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Razzi sulla guerra Russia-Ucraina: "Parlo io con Putin"

Politica

Non solo il conflitto nell'est Europa, l'ex senatore ha detto che andrebbe in missione anche in Cina, citando le sue pregresse esperienze internazionali. Si è espresso poi sulla neo Premier e sul suo rapporto con Berlusconi.  Sugli audio rubati ha detto: "Se guardassi in faccia la talpa, la individuerei subito e la prenderei a calci fino agli Usa"

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“Andrei anche a parlare da Putin e Zelensky. Se il governo mi dà un incarico da mediatore, andrei subito”, è l’ultima uscita dell’ex senatore forzista Antonio Razzi, che ha aggiunto: “Putin mi conosce, perché fare una guerra? Io la guerra non la farei fare assolutamente perché sono un uomo di pace".

Sfide geopolitiche

Le dichiarazioni sono state raccolte dall’agenzia Adnkronos oggi al Senato, nel giorno del voto di fiducia al Governo Meloni. Nel proporsi come mediatore, il politico abruzzese, che dal 2018 è fuori dal Parlamento e che da allora ha collezionato diverse esperienze televisive, ha anche ricordato i suoi viaggi a Pyongyang: “L'ho fatto anche in Corea del Nord, col sorriso ho conquistato i grandi, e lo farei anche in Cina”, ha assicurato affermando di essere disposto ad entrare in scena anche come paciere tra Russia e Ucraina. Non è nuovo a questo tipo di iniziative: nel 2013 si era già presentato come il potenziale traghettatore della riunificazione tra le due Coree.

È intervenuto anche sul tema degli audio rubati e pubblicati la settimana scorsa in esclusiva da La Presse in cui Silvio Berlusconi si è definito come uno dei cinque migliori amici di Putin, ammettendo di aver riallacciato i rapporti con il dittatore. “Se guardassi in faccia la talpa - riferendosi a chi ha diffuso la registrazione - io la individuerei subito per prenderlo a calci da qui agli Stati Uniti d'America", ha dichiarato l'ex 'responsabile'.

Il rapporto tra i due leader della destra

Anche il delicato rapporto tra il leader di Forza Italia e la neo Premier Giorgia Meloni è stato affrontato: "Lui è sempre stato vicino a Giorgia Meloni. Non dimentichiamoci – ha continuato – che creò per lei il Ministero della Gioventù, proprio per farle fare carriera. Poi sì, le battute scherzose lui le fa, - ha giustificato - anche io l'ho sempre fatto per non annoiare gli interlocutori". Con queste parole ha voluto gettare acqua sulle tensioni della scorsa settimana, quando i due leader della coalizione sembravano ai ferri corti.

 

Cosa pensa Razzi di Giorgia Meloni

Sulla Presidente del Consiglio, Razzi ha speso parole di stima e ammirazione: "Meloni è una donna che si è creata da sola, non ha avuto aiuti nemmeno dai suoi genitori. Ha fatto un salto di qualità su tutto, anche il suo discorso, sarei contento anche solo se facesse la metà di quello che ha detto. Quanto a Berlusconi, come succede in tutte le buone famiglie, un po' di invidia c'è. Uno potrebbe anche dire 'ma guarda questa qui, l'ho cresciuta io e mo' m'ha fregato', come Cimabue con Giotto”. Razzi ha difeso Berlusconi, sottolineando le sue buone intenzioni: “Invidia, forse, cattiveria mai. Lui è uno sportivo e sicuramente anche oggi nel suo discorso qui al Senato, metterà allegria".

 

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