Elezioni, Letta: "Meloni cerca di incipriarsi". Lei replica: "Misogino, no lezioni dal Pd"

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Il segretario dem ha accusato la leader di Fratelli d’Italia: “Sta cercando di cambiare immagine, ma mi sembra una posizione molto delicata, se i punti di riferimento sono Orban”. Lei risponde: “Non accettiamo lezioni da chi si erge a paladino dell'atlantismo, ma poi stringe patti con la sinistra radicale nostalgica dell'Urss”

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Si infiamma lo scontro tra il centrosinistra e il centrodestra, in vista delle elezioni politiche del 25 settembre. Ad aprire lo scontro è stato il segretario del Pd, Enrico Letta, che ha attaccato la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: “Sta cercando di cambiare immagine, di incipriarsi, ma mi sembra una posizione molto delicata, se i punti di riferimento sono Orban”, ha detto l’ex premier. Nel pomeriggio è arrivata la replica di Meloni: “Caro Letta, al netto della misoginia che questa frase tradisce e dell'idea secondo la quale una donna dovrebbe essere attenta solo a trucchi e borsette, il vostro problema è che non ho bisogno di 'incipriarmi' per essere credibile” (VERSO IL VOTO, GLI AGGIORNAMENTI LIVE  – LO SPECIALE DI SKY TG24).

Letta: “Meloni sta cercando di cambiare immagine”

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In mattinata Letta, durante una conferenza stampa, ha attaccato la leader di Fratelli d’Italia: "È un modo per rifarsi l'immagine ma c'è differenza con il discorso in Spagna per la candidata di Vox, era un'altra storia. Suggerirei che non si faccia un discorso per il pubblico spagnolo e uno in Italia, ognuno di noi ha una faccia sola". Poi ha rincarato la dose: "L'idea d'Italia delle destre non è la nostra ed è pericolosa per il nostro Paese, che è il cuore dell'Europa e noi intendiamo far sì che l'Italia rimanga il cuore dell'Europa".

Meloni: “Io coerente, no lezioni dal Pd”

Nel pomeriggio è poi arrivata la replica di Giorgia Meloni, affidata a un post su Facebook: "Il segretario del Pd, Enrico Letta attacca il posizionamento in politica estera di Fratelli d'Italia e dice che 'Giorgia Meloni sta cercando di incipriarsi'. La posizione di Fratelli d'Italia in politica estera è coerente ed estremamente chiara. E ha come stella polare la difesa dell'interesse nazionale italiano". Poi aggiunge: "E non accettiamo lezioni da chi si erge a paladino dell'atlantismo, ma poi stringe patti con la sinistra radicale nostalgica dell'Urss. Noi non abbiamo bisogno della cipria, mentre voi non riuscireste a coprire le vostre contraddizioni neanche con lo stucco”.

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La leader di FdI, in un videomessaggio alla stampa internazionale, ha poi affrontato altri temi della campagna elettorale: “Ho letto che la vittoria di Fratelli d'Italia alle elezioni di settembre comporterebbe un disastro, che porterebbe a una svolta autoritaria, all'uscita dell'Italia dall'Euro e altre sciocchezze di questo genere. Niente di tutto ciò è vero ma so benissimo che questi articoli vengono ispirati dal potente circuito mediatico della sinistra, che qui in Italia è molto forte nelle redazioni dei giornali e in quelle dei programmi televisivi, ma è in netta minoranza tra il popolo italiano". Sul tema dei fondi europei, ha poi aggiunto: “È stato detto anche che un governo di centrodestra metterebbe a rischio i fondi del Next Generation EU e l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma smentisco categoricamente questa assurda narrazione. Su questo terreno il governo Draghi avrebbe potuto fare di più ma non gli è stato possibile non a causa di Fratelli d'Italia - unico partito all'opposizione - ma per via di una maggioranza troppo eterogenea e litigiosa. La stessa che di quel governo ha determinato la fine".

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Poi la leader di FdI ha parlato degli ultimi esecutivi che si sono succeduti: "Dovete inoltre sapere che in Italia da più di dieci anni i governi non sono il risultato di ciò che i cittadini scelgono con il voto, ma il risultato di accordi, spesso sottobanco o eterodiretti, tra quei partiti che in campagna elettorale si combattevano. In questi 10 anni, la sinistra che in Italia non vince più le elezioni dal lontano 2006, è riuscita a stare quasi sempre al governo. Questa è una grandissima anomalia nel panorama politico occidentale, perché in una democrazia di norma chi perde le elezioni va all'opposizione. Da troppi anni invece in Italia chi perde le elezioni si ritrova al governo e consegue risultati pessimi".

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