Lo speciale sul ciclone Harry
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Ciclone Harry, dichiarato stato d’emergenza per regioni colpite. Stanziati 100 mln di euro

Politica
©Ansa

A Palazzo Chigi si è tenuto il Consiglio dei ministri con all’ordine del giorno la dichiarazione dello stato di emergenza per Sicilia, Calabria e Sardegna. I tre governatori sono stati nominati commissari per la ricostruzione dei territori. La stima approssimativa e provvisoria dei danni ammonta a un miliardo e 241 milioni di euro

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Il governo Meloni ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale nei territori della Sicilia, Sardegna e Calabria, colpiti dal violento maltempo dei giorni scorsi, a causa del ciclone Harry. L’esecutivo si è riunito oggi, 26 gennaio, in un apposito Consiglio dei ministri, che - annuncia in una nota il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci – ha stanziato la somma complessiva di 100 milioni di euro “per fare fronte ai primissimi interventi”, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali. Lo stato di emergenza può durare 12 mesi ed è prorogabile per altri 12. I governatori delle tre regioni colpite, Roberto Occhiuto, Renato Schifani e Alessandra Todde, sono stati nominati commissari delegati "con ampi poteri di deroga" per la ricostruzione dei territori. Intanto è ancora allerta gialla in 5 regioni: Calabria, Campania, Sardegna, Sicilia e Veneto. Ieri evacuate 500 persone nel Nisseno per una frana a Niscemi, dove oggi le scuole sono rimaste chiuse.

Stima dei danni del maltempo a 1 miliardo e 240 milioni di euro

I 100 milioni stanziati, spiega Musumeci, “servono essenzialmente per fare fronte alle prime spese sostenute dai Comuni, cioè la rimozione di detriti e il ripristino della funzionalità di alcuni servizi essenziali”. Soltanto in un secondo momento, “non appena dalle Regioni arriverà un quadro dettagliato dei danni”, si potrà procedere “all'ulteriore stanziamento che invece servirà alla ricostruzione". La "stima approssimativa dei danni è un miliardo e 241 milioni. Potrebbe essere suscettibile di aumento o come mi auguro in calo", ha precisato Musumeci.

La ricostruzione delle infrastrutture

Per il futuro stanziamento parametrato ai danni verrà adottato un provvedimento interministeriale, con cui si potrà procedere in deroga alla ricostruzione delle infrastrutture danneggiate. Nel caso in cui le opere si rivelassero più complesse del previsto, spiega il ministro Musumeci, “si attiverebbe la legge 40, che è lo stato di ricostruzione, quindi cessa lo stato di emergenza e si apre lo stato di ricostruzione, per il quale il competente non sarà più il commissario delegato, cioè il presidente della Regione, ma un commissario straordinario, esattamente come abbiamo fatto nel centro Italia e in Emilia-Romagna".

Le polemiche delle opposizioni

Per opposizione e sindacati, in ogni caso, i primi 100 milioni destinati ai territori, seppur in via provvisoria, non sono sufficienti. "Briciole", tuonano dal MoVimento 5 stelle. La deputata siciliana Daniela Morfino invita a prendere i soldi "dal Ponte sullo Stretto". Anche per il Partito Democratico le risorse sono "insufficienti". "Evidentemente la presidente Meloni sta sottovalutando una situazione gravissima", commenta il deputato dem Beppe Provenzano.

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I danni in Sardegna, Calabria e Sicilia

Guardando a ogni singola regione, la governatrice sarda Alessandra Todde parla di 200 milioni di euro di danni, escludendo però le infrastrutture, le strade e i porti, cioè le spese "chiaramente più importanti". Per quanto riguarda la Calabria, c'è una "stima di massima di 300 milioni di euro" ma "i Comuni stanno ancora valutando l'entità dei danni", ha ribadito il presidente Roberto Occhiuto, che ha annunciato anche la possibilità "di intervenire sulla sospensione dei mutui per i comuni maggiormente colpiti dalle mareggiate dei giorni scorsi". Poi c'è la Sicilia, dove una prima stima provvisoria è stata calcolata anche sui danni indiretti, oltre che quelli diretti: "Si tende addirittura a superare il miliardo e mezzo di euro", le parole del presidente Renato Schifani, secondo cui i 33 milioni stanziati dal governo (cioè un terzo di 100 milioni) per i primi interventi sono "il primo passo di un percorso e un segnale di solidarietà per le popolazioni colpite".

La Russa ieri in Sicilia

Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ieri ha effettuato una visita nel Catanese, una delle zone più colpite dal ciclone Harry. Ha confermato la riunione straordinaria del governo, “immagino per affrontare il problema della ricostruzione. Rispetto ad altre calamità il fronte territoriale è molto ampio, quindi il problema non sarà di facile soluzione. Proprio per questo ci vuole prontezza, risorse e collaborazione soprattutto da parte di tutti i sindaci, in modo che non ci siano né figli e né figliastri". 

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