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Referendum Giustizia, Nordio: “Abbiamo tutti esagerato nei toni”

Politica
©Ansa

“Devo dire che alcuni toni sono stati particolarmente antipatici, soprattutto quando arrivano da magistrati. Parliamo ora in avanti solo di contenuti", ha detto il ministro della Giustizia al Forum Ansa. E, sempre in riferimento al Referendum di marzo, ha aggiunto: "Sono arcisicuro che vinceremo”

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"Abbiamo tutti esagerato nei toni”. Sono queste le parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio, in riferimento al Referendum del prossimo 22 e 23 marzo. “Devo dire che alcuni toni sono stati particolarmente antipatici, soprattutto quando arrivano da magistrati. Parliamo ora in avanti solo di contenuti", ha aggiunto il Guardasigilli al Forum Ansa. E ancora: "Sono arcisicuro che vinceremo”. Le dichiarazioni di Nordio sono arrivate dopo settimane in cui la tensione tra governo e magistrati si è alzata sempre più, tanto che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto per richiamare al rispetto reciproco tra istituzioni e ha chiesto che si abbassino i toni della campagna referendaria.

Nordio: il governo “non ha paura di perdere”

Durante il suo intervento al Forum Ansa, Nordio ha auspicato che intorno al Referendum sulla riforma della Giustizia il "confronto avvenga in termini pacati, razionali ed esclusivamente sui contenuti". "Qualche tono nei confronti del governo, e anche nel mio, è stato particolarmente antipatico, soprattutto quando arrivava da magistrati", ha ribadito. Riguardo all'esito del referendum, poi, il ministro si è detto "arcisicuro" che vincerà il Sì. E in ogni caso, ha aggiunto, il governo "non ha paura di perdere". "Il governo non ha bisogno, il Parlamento non ha bisogno di essere rinforzato da una vittoria", ha sottolineato.

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“Perfetta e rispettosissima sintonia” con Mattarella

Nordio è tornato anche su una frase che nei giorni scorsi ha sollevato l’ennesima polemica: il ministro aveva attaccato i membri togati del Csm, dove – aveva detto – le correnti della magistratura avrebbero creato "un sistema paramafioso". "Spero che questa polemica sia chiusa e sono in perfetta e rispettosissima sintonia con il presidente della Repubblica" Sergio Mattarella, ha detto ora Nordio riferendosi anche all'appello del capo dello Stato ad abbassare i toni. "Sono dispiaciuto perché l'intervento, che ripeto, io condivido e per il quale ringrazio il presidente della Repubblica, è stato interpretato come una sorta di rimprovero per una frase che era stata attribuita a me e che effettivamente ho pronunciato io, ma non in quanto mia. Io avevo citato una espressione di un noto magistrato", ha spiegato. E ancora: "Rivendico" tutte le frasi dette in questa campagna elettorale e "mi dolgo del fatto che molto spesso, e non voglio dare la colpa ai giornalisti, nella concitazione se l'intervista non è fatta in modo scritto o registrato le cose non vengono riferite in perfetta esattezza. Sicuramente, se dovessi rileggerle, è molto probabile che in un certo senso abbia esagerato. Il giusto pecca 7 volte al giorno, la persona perbene fa errori sette volte al giorno. Guai se pensassi che non sbaglio mai".

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“No sarebbe vittoria dell'ala estrema della magistratura”

Riguardo al risultato del Referendum, Nordio si è detto “arcisicuro” che vincerà il Sì. E ha aggiunto: "Con il Sì le cose cambierebbero in meglio per la magistratura, liberando" anche "da equivoci sulla riforma" e "dall'ipoteca delle correnti. Se dovesse vincere il no, il governo resterebbe dov'è. Io sarei solo un po' deluso ma resterei lì. Quello che temo", ha detto ancora Nordio, "è che politicizzando il referendum anche con l'intervento della magistratura, la politica in generale sarebbe sconfitta". "Se dovesse vincere il No – ha sostenuto il ministro – non sarebbe una vittoria della sinistra ma dell'ala estrema della magistratura che ipotecherebbe la politica. La magistratura, forte di una vittoria alla quale ha conferito un forte significato politico, si sentirebbe nella facoltà di continuare l'ipoteca sulla politica. Ho detto che converrebbe anche a Schlein che vincesse il Sì. Se vincesse il No rischieremmo di vedere la politica ipotecata da una magistratura, forte di una vittoria a cui ha dato un significato politico, che si sentirebbe in diritto di mantenere questa ipoteca sulla politica". 

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La riforma

Parlando della riforma della Giustizia, Nordio ha aggiunto che il governo non vuole “limitare l'autonomia della magistratura o sottoporla al potere esecutivo”. "Quando gli italiani avranno confermato con il Sì questa legge costituzionale, noi il giorno dopo apriremo un tavolo di confronto, di discussione, di dibattito, di dialogo, con la magistratura, con l'avvocatura, con il mondo accademico, per trovare nelle norme di attuazione il più possibile elementi di incontro", ha assicurato. Per quanto riguarda l'obbligatorietà dell'azione penale, poi, ha spiegato: "C'è una disomogeneità da procura a procura sulle priorità dei reati da perseguire. Ognuna fa quello che le pare. Bisogna trovare un criterio in modo che tutte le procure abbiano un indirizzo omogeneo sulla priorità delle inchieste da fare. Non viene toccata l'obbligatorietà dell'azione penale. Cercheremo con il dialogo di trovare un criterio vincolante per tutte le procure sulle priorità”.

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