Il segretario di Azione apre a Forza Italia e lo fa durante l’evento organizzato a Milano dal partito guidato dal vicepremier Tajani. "Questo Paese ha disperatamente bisogno di liberali, popolari e riformisti", dice. E attacca: “A condividere un partito con Conte, Bonelli, Fratoianni, Vannacci e Salvini proprio non ce la faccio". Tajani: “Si può avere un dialogo, poi se sono rose fioriranno”. Paolo Berlusconi: “Ottimo politico, speriamo che faccia parte anche lui della coalizione”
Carlo Calenda, segretario di Azione, apre a Forza Italia e lo fa durante l’evento organizzato a Milano dal partito guidato dal vicepremier Antonio Tajani. “Se ci sarà spazio per lavorare insieme sarò felicissimo”, dice Calenda, non risparmiando un attacco - tra gli altri - a Giuseppe Conte e a Matteo Salvini. L'ex ministro ha detto di non poter stare "con chi riceve nazisti cocainomani al ministero".
Un sì al confronto è arrivato anche da Tajani: “Si può parlare”, che ha a sua volta criticato Salvini per aver ospitato Tommy Robinson, esponente dell'estrema destra britannica. Mentre Paolo Berlusconi aggiunge: “Calenda è un ottimo politico, speriamo che faccia parte anche lui della coalizione”.
L’apertura di Calenda a FI
"Questo Paese ha disperatamente bisogno di liberali, popolari e riformisti" e che questi "non si sottomettano né a sovranità di destra né a estremisti di sinistra", dice Calenda durante l’evento di Forza Italia di cui era ospite. "Faremo quel percorso e se ci sarà spazio per lavorare insieme sarò felicissimo. Perché io a condividere un partito con Conte, Bonelli, Fratoianni, Vannacci e Salvini proprio non ce la faccio", aggiunge. Il segretario di Azione, per spiegare la sua presenza all’evento di Forza Italia, sottolinea: "È un dialogo che abbiamo con tutti i partiti, sono stato ad Atreju, sono andato al circolo Matteotti". Un’apertura arriva anche dal segretario di Forza Italia. “Apriamo il confronto anche con forze diverse, l'abbiamo fatto con il partito Radicale sulla giustizia e oggi lo facciamo con Calenda sull'economia sociale di mercato, cioè sul libero mercato", dice Antonio Tajani. Ancora: “Questo è un modo per confrontarsi e per vedere se c'è la possibilità di avere convergenze. Ecco qual è il significato della presenza di Calenda a Milano".
Calenda: “Non sto con chi riceve nazisti cocainomani in un ministero"
Nel corso del suo intervento, Calenda ha chiesto: "Pensate che il bipolarismo durerà come negli ultimi 30 anni? Io no”. Il segretario di Azione ha aggiunto da un lato di non poter stare "con gli amici di Hamas" ma nemmeno "con le quinte colonne di Putin o con chi riceve i nazisti cocainomani in un ministero". Quando in Europa vincerà la destra estrema "credete che Meloni reggerà o sentirà il richiamo della foresta?". Sul tema in giornata era intervenuto anche il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, dicendo che Tommy Robinson, l'esponente dell'estrema destra britannica ospitato al ministero da Matteo Salvini "è incompatibile con i miei valori. Io non lo incontro". Il vicepremier ha aggiunto: "Salvini vede chi vuole, io non lo incontrerò. Lui fa il suo, noi facciamo il nostro", ha concluso.
Calenda: “Nel mio discorso ho messo paletti politici netti”
"Io credo di aver spiegato nel mio discorso quali sono i paletti politici in modo molto chiaro e molto netto”, ha ribadito il segretario di Azione Carlo Calenda, al termine dell'evento di Forza Italia. Nel suo discorso, l'ex ministro si è detto convinto che si sia arrivati alla fine del bipolarismo come lo conosciamo, e ha detto di non poter pensare di entrare in un partito dove ci siano Conte, Bonelli o Fratoianni ma nemmeno Vannacci e Salvini, aggiungendo di non poter stare "con chi riceve nazisti cocainomani al ministero". E per essere ancora più chiaro, sui social, ha spiegato: “Con le idee chiare, ospite di Forza Italia, ho ribadito che oggi più che mai la battaglia per la libertà richiede scelte coraggiose. Ovvero, avere la forza di rendersi autonomi da chi è nemico dell'Europa. E Azione non defletterà". Calenda ha aggiunto: "Non si può far finta di non vedere le quinte colonne russe e dei nemici dell'Occidente nella politica italiana, siano esse in maggioranza che all'opposizione. Chi inneggia alla X Mas. Chi riceve neonazisti cocainomani in un ministero della Repubblica. Chi non è in grado di condannare il regime di Putin e quello di Maduro. È arrivato il momento di costruire l'identità europea. E serve farlo subito senza ambiguità".
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Le elezioni a Milano
Proprio in vista di una alleanza per le grandi città, ad esempio per le elezioni a Milano, secondo il segretario azzurro si potrebbe iniziare a parlare con Calenda. "Noi diciamo che per quanto riguarda Milano, e anche le altre grandi città, si può ripetere l'esperimento che abbiamo fatto in Basilicata, dove Azione è stata alleata al centrodestra per sostenere il candidato presidente di Forza Italia Bardi. Io credo che con un candidato civico di area moderata Azione possa sostenere un accordo e sostenere questo candidato. Ne parleremo, vediamo”, spiega Tajani. Che aggiunge: “Intanto oggi parliamo di economia e su molte questioni possiamo trovarci in sintonia; d'altronde Calenda è stato la guida di Confindustria e anche ministro dell'Industria, quindi una persona con la quale si può avere un dialogo forte, così come l'abbiamo sulla giustizia. Poi se sono rose fioriranno”. Su Milano, Calenda ribadisce: nelle grandi città "abbiamo sempre fatto scelte di merito sulla qualità dei candidati. Ora siamo nella coalizione di Beppe Sala, ma è importante che il prossimo candidato o candidata abbia ben chiaro quali sono i problemi che Milano sta avendo in questo momento e che non segua l'approccio ideologico, che un pezzo di questa coalizione di sinistra sta seguendo".
Sorte (Fi): “Con Calenda iniziato dialogo mesi fa, Milano contendibile”
"Abbiamo aperto il dialogo con Calenda mesi fa, a partire da Milano che pensiamo sia contendibile”, ha spiegato il segretario lombardo di Forza Italia, Alessandro Sorte. "Siamo un partito in forma. Silvio Berlusconi ha lasciato una eredità politica che cerchiamo di portare avanti occupando uno spazio unico" ovvero l'area liberale e riformista, ha aggiunto Sorte, convinto che le prossime elezioni saranno vinte al centro. Quindi, ha concluso, "siamo il partito più importante della coalizione”.