"Come presidente della Repubblica avverto la necessità di rinnovare con fermezza l'esortazione al rispetto vicendevole in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza nell'interesse della Repubblica", ha detto il capo dello Stato nel suo intervento a sorpresa, arrivato dopo giorni di polemiche sul referendum sulla Giustizia. Il ministro: "Condividiamo l'esortazione. Faremo la nostra parte nel mantenere la dialettica referendaria nei limiti di una contrapposizione sana, pacata e rispettosa"
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha presieduto a sorpresa, questa mattina, il plenum del Consiglio superiore della magistratura. La decisione del Capo dello Stato è arrivata dopo giorni di polemiche sul referendum sulla Giustizia, in programma il 22 e 23 marzo. "Come presidente della Repubblica avverto la necessità di rinnovare con fermezza l'esortazione al rispetto vicendevole in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza nell'interesse della Repubblica", ha detto il Capo dello Stato, parlando al plenum. Poi, ha sottolineato "il ruolo di rilievo costituzionale del Csm" e, "soprattutto, la necessità e l'intendimento di ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare particolarmente da parte di altre istituzioni nei confronti di questa istituzione". Poco dopo è arrivata la risposta del ministro della Giustizia Carlo Nordio: "Apprezzo l'appello". In serata, nuovo attacco della premier Giorgia Meloni: "Oggi i giudici prendono un'altra decisione che lascia letteralmente senza parole", ha detto in un video sui social commentando la decisione del Tribunale di Palermo sul risarcimento da parte dello Stato a favore di Sea Watch.
Mattarella: "Csm non esente da difetti"
Il Consiglio superiore della Magistratura, ha sottolineato Mattarella nel suo intervento a sorpresa, "non è esente, nel suo funzionamento, da difetti, lacune ed errori e nei cui confronti non sono, ovviamente, precluse critiche. Come, del resto, si registrano difetti, lacune, errori e sono possibili critiche riguardo all'attività di altre istituzioni della Repubblica, siano esse - ha sottolineato - parte del potere legislativo, di quello esecutivo, di quello giudiziario".
Nordio: "Condividiamo l'esortazione del presidente"
Dopo l'intervento di Mattarella, è arrivata la reazione del ministro della Giustizia. "Apprezziamo e condividiamo totalmente l'esortazione del presidente della Repubblica il quale, da custode della Costituzione, avverte l'esigenza di un rispetto vicendevole tra istituzioni, specie in un momento in cui i toni del confronto politico tendono ad esacerbarsi", ha dichiarato in una nota Carlo Nordio. "Faremo la nostra parte nel mantenere la dialettica referendaria nei limiti di una contrapposizione sana, pacata e rispettosa, seppur nel convinto sostegno delle nostre ragioni", ha aggiunto il Guardasigilli.
Nordio: “Le parole di Mattarella? Mi adeguerò”
Più tardi, il ministro Nordio ha risposto a chi gli chiedeva delle parole del capo dello Stato Sergio Mattarella al Csm: “Mi adeguerò, ovviamente. Cercherò di essere il più possibile aderente, come penso di essere stato in passato. Certe espressioni che ho usato non erano mie. Ho citato parole altrui ma diamo per conclusa questa fase polemica. Entriamo in una fase di dialogo costruttivo, che sia contenutistico. Ci sono delle ragioni per essere critici nei confronti della riforma e ho sempre sostenuto ce ne sono di migliori per sostenerla. Auspico che il dialogo venga mantenuto".
Parodi: intervento Mattarella "eccezionale"
In serata ha parlato anche Cesare Parodi, presidente dell'Anm. Sull'intervento del presidente Mattarella al Csm, ha detto, "in tanti oggi hanno chiesto un mio commento e ho risposto che non intendo rilasciare alcun commento: non perché è un fatto che non è importante, ma perché è talmente importante, significativo ed eccezionale che non merita un mio commento".
Approfondimento
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Lega: "Richiamo alla moderazione condiviso"
Anche fonti della Lega hanno commentato l'intervento di Mattarella. "L'autorevole richiamo al rispetto e alla moderazione del presidente Mattarella è pienamente condiviso dalla Lega, tanto che un appello in questo senso era già stato pronunciato anche da Matteo Salvini", hanno spiegato. Le stesse fonti hanno osservato che "gli eccessi ci sono da entrambe le parti, tra i sostenitori del 'Sì' e del 'No': la Lega è convinta che le ottime ragioni per approvare la riforma della giustizia non abbiano bisogno di toni eccessivi".
Meloni: "Parte toghe politicizzate continua a ostacolarci sui migranti"
Anche ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni era tornata ad attaccare i magistrati: "Una parte politicizzata" continua "a ostacolare ogni azione volta a contrastare l'immigrazione illegale di massa", aveva detto in un video sui social, commentando la vicenda di un "cittadino algerino, irregolare in Italia, che ha alle spalle 23 condanne: per lui alcuni giudici hanno stabilito non solo che non ci sarà un'espulsione, ma che il ministero dell'Interno dovrà risarcirlo con 700 euro". Oggi, come detto, Meloni ha postato un altro video: "Oggi i giudici prendono un'altra decisione che lascia letteralmente senza parole: hanno condannato lo Stato italiano a risarcire con 76 mila euro, sempre degli italiani, la ong proprietaria della nave capitanata dalla Rackete, perché dopo lo speronamento ai danni dei nostri militari l'imbarcazione era stata, giustamente, trattenuta e posta sotto sequestro".
La polemica su Nordio
Nel mentre, si è aperto anche un nuovo fronte sul guardasigilli Carlo Nordio, perché gli uffici del ministero hanno già messo mano ai decreti attuativi, malgrado la riforma sia ancora nel limbo: sarà il referendum del 22 e 23 marzo a stabilire se entrerà effettivamente in vigore o se verrà bocciata. "Non c'è nulla di pronto e definitivo - ha precisato Nordio, commentando la notizia pubblicata dal giornale Domani - Si sta lavorando a delle bozze preparatorie per non arrivare impreparati, laddove passasse il Sì". I decreti attuativi definiscono il modo in cui le misure vengono messe concretamente in pratica: vengono dunque adottati a leggi approvate in via definitiva. Per questo la premura del ministero della Giustizia ha sollevato le polemiche delle opposizioni: "Quella di Nordio è una guerra bella e buona ai magistrati - ha detto il capogruppo di Avs al Senato, Peppe De Cristofaro - E in guerra vale tutto, anche scrivere in anticipo le leggi attuative". E il M5s: "Siamo abituati all'arroganza del governo Meloni. Tutto lascia pensare che i decreti attuativi della riforma costituzionale siano già scritti, evidentemente il governo pensava di aver vinto il referendum ma la realtà sta dicendo tutt'altro".