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Meloni, le reazioni alla conferenza stampa. Schlein: “Incoerente”. Lega: "Bene su Russia"

Politica
©Ansa

Introduzione

Ieri, 9 gennaio, si è tenuta la conferenza stampa d’inizio anno della premier Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio, in circa tre ore, ha risposto a una quarantina di domande e ha affrontato vari temi: dal referendum sulla Giustizia e le tensioni con i magistrati ai rapporti con il Quirinale e il presidente Sergio Mattarella, dal piano casa alla sicurezza. Poi la politica internazionale: le decisioni del presidente Usa Donald Trump, l’Ucraina, la Groenlandia, il Venezuela e la liberazione dei prigionieri stranieri. Tante le reazioni, tra il plauso della maggioranza e le critiche delle opposizioni, arrivate dopo la conferenza: eccone alcune

Quello che devi sapere

Le reazioni

Dopo la conferenza d’inizio anno di Giorgia Meloni sono piovute le accuse e le critiche delle opposizioni alla premier, della quale hanno contestato - punto per punto - quasi ogni esternazione. "Propaganda" in politica interna e subalternità a Donald Trump in politica estera: è questo il commento più diffuso. Plauso, invece, dai partiti di maggioranza.

 

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Lega: “Bene inviti a parlare con la Russia”

Durante la conferenza, Meloni ha lanciato un appello a riaprire le interlocuzioni dell'Unione europea con la Russia. Un passaggio apprezzato soprattutto dalla Lega. "Bene invitare l'Unione Europea a parlare con la Russia come auspicato da sempre dalla Lega: la pace si sigla con il dialogo e non con bombe e sanzioni", hanno commentato dal Carroccio.

 

Sul tema sicurezza, invece, i capigruppo della Lega di Camera e Senato Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo hanno commentato: "È strano che mentre la premier Meloni dice che sulla sicurezza occorre fare di più, alcuni esponenti di FdI e FI stiano invece pensando di ridurre progressivamente il contingente di strade sicure. La Lega su questo è chiara: non solo va mantenuto, ma va anche rafforzato a presidio di città, piazze e stazioni. Per noi la sicurezza dei cittadini è e sarà sempre una priorità così come il contrasto all'immigrazione clandestina".

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Forza Italia: conferenza “molto apprezzata”

Raffaele Nevi, portavoce di Forza Italia, ha fatto sapere che il partito “ha molto apprezzato la conferenza stampa della presidente Meloni, in cui ha giustamente rivendicato l'azione di governo di questi anni. Siamo stati particolarmente orgogliosi anche del riconoscimento che ha voluto riservare al lavoro straordinario di Antonio Tajani e di tutta Forza Italia".

 

Riguardo all’Ucraina, Nevi ha aggiunto: "Per arrivare alla pace bisogna parlare con tutti. Siamo d'accordo sulla necessità che l'Europa sia protagonista e che svolga un ruolo ancora più importante e che possa essere un attore fondamentale. È necessario che l'Europa dialoghi anche con la Russia".

 

Plauso di Forza Italia anche per le parole e l’apertura di Meloni sul Mercosur. "È il più grande accordo mai negoziato dall'Unione, un fatto che possiamo certamente definire storico, per l'Unione Europea, per l'Italia e per una parte molto importante del continente latino americano, cui siamo profondamente legati. E non solo per gli aspetti di natura commerciale, ma anche per quelli politici", ha dichiarato Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, in un'intervista a Il Sole 24 ore. "L'accordo – ha aggiunto – è anche frutto del lavoro che abbiamo fatto in stretta sinergia con la premier Giorgia Meloni e il ministro Francesco Lollobrigida. Possiamo ribadire, e lo abbiamo già fatto nelle fasi che hanno preceduto il via libera definitivo, che si tratta di un successo per l'Italia". La Lega, comunque, ha ribadito la propria "storica contrarietà".

Lupi: Meloni “coniuga la visione con la concretezza”

Nella maggioranza, soddisfatto il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi: "Molto è stato fatto e molto altro resta ancora da fare – ha commentato –: Giorgia Meloni ha indicato il percorso del governo e del centrodestra nel prossimo futuro e ha avuto la capacità di coniugare la visione con la concretezza. Condividiamo la posizione sull'Ucraina, la necessità di rafforzare l'Unione Europea mantenendo salda l'appartenenza alla Nato, e il lavoro diplomatico per arrivare a una pace giusta, così come l'impegno a puntare sulla crescita economica, anche per sostenere ulteriormente le famiglie. Riteniamo anche la sicurezza, soprattutto nelle nostre città, un tema essenziale. Anche la riforma elettorale per garantire stabilità e rappresentanza ci trova d'accordo e sarebbe opportuno che le opposizioni accogliessero l'invito a collaborare in maniera costruttiva. Dalla politica estera alla giustizia, dalle famiglie all'economia, Noi Moderati darà il proprio contributo propositivo in Parlamento per rendere quest'ultima parte della legislatura una stagione di riforme e di crescita".

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Schlein: Meloni “incoerente”

Passiamo alle opposizioni. "In tre ore di conferenza stampa, da Giorgia Meloni nemmeno una parola sulle principali preoccupazioni degli italiani: la sanità pubblica e il carovita e nemmeno sulla scuola”, ha dichiarato la segretaria del Pd Elly Schlein. “Prometteva di abolire le accise e invece le ha aumentate, prometteva di ridurre le tasse e invece siamo ai massimi da dieci anni. Promettevano di anticipare le pensioni e invece hanno ritardato l'età pensionabile. Davanti alla sua incoerenza toccherà a noi costruire un'Italia più giusta", ha aggiunto.

 

Concetti ribaditi dalla leader del Pd anche in un'intervista a La Repubblica: "È incredibile come in tre ore di risposte ai giornalisti Giorgia Meloni non sia riuscita a dire una sola parola sulla questione sociale, sulle maggiori preoccupazioni degli italiani che sono la sanità pubblica e il caro vita. Niente sulla scuola. Ha fatto un lungo elenco di 'faremo' che sembra arrivata ieri". Riguardo alle dichiarazioni di Meloni sul fatto che il potere d'acquisto sia salito e dal 2023 i salari siano tornati a correre, Schlein ha aggiunto: "Mente. E lo sanno bene quegli italiani a cui oggi i soldi non bastano più nemmeno per fare la spesa". Sui magistrati: “È l'ennesimo attacco deliberato contro i giudici”.

 

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Schlein: riforma giustizia, governo conferma mania del controllo. VIDEO

Conte: “Sembrava al discorso di insediamento”

“‘Faremo’, ‘interverremo’, ‘presenteremo’. Nel penultimo anno a Palazzo Chigi, Meloni oggi sembrava al discorso di insediamento”, ha commentato il leader del M5s Giuseppe Conte. “Dopo tre anni di governo, Meloni non ci ha detto nulla e non ha dato una risposta ai 6 milioni di cittadini che rinunciano alle cure, né alle lunghe liste di attesa. La sanità assolutamente non è tra le priorità indicate. Ha taciuto, invece, una priorità che è quella del riarmo”, dopo che "Giorgetti ha anticipato uno scostamento per prendere soldi in deficit per le armi", ha aggiunto Conte. E ancora: “Su economia e sicurezza tanti impegni, ma dopo tre anni ci aspettavamo qualcosa di concreto".

 

Conte si è poi soffermato sulle “prime 7 meraviglie su 3 ore di conferenza”, contestandole punto per punto:

  • Al primo punto cita l'economia: "Per Meloni sono 'incoraggianti' i dati su occupazione e potere d'acquisto delle famiglie. Dipende. Non sono incoraggianti per oltre 12 milioni di inattivi, per i pensionati con minima e gli operai per cui hanno messo solo 2-3 euro in manovra. Viceversa sono incoraggianti per ministri e sottosegretari a cui hanno aumentato i rimborsi".
  • Al secondo punto, le bollette: "L'anno scorso Meloni aveva detto che non poteva rispondere in 20 secondi a una domanda sul caro energia. Oggi la risposta: 'interverremo sui costi dell'energia'. Con calma, mi raccomando".
  • Quindi prosegue con le tasse e, citando le parole della premier ("Avremmo voluto fare di più"), Conte dice: "Fermatevi, avete già stabilito il record di pressione fiscale. Siamo già alla seconda edizione del Libro sulle tasse".
  • Al quarto punto la sicurezza, partendo dall'ammissione di Meloni ("I risultati per me non sono sufficienti"), per cui Conte commenta: "Finalmente un po' di realtà. Però ha subito dato la colpa ai giudici, zero autocritica. Ma è il suo Governo che ha fatto leggi che fanno scappare i ladri perché vengono avvertiti prima dell'arresto e spedito le forze dell'ordine a guardare centri vuoti in Albania".
  • Sull'Ucraina, per il leader 5 Stelle, "dopo averci detto per oltre 3 anni che non si tratta con Putin e che dobbiamo scommettere sulla vittoria militare dell'Ucraina, oggi Meloni senza battere ciglio dice che l'Europa deve parlare con la Russia. È quello che abbiamo sempre sostenuto. In mezzo: invii militari, morti, devastazioni, danni economici a carico degli italiani, piano di riarmo… Dopo la telefonata a Putin ci aspettiamo le scuse a tutti gli italiani".
  • Sulla politica estera Conte osserva: "Ci ha dato la conferma: per lei il diritto internazionale vale fino a un certo punto … fino a Trump!".
  • Il settimo e ultimo punto riguarda su sanità e riarmo: “Ha indicato le sue priorità ma non ha detto nulla su quel che intende fare su file ai pronto soccorso e aumento fino a 6 milioni del numero di italiani che non si curano. E ha taciuto che una sua priorità è il riarmo, con aumenti di oltre 23 miliardi in 3 anni. Una dimenticanza…".

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Renzi: “Meloni in difficoltà”

"Guardate come Giorgia Meloni va in difficoltà quando le chiedono di parlare dei problemi dell'Italia. 'Guardi… Nel senso… Allora…', dice la premier. C'è il panico, non sa come rispondere alla domanda", ha commentato invece il leader di Italia Viva Matteo Renzi, in un reel su Instagram in cui fa vedere la presidente del Consiglio dopo una domanda sull'aumento delle tasse.

 

"La verità è che con Giorgia Meloni sta aumentando tutto, aumentano le tasse, le sigarette, il gasolio, le accise, l'rc auto. Mettono le tasse persino sui pacchi di Amazon. Se la pressione fiscale è al 42,8%, può dire che è un giochetto chi sta chiuso a palazzo, lontano dalle esigenze degli italiani. Meloni si metta nei panni di chi deve andare a fare la spesa o il pieno e si renderà conto che l'aumento della pressione fiscale è un disastro. Bisogna avere il coraggio di dirlo forte e chiaro: con questo governo gli italiani stanno peggio, sono meno sicuri e più poveri, però su questo Giorgia Meloni fa finta di niente", ha aggiunto Renzi. Che poi ha concluso: “Se il centrosinistra parla seriamente di sicurezza e tasse, Meloni perde le elezioni”.

Calenda: “Occorre avere le idee chiare”

Sulla politica estera, il leader di Azione Carlo Calenda ha commentato: "L'alternativa è costruire l'Europa. Ma bisogna volerlo fare. Ma se si è un giorno con Orban e uno con Merz non si va da nessuna parte. Occorre avere le idee chiare sull'abolizione del voto all'unanimità nel Consiglio Europeo e sulla costruzione di una difesa forte e indipendente. Ma su questi piani il governo manca di iniziativa e galleggia a vista. PS: parlare con Putin mentre bombarda l'Ucraina e dice no a una tregua rappresenta un tragico errore. Anchorage insegna".

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Magi: "Governo pronto ad andare avanti a colpi di maggioranza"

Il segretario di Più Europa Riccardo Magi ha dichiarato: "Se la retorica è quella di Atrjeu, possiamo ben dire che nella conferenza stampa di Giorgia Meloni ha vinto il nulla. Sul piano interno, l'unica notizia data è che il governo è pronto ad andare avanti a colpi di maggioranza sulla legge elettorale, magari anche apponendo la questione di fiducia, approvandone una che avrebbe l'effetto opposto rispetto a quanto annunciato dalla premier in conferenza stampa: non dare forza al voto popolare, bensì togliere potere di scelta ai cittadini, visto che non ci sarebbero collegi, non ci sarebbero preferenze, non ci sarebbe doppio turno ma solo liste bloccate e un premio di maggioranza che non esiste in nessuna democrazia al mondo e che trasformerebbe una minoranza nel Paese in una forte maggioranza in Parlamento. Alla faccia del tanto decantato ‘popolo’.

Magi si è concentrato anche sulle due principali partite internazionali: "Su Ucraina e Groenlandia Giorgia Meloni fa finta di non capire e continua a eludere il punto: di fronte alle mire imperialiste di Putin e alla spregiudicatezza di Trump occorre costruire tutta l'Europa che manca, quella della difesa, della politica estera e dell'energia. Ma questo governo ha deciso di appaltare la politica estera agli Stati Uniti, anziché rilanciare l'integrazione politica europea a partire dal superamento del diritto di veto".

Avs: “Basta prese in giro”

Da Avs Angelo Bonelli ha snocciolato dati su lavoro ed economia per smentire la narrazione della premier: “Le parole della presidente del Consiglio raccontano un'Italia che non coincide con la realtà sociale ed economica del Paese. Il governo si aggrappa ai dati Istat sulla disoccupazione formale, ma nasconde i 12,4 milioni di inattivi tra i 15 e i 64 anni, pari al 33,5% della popolazione in età lavorativa, in larga parte donne. Questo governo sostituisce la verità con la propaganda". "Basta prese in giro – ha sbottato Nicola Fratoianni –: al lavoratore medio mancano quasi 200 euro al mese di stipendio per recuperare il potere d'acquisto perso solo negli ultimi 5 anni". “Anno nuovo, propaganda vecchia: per la presidente del Consiglio tutto va bene, ma non è così”, ha concluso Fratoianni.

 

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La replica dell’Anm

Dopo la conferenza di Meloni, in cui la premier ha detto che "spesso le toghe rendono vano il lavoro di forze dell'ordine e Parlamento", è arrivata anche la risposta dell'Anm. "I magistrati italiani svolgono il compito previsto dalla Costituzione, quello di applicare la legge e tutelare i diritti. Lo hanno fatto costantemente in maniera equilibrata nonostante i pesanti attacchi ricevuti da più parti. La costante delegittimazione dei magistrati, del loro lavoro e delle decisioni prese solo ed esclusivamente in base alla legge è pericolosa per la stessa tenuta dello Stato di diritto”, hanno scritto i magistrati in una nota. Ancora: “Per far funzionare in maniera più efficace la macchina della giustizia sarebbe auspicabile che il governo desse risposte sui tagli in legge di Bilancio, sui precari e sui problemi dell'informatica e dell'edilizia giudiziaria. Chiediamo da tempo risposte su questi temi per garantire un miglior servizio agli italiani".

 

Scontro anche sulla riforma della giustizia e la separazione delle carriere. A delegittimare le toghe, secondo la premier, non è il governo ma sono loro stesse con "la campagna dell'Anm" per il no al referendum "che è stata fatta nelle stazioni. Se chi ha nel suo dna la ricerca della verità scrive una menzogna per difendere la sua campagna, questo delegittima". "Rifiutiamo la campagna di delegittimazione che è in corso nei confronti del Comitato Giusto Dire no: ciò che è stato scritto sui nostri manifesti è frutto di ciò che è stato affermato dal ministro della Giustizia. Sono numerosi giorni che sentiamo dirci che i manifesti contengono menzogne. Ora, al coro, si è aggiunta anche la presidente del Consiglio Meloni", ha replicato il Comitato.

 

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Sulla legge elettorale

Tra i temi di strettissima attualità affrontati dalla premier, la prossima legge elettorale: "Ha detto che ci sarà un confronto con tutte le forze politiche ma che alla fine deciderà la maggioranza”, ha puntato il dito Avs, citando quasi testualmente le frasi della premier. Parole che "tradiscono la protervia di una maggioranza che non ha mai dimostrato la disponibilità a un confronto vero sul merito delle questioni", ha rincarato la dose il Pd.

 

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Sicurezza, libertà di stampa, pensioni

Per la responsabile Giustizia del Pd Debora Serracchiani "quando il governo fallisce", la premier "cerca un capro espiatorio", ora "il problema della sicurezza dipenderebbe dalla magistratura". "Non sembrava Giorgia Meloni, ma il Mago Silvan, capace di far sparire la realtà in due ore e mezza di conferenza stampa", le ha fatto eco Marta Bonafoni. Mentre il senatore Filippo Sensi ha attaccato sulle baby gang: "La premier e il governo hanno scoperto ora il fenomeno delle armi da taglio e della violenza. Benvenuti!". Non più morbido il M5s, sempre sulla sicurezza: "Incredibile e irresponsabile propaganda" dalla presidente del Consiglio, mentre "gli italiani si sentono in pericolo nella loro vita quotidiana".

 

Riflettori puntati anche sulla libertà di stampa, tema affrontato dalla presidente nelle prime battute della conferenza: "Non si difende con proclami pre-elettorali, ma garantendo pluralismo, indipendenza e tutele ai giornalisti, sempre più spesso bersaglio di questo governo", hanno sottolineato i pentastellati.

 

Dem e pentastellati hanno contestato la risposta della premier anche sulle pensioni: "Hanno aumentato di un mese, dal 2027, e di altri due, dal 2028, l'età pensionabile. Da Meloni una barzelletta che non fa ridere".

 

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