Giustizia, Mattarella presiede plenum del Csm: "Serve rispetto per questa istituzione"
Politica"Come presidente della Repubblica avverto la necessità di rinnovare con fermezza l'esortazione al rispetto vicendevole in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza nell'interesse della Repubblica", ha detto il capo dello Stato nel suo intervento
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha presieduto, questa mattina, il plenum del Consiglio superiore della magistratura. La decisione del Capo dello Stato è arrivata dopo giorni di polemiche sul referendum sulla Giustizia, in programma il 22 e 23 marzo. "Come presidente della Repubblica avverto la necessità di rinnovare con fermezza l'esortazione al rispetto vicendevole in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza nell'interesse della Repubblica", ha detto il Capo dello Stato, parlando al plenum. Poi, ha sottolineato "il ruolo di rilievo costituzionale del Csm" e, "soprattutto, la necessità e l'intendimento di ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare particolarmente da parte di altre istituzioni nei confronti di questa istituzione".
Mattarella: "Csm non esente da difetti"
Il Consiglio superiore della Magistratura, ha sottolineato ancora Mattarella, nel suo intervento a sorpresa, "non è esente, nel suo funzionamento, da difetti, lacune ed errori e nei cui confronti non sono, ovviamente, precluse critiche. Come, del resto, si registrano difetti, lacune, errori e sono possibili critiche riguardo all'attività di altre istituzioni della Repubblica, siano esse - ha sottolineato - parte del potere legislativo, di quello esecutivo, di quello giudiziario".
Meloni: "Parte toghe politicizzate continua a ostacolarci sui migranti"
Ieri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni era tornata ad attaccare i magistrati: "Una parte politicizzata" continua "a ostacolare ogni azione volta a contrastare l'immigrazione illegale di massa", aveva detto in un video sui social, commentando la vicenda di un "cittadino algerino, irregolare in Italia, che ha alle spalle 23 condanne: per lui alcuni giudici hanno stabilito non solo che non ci sarà un'espulsione, ma che il ministero dell'Interno dovrà risarcirlo con 700 euro".
La polemica su Nordio
Nel mentre, si è aperto anche un nuovo fronte sul guardasigilli Carlo Nordio, perché gli uffici del ministero hanno già messo mano ai decreti attuativi, malgrado la riforma sia ancora nel limbo: sarà il referendum del 22 e 23 marzo a stabilire se entrerà effettivamente in vigore o se verrà bocciata. "Non c'è nulla di pronto e definitivo - ha precisato Nordio, commentando la notizia pubblicata dal giornale Domani - Si sta lavorando a delle bozze preparatorie per non arrivare impreparati, laddove passasse il Sì". I decreti attuativi definiscono il modo in cui le misure vengono messe concretamente in pratica: vengono dunque adottati a leggi approvate in via definitiva. Per questo la premura del ministero della Giustizia ha sollevato le polemiche delle opposizioni: "Quella di Nordio è una guerra bella e buona ai magistrati - ha detto il capogruppo di Avs al Senato, Peppe De Cristofaro - E in guerra vale tutto, anche scrivere in anticipo le leggi attuative". E il M5s: "Siamo abituati all'arroganza del governo Meloni. Tutto lascia pensare che i decreti attuativi della riforma costituzionale siano già scritti, evidentemente il governo pensava di aver vinto il referendum ma la realtà sta dicendo tutt'altro".