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Salvini chiude manifestazione partito a Rivisondoli: “Chi lascia Lega finisce nel nulla”

Politica

Il leader del Carroccio chiude la manifestazione del partito con un discorso identitario. Avverte chi pensa di lasciare il partito, rivendica la concretezza dell’azione politica e difende la centralità della base. Conferma il buon rapporto con gli alleati ma ribadisce l’autonomia della Lega. Spazio anche all’Europa e alla guerra in Ucraina. Critiche infine alla stampa e alle ipotesi di cambio di leadership. Poi lancia una manifestazione a Milano il 18 aprile "per la remigrazione"

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Alla chiusura della manifestazione della Lega a Rivisondoli, in Abruzzo, Matteo Salvini ha tracciato una linea netta sull’identità del partito, sul rapporto con chi pensa di lasciarlo e sul ruolo della Lega all’interno della maggioranza di governo. Un intervento ampio, che ha toccato questioni interne, rapporti con gli alleati, politica europea e guerra in Ucraina, rivendicando continuità, concretezza e centralità del movimento, lanciando anche una manifestazione per la remigrazione a Milano il 18 aprile. La manifestazione della Lega in Abruzzo si è chiusa con una foto sul palco tra Matteo Salvini e Lorenzo Fontana. A loro Claudio Durigon, vicesegretario e organizzatore della tre giorni, ha regalato un cappello e una maglietta nera con il logo dell'evento 'Idee in movimento'. Successivamente il segretario si è avvicinato alla sua compagna Francesca Verdini, seduta in prima fila, e le ha dato un bacio. Poi è risalito sul palco per la solita maratona di selfie con i militanti. 

"Lega non ha bisogno di pesi improduttivi"

Durante il suo discorso, il messaggio più duro del segretario della Lega è stato rivolto a chi è tentato di abbandonare il partito. Salvini ha sostenuto che "la storia insegna che chi esce dalla Lega finisce nel nulla", accompagnando il concetto con un saluto ironico e senza rancore. Il segretario ha poi affermato che la Lega non ha bisogno di “pesi improduttivi”. Poi ha aggiunto: "È come quando vai in montagna e se hai lo zaino troppo pesante in vetta non ci arrivi. Dentro ci devono essere le cose necessarie per la scalata, non la Playstation. Noi lo lasciamo volentieri agli altri".

"Per qualcuno il potere è avere una poltrona"

"Per qualcuno il potere, il posto o la poltrona è il fine e c'è qualcuno per cui il potere è un mezzo. Io uso il mio ruolo di ministro per fare per quelli che sono i miei azionisti e cioè i cittadini. Ma qualcuno ritiene che sia più garantito il suo seggio da altre parti? Vai, sciocco perché la storia insegna che chi esce dalla Lega finisce nel nulla. Non abbiamo bisogno, non ci mancherete".  E poi ha ribadito rivolgendosi idealmente a chi ha lasciato o forse è tentato di lasciare il partito: "Ma allora dillo, cazzo! 'Voglio la poltrona' .Allora auguri, vai".Salvini ha chiarito che parlare di “deserto” fuori dalla Lega non significa mancare di rispetto agli altri soggetti politici, di maggioranza o di opposizione. "ma la forza della Lega è la concretezza, la capacità di trasformare un voto e un'idea in azione. E l'abbiamo visto la settimana scorsa con il Mercosur, che al Parlamento europeo per 10 voti ha detto di ricorrere alla Corte di giustizia". 

     

Il rapporto con gli alleati di governo

Nel suo intervento Salvini ha ribadito di trovarsi bene con Giorgia Meloni e con gli altri alleati, sottolineando però che “la Lega è la Lega”. Il leader del Carroccio, citando alcuni esempi come la rottamazione quinquies delle cartelle fiscali, ha aggiunto che la norma "c'è perché c'è la Lega che incide e decide. Ovviamente non su tutto. Lo vediamo sulla sicurezza. Noi chiediamo 100 e poi ovviamente si troverà un punto di accordo tra tutti". Poi, tornando sul suo partito, ha afermato che  "è famiglia, comunità, non siamo una caserma. Qualcuno mi chiama 'Capitano'. Ci sono capitani, generali, colonnelli e marescialli. La forza della Lega è la truppa, è il popolo, non il capitano. E' voi, è perché ci siete voi e le idee, perché quelle non le ammazzi". Salvini ha respinto l’idea che l’agenda del partito debba essere dettata dalla stampa. Ha dichiarato che la Lega non ha giornalisti amici e che quelli attenti e obiettivi sono pochi. Riferendosi alle ipotesi ricorrenti di un cambio di leadership, ha ironizzato sostenendo che, negli anni, non è cambiato il segretario ma l’editore di chi prefigurava quel cambiamento.

"Zelensky sta perdendo la guerra, firmi per la pace"

Ampio spazio è stato dedicato anche alla guerra in Ucraina. Rivolgendosi idealmente al presidente Zelensky, Salvini ha affermato che "sta perdendo la guerra e la credibilità, quindi dico: 'Firma l'accordo di pace prima possibile. Devi scegliere tra una sconfitta e una disfatta". E ha aggiunto: "Poi ovviamente occorre garantire protezione e sicurezza per evitare altre aggressioni e sconfinamenti ma nel decreto Ucraina per la prima volta la difesa dei civili ha preso lo spazio primario rispetto ad armi e guerra. E questo è grazie alla Lega e non alla fantasia". 

"No al gender, la famiglia è unione tra un uomo e donna"

Poi il segretario della Lega non ha mancato di attaccare i movimenti per i diritti civili. "No al woke, no gender, asterischi e cazzate multi qui e multi là. E' bello confrontarsi, capire e ascoltare ed evolvere. Però la famiglia che si fonda sull'unione di un uomo e di una donna, è quella che ci da' la garanzia di essere qui nei prossimi anni", ha tuonato. E nella sala si sono sentiti applausi e qualcuno gridare: Bravo!". Riferendosi anche alle polemiche sul suo recente incontro con Tommy Robinson, esponente dell'estrema destra britannica, ha detto: "Sulla libertà di parola e pensiero, noi siamo l'unico partito ad aver votato contro la legge bavaglio su cosa si può dire e cosa non si può dire, cosa risponde alla legge, chi può incontrare Salvini e chi non può incontrare. Ma potrò incontrare chi fico secco ho voglia da incontrare, se voglio fare battaglie comuni con qualcuno, con rispetto?"

"Gli agenti dovrebbero avere ancora più le mani libere"

Le persone in divisa "dovrebbero avere ancora più le mani libere per difendere la nostra e la loro sicurezza" pur "nel rispetto dei limiti del codice". Salvini ha ribadito che il fatto che "siano a processo donne e uomini della Guardia costiera per i naufragi voluti dagli scafisti o che ci siano poliziotti e carabinieri per gente che non si ferma all'alt, quei ragazzi in divisa non devono essere a processo".

L'annuncio della manifestazione il 18 aprile a Milano: "Una piazza per la remigrazione"

"Vi aspetto il 18 aprile in piazza Duomo", ha poi segnalato Salvini, e "non sarà una piazza contro il fanatismo islamico, contro l'arroganza e violenza ma una piazza per". Poi ha aggiunto: "Organizzeremo treni speciali, pullman, macchinate e ci saranno lì i patrioti di tutta Italia ed Europa, gli amici francesi, austriaci, spagnoli, portoghesi, ungheresi, inglesi e tedeschi nel nome della protezione dei nostri valori e della cultura occidentale". Poi, parlando del partito, ha specificato: "Abbiamo chiuso il 2025 con un aumento del 34% dei tesseramenti. In un momento in cui la politica non è che va di gran moda, avere migliaia di persone che credono in un progetto ci deve rendere orgogliosi. Il primo febbraio parte in tutte le sezioni il tesseramento del 2026 ci saranno gazebo in tutta Italia. Conto che entro metà di marzo avremo già superato il numero di iscritti dello scorso anno. Questo è il primo obettivo operativo". 

"Per Politiche punto a rieleggere tutti più forze nuove"

In vista delle prossime elezioni politiche, Salvini ha detto che il suo obiettivo "non è solo ricandidare ed eleggere tutti gli attuali parlamentari ma anche portare a Roma nuove energie da tutta Italia per le nostre battaglie. L'importante è fare gioco di squadra e gioco comune. Il vostro sacrificio è per me voglia di combattere". Rivolgendosi ai 'suoi', ha avvisato: "Prepariamoci a fare fatica, serve determinazione, spirito di sacrificio, idee chiare, sorriso" ricordando che si è tesserato alla Lega nel luglio del 1991: "35 anni con la stessa tessera, nella stessa tasca. Avevo la stessa voglia e lo stesso entusiasmo" e ha concluso: "Nel 1992 dicevano che Lega sarebbe durata un anno. Stanno continuando a dire che la Lega sta finendo, ma governiamo in molti territori". 

Salvini: "Vedrò Vannacci in settimana, leggo notizie distoniche"

Al termine del suo discorso, riferendosi ad alcuni passaggi del suo intervento alla manifestazione della Lega a Rivisondoli su una presunta e imminente cacciata del vicesegretario Roberto Vannacci dal partito, Salvini ha detto che la ricostruzione apparse su alcuni siti "è da distonici mentali. Vannacci lo vedo in settimana e che faccio? Vedo uno che ho espulso? Io stavo parlando di chi è uscito nei mesi scorsi". Poi precisato che il riferimento era ai parlamentari che di recente hanno lasciato la Lega. Gli ultimi sono stati Davide Bergamini e Attilio Pierro che hanno aderito a Forza Italia. 

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