Guido Crosetto: "Mina la libertà religiosa”. La leader del Pd Elly Schlein: "Colpire la libertà di culto è l'ennesima violazione dei più elementari diritti umani". Tutte le reazioni
Quello che devi sapere
Meloni: “Un'offesa non solo ai credenti”
"Il governo italiano esprime vicinanza al Cardinale Pizzaballa, a Padre Ielpo e ai religiosi ai quali le autorità israeliane hanno impedito oggi di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nel Santo Sepolcro", ha dichiarato la premier Giorgia Meloni. "Il Santo Sepolcro di Gerusalemme è luogo sacro della cristianità e in quanto tale da preservare e tutelare per la celebrazione dei riti sacri. Impedirne l'ingresso al Patriarca di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa, peraltro in una solennità centrale per la fede qual è la Domenica delle Palme, costituisce un'offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa", ha aggiunto.
Nel pomeriggio, fonti di Palazzo Chigi hanno riferito che la premier ha telefonato al cardinale Pizzaballa per esprimere e rinnovare la propria vicinanza personale e quella del governo italiano.
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Tajani convoca ambasciatore Israele: “Inaccettabile”
"Ho dato indicazione di convocare domani al ministero degli esteri l'ambasciatore di Israele per avere chiarimenti sulla decisione di impedire al cardinale Pizzaballa la celebrazione della domenica delle Palme", ha scritto sui social il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Ancora: "Voglio esprimere la mia più sentita solidarietà al Patriarca di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro. È inaccettabile aver loro impedito di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Ho dato immediate istruzioni al nostro Ambasciatore in Israele di esprimere alle autorità di Tel Aviv il nostro sdegno e confermare la posizione italiana a tutela, sempre ed in ogni circostanza, della libertà di religione".
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Salvini: “Inaccettabile e offensivo”
"Quanto successo al Cardinale Pizzaballa e a Padre Ielpo è inaccettabile e offensivo. Bene la posizione, chiara e inequivocabile, del governo italiano", ha scritto sui social il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini.
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Crosetto: stop a Pizzaballa “mina la libertà religiosa”
"Piena solidarietà al cardinale Pizzaballa, a padre Ielpo e ai religiosi ai quali le autorità israeliane hanno impedito" di entrare al Santo Sepolcro, ha detto anche il ministro della Difesa Guido Crosetto. “Quanto accaduto a Gerusalemme è grave e profondamente preoccupante. È un fatto senza precedenti, che colpisce non solo le autorità religiose coinvolte, ma milioni di fedeli nel mondo. Parliamo di uno dei luoghi più sacri della cristianità, simbolo universale di fede, storia e spiritualità", ha aggiunto. Secondo il ministro, inoltre, una tale decisione "mina un principio fondamentale che dovrebbe essere sempre garantito: quello della libertà religiosa".
La Russa: "Gesto grave"
"Proprio nel giorno della Domenica delle Palme, che apre alla Settimana più importante per la Cristianità, vietare l'accesso al Santo Sepolcro di Gerusalemme per le celebrazioni solenni è un gesto grave che mina il principio di libertà religiosa e di culto", ha scritto sui social il presidente del Senato Ignazio La Russa.
Fontana: “Vicinanza a tutti i cristiani in Medio Oriente”
"Esprimo piena solidarietà al Cardinale Pierbattista Pizzaballa e a monsignor Francesco Ielpo per quanto accaduto a Gerusalemme. Rivolgo, al contempo, un pensiero di vicinanza a tutti i cristiani in Medio Oriente, che vivono una fase particolarmente complessa. Auspico che si possa fare piena chiarezza sull'accaduto. Resta imprescindibile il rispetto del principio fondamentale della libertà di professare la propria fede, da garantire sempre e in ogni contesto", ha dichiarato il presidente della Camera Lorenzo Fontana.
Lupi: “Inaccettabile limitazione della libertà religiosa”
È intervenuto anche Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati. “Vicinanza e solidarietà al cardinale Pierbattista Pizzaballa e a padre Francesco Ielpo, ai quali la polizia israeliana ha impedito l'ingresso al Santo Sepolcro per celebrare la messa nella Domenica delle Palme. Una decisione grave e senza precedenti, presa nei confronti del patriarca latino di Gerusalemme, cioè il più alto rappresentante dei cattolici in Terra Santa, e del custode ufficiale del Santo Sepolcro. Una limitazione della libertà religiosa preoccupante e inaccettabile, in uno dei giorni più sacri del calendario cristiano. Bene ha fatto il ministro Tajani a convocare l'ambasciatore di Israele per avere chiarimenti", ha dichiarato Lupi.
Schlein: “Netanyahu viola i diritti umani”
Critiche per lo stop al cardinale Pizzaballa sono arrivate anche dalle opposizioni. "A nome del Partito Democratico voglio esprimere tutta la nostra solidarietà al Cardinale Pizzaballa, a Padre Ielpo e a tutti i fedeli a cui le autorità israeliane hanno impedito oggi di celebrare la Messa delle Palme al Santo Sepolcro. La violenza cieca e la protervia senza limiti del governo israeliano ha raggiunto anche uno dei luoghi più sacri della cristianità, offendendo la dignità dei credenti e umiliando l'intera comunità cristiana", ha dichiarato la segretaria del Pd Elly Schlein. E ha aggiunto: "Colpire la libertà di culto è l'ennesima violazione dei più elementari diritti umani compiuta nella sostanziale impunità, e rappresenta un atto di ostilità nei confronti di milioni di cristiani nel mondo. Siamo vicini al Patriarca di Gerusalemme, al Custode del Santo Sepolcro e a tutta la comunità cristiana di Terrasanta, da sempre testimoni di un'idea di convivenza pacifica profondamente lontana dal suprematismo di Netanyahu e degli estremisti di destra suoi complici. Il governo italiano esprima forte la sua condanna e prenda una volta per tutte le distanze dal criminale governo Netanyahu, promuovendo azioni concrete per fermare e sanzionare le sue sistematiche violazioni dei diritti umani e delle libertà".
Fassino: “Atto arrogante e inaccettabile”
"Nulla giustifica l'impedimento ad accedere al Santo Sepolcro imposto dalle autorità israeliane al Patriarca Latino Cardinale Pizzaballa e al Custode di Terra Santa Padre Ielpo. Un atto arrogante e inaccettabile che suona offensivo per l'intera comunità cristiana. Il governo italiano chieda l'immediata rimozione di ogni ostacolo alle celebrazioni pasquali e alla libertà di movimento del Cardinale Pizzaballa e dei rappresentanti del Patriarcato e della Custodia di Terra Santa", ha dichiarato Piero Fassino, della Direzione del Pd.
M5s: “Inaccettabile”
"Quello che è accaduto a Gerusalemme è semplicemente inaccettabile. Impedire al Patriarca latino Pierbattista Pizzaballa di entrare al Santo Sepolcro per celebrare la Domenica delle Palme significa calpestare la libertà religiosa e il rispetto dovuto a uno dei luoghi più sacri al mondo", hanno scritto in una nota i capigruppo M5S di Camera e Senato, Riccardo Ricciardi e Luca Pirondini. "Siamo di fronte all'ennesimo atto grave del governo Netanyahu, che usa la sicurezza come alibi per misure sempre più arbitrarie, alimentando tensioni e calpestando lo status quo dei luoghi santi. A Meloni diciamo che non bastano telefonate e dichiarazioni di vicinanza: serve una posizione politica chiara e conseguente. Non si può condannare a parole e poi restare nel solco di un'ambiguità diplomatica che di fatto legittima tutto. Alle parole di condanna seguano ora atti concreti e iniziative diplomatiche efficaci, perché episodi del genere non si ripetano e sia pienamente garantito il rispetto dei luoghi santi e dei diritti fondamentali", hanno aggiunto.
Bonelli: "Atto violento"
"Impedire al cardinale Pierbattista Pizzaballa e a padre Francesco Ielpo di recarsi al Santo Sepolcro per celebrare la Messa della Domenica delle Palme è un atto violento e di ostilità nei confronti di tutta la comunità cristiana cattolica", ha sottolineato in una nota Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa verde. "Il governo israeliano non si smentisce e si conferma feroce e violento. Netanyahu ha ucciso oltre 70 civili palestinesi, in maggioranza donne e bambini, distruggendo ospedali, scuole, campi profughi e infrastrutture civili, con il sostegno colpevole dei governi internazionali, compreso quello di Giorgia Meloni. A Netanyahu è consentito tutto: fare la guerra e uccidere civili in totale violazione del diritto internazionale. Chiediamo ancora una volta la revoca degli accordi commerciali e militari con Israele, ormai con un governo fuorilegge", ha aggiunto.
Magi: "Israele si scusi"
Parole critiche sono arrivate anche dal segretario di Più Europa Riccardo Magi: "Solidarietà al Cardinale Pizzaballa, a cui oggi l'esercito israeliano ha impedito di entrare nel Santo Sepolcro per le Palme. La situazione di forte tensione nel Medio Oriente a seguito dell'offensiva di Israele prima a Gaza e poi nei confronti dell'Iran non può essere un pretesto per limitare la libertà religiosa e soprattutto di spostamento, visto che si tratta di una autorità religiosa come Pizzaballa che ha un ruolo centrale negli sforzi di mediazione. Un atto reso ancora più grave dal fatto che Pizzaballa, insieme a Monsignor Francesco Ielpo, custode del Santo Sepolcro, si stava recando in Chiesa per celebrare un momento importante per la cristianità quale è la Domenica delle Palme rispettando le misure di sicurezza e le cautele necessarie. Israele si scusi e garantisca piena libertà di movimento al Cardinale".
Renzi: “Un'offesa inaccettabile e una provocazione inutile”
"Non c'è alcuna ragione di sicurezza che giustifichi la decisione israeliana di impedire al Patriarca Pizzaballa di Gerusalemme di entrare al Santo Sepolcro. Si tratta un'offesa inaccettabile e di una provocazione inutile", ha scritto sui social il leader di Italia viva Matteo Renzi.
Calenda: "Un affronto"
Impedire di celebrare la messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme è "una vergogna e un affronto a cui occorre rispondere con estrema durezza", ha dichiarato, sempre attraverso i social, il segretario di Azione Carlo Calenda.
La condanna di Macron
Uscendo dall'Italia, anche il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato "la decisione della polizia israeliana" di impedire al Patriarca latino di Gerusalemme di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro per celebrare la Messa della domenica delle Palme, assicurandogli il suo "pieno sostegno". "Condanno questa decisione della polizia israeliana, che si aggiunge al preoccupante aumento delle violazioni dello status dei Luoghi Santi a Gerusalemme", ha scritto il presidente francese su X.
Kallas: “Violazione della libertà religiosa”
"La decisione della polizia israeliana di impedire al Patriarca latino di Gerusalemme di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro la Domenica delle Palme costituisce una violazione della libertà religiosa e delle consolidate tutele che regolano i luoghi sacri”, ha scritto su X l'Alto rappresentante Ue Kaja Kallas. "La libertà di culto a Gerusalemme deve essere pienamente garantita, senza eccezioni, a tutte le fedi. Il carattere multireligioso di Gerusalemme deve essere tutelato".
Herzog: “Profondo dolore per spiacevole incidente”
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente israeliano Isaac Herzog. "Ho appena telefonato al Patriarca latino di Gerusalemme, il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, per esprimere il mio profondo dolore per lo spiacevole incidente avvenuto questa mattina. Ho chiarito che l'incidente è scaturito da preoccupazioni per la sicurezza, dovute alla continua minaccia di attacchi missilistici da parte del regime terroristico iraniano contro la popolazione civile in Israele. Ho ribadito l'incrollabile impegno di Israele a favore della libertà di religione per tutte le fedi e a preservare lo status quo nei luoghi santi di Gerusalemme", ha scritto su X.
Per motivare lo stop a Pizzaballa, infatti, la polizia israeliana ha sostenuto che - nel contesto della guerra con l'Iran - la conformazione della Città Vecchia e dei luoghi santi costituisce "un'area complessa" che non avrebbe consentito un rapido accesso ai servizi di emergenza in caso di attacco.
Anche l'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, su X, ha parlato di “particolari preoccupazioni per la sicurezza”, aggiungendo che “non vi era alcuna intenzione malevola, solo preoccupazione per la sicurezza” di Pizzaballa e del suo seguito. "Tuttavia, data la sacralità della settimana che precede la Pasqua per i cristiani di tutto il mondo, le forze di sicurezza stanno elaborando un piano per consentire ai leader religiosi di celebrare le funzioni nel luogo sacro nei prossimi giorni", si legge ancora.
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