L'Italia ha accettato l'invito della Casa Bianca per prendere parte all'iniziativa, come "Paese osservatore". La conferma sulla posizione del governo è arrivata dallo stesso vicepremier, il 17 febbraio, in Parlamento
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani parteciperà, domani, 19 febbraio, alla riunione del Board of Peace che si terrà a Washington. L'Italia, infatti, ha accettato l'invito della Casa Bianca e così prenderà parte alla prima riunione, come "Paese osservatore". La conferma sulla posizione di Roma è arrivata dallo stesso Tajani, ieri, in Parlamento, con una doppia audizione tra Camera e Senato, che si è conclusa con un voto solo a Montecitorio. Passata, senza sorprese, la risoluzione del centrodestra (183 favorevoli e 122 contrari) che promuove il ruolo di osservatori nell'organismo presieduto da Donald Trump, finanziato dai contributi dei Paesi membri e nato per stabilizzare Gaza e garantire il cessate il fuoco.
La posizione di Tajani
Sul Board of peace, la difesa di Tajani è stata netta: "L’assenza dell'Italia a un tavolo in cui si discute di pace nel Mediterraneo sarebbe non solo politicamente incomprensibile, ma anche contrario allo spirito dell'articolo 11 della Costituzione - ha spiegato in Aula - laddove sancisce il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie". E sulla pace tra Israele e Palestina, il vicepremier ha spiegato che in questo momento non ci sono alternative al piano siglato a ottobre e "chi pensa il contrario, dimostra di non saper fare i conti con la realtà".
Il programma
Tajani è atteso a Washington domani, 19 febbraio, dove il suo arrivo è previsto per le 4 ora locale (le 10 ora italiana). La riunione del Board of peace è prevista dalle 16 ora italiana, al Donald J. Trump Institute of Peace. Dagli Usa poi il vicepremier volerà a Stoccarda, per il Congresso della CDU, e successivamente sarà a Forlì.