Referendum Giustizia, Marina Berlusconi: "Favorevole a riforma, basta mercato nomine"

Politica
©Ansa

La figlia di Silvio Berlusconi non ne fa una questione di partiti politici ma di contenuti: “Non è una resa dei conti politica, né un voto pro o contro il governo - ha spiegato - La separazione delle carriere è necessaria per spezzare un giogo che soffoca tutti”

ascolta articolo

Al referendum sulla Giustizia del 22-23 marzo Marina Berlusconi voterà “Sì”. La figlia del fondatore di Forza Italia è favorevole alla separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri, alla conseguente istituzione di due Consigli superiori della magistratura distinti e anche alla creazione di una nuova Alta Corte disciplinare per i magistrati ordinari. “Voterò Sì. E non per il mio cognome, né per spirito di parte, ma perché è la cosa giusta”, ha spiegato la presidente di Fininvest e Mondadori in un’intervista al Corriere della Sera

“Separazione carriere necessaria”

Il voto di fine marzo è diventato l’ennesimo terreno di battaglia tra governo e opposizioni ma per Marina Berlusconi il quesito di un referendum non dovrebbe essere una questione meramente politica. "A questo dovrebbero servire i referendum: votare sui contenuti, non in base alle appartenenze - ha spiegato la primogenita di Silvio Berlusconi - Non è una resa dei conti politica, né un voto pro o contro il governo. La separazione delle carriere è necessaria per spezzare un giogo che soffoca tutti, a partire dagli stessi magistrati. E per garantire la vera terzietà dei giudici. Abbiamo un'occasione irripetibile, non lasciamocela scappare".

Leggi anche

Riforma Giustizia e separazione carriere, via libera definitivo Senato

“Mercato delle nomine”

L’imprenditrice ha detto che il voto non riguarda il proprio cognome ma di fatto è complicato scindere le due cose considerata la storia di Silvio Berlusconi. “È vero, mio padre ha subìto un’inaccettabile persecuzione giudiziaria. Ma non ragiono per rivalsa - ha ribadito Marina - e il problema non riguarda una sola stagione, né una sola persona. C’è una minoranza di magistrati ideologizzati che continua a fare danni. La giustizia è condizionata da un vergognoso mercato di nomine”. Per la presidente Fininvest le dinamiche del Consiglio superiore della magistratura “ricordano davvero un gran bazar, dove tante nomine sembrano una cambiale, tante promozioni un ‘pagherò’”. Il problema, ha sottolineato Marina Berlusconi, “non sono i magistrati ma le correnti” che si creano nel Csm: “Ogni magistrato è libero di avere le sue idee, ci mancherebbe, ma in nessun caso dovrebbe fare carriera con la politica, né fare politica con l’attività giudiziaria”.

Approfondimento

Referendum Giustizia 2026, quando e per cosa si vota

"Gratitudine a Tajani"

Nel corso dell’intervista Marina Berlusconi ha poi parlato della maggioranza che, nonostante le liti, “nel momento delle scelte è sempre rimasta compatta”. Poi un riferimento a Vannacci che, se anche se ne andasse, “non sarebbe una gran perdita... Anzi, potrebbe essere una opportunità per liberare il centrodestra da pericolosi estremismi”. Due parole infine anche su Antonio Tajani che, dalla morte di Silvio Berlusconi, ha preso in mano le redini di Forza Italia: “Penso che a Tajani noi elettori di Forza Italia dovremmo solo esprimere gratitudine e apprezzamento per quello che ha fatto e che continua a fare - ha detto Marina - Ha tenuto saldo il partito in un momento delicatissimo. Adesso inevitabilmente comincia una fase nuova, in cui bisogna guardare avanti e costruire il futuro. Sono certa che il primo a saperlo e a volerlo fare sia proprio lui”.

Politica: I più letti