Migranti, Letta: “Usciamo dai trattati europei, facciamo accordo tra Paesi”

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Il segretario del Partito democratico ha proposto di abbandonare gli accordi perché "su questo punto obbligano all'unanimità", proponendo di stringere patti tra Stati "senza l'Ungheria". Sulla possibilità che Giorgia Meloni diventi premier, "penso che ci saranno contraccolpi molto pesanti" sul Pnrr. Sull’accordo saltato con Calenda, "credo che abbia fatto una scelta profondamente sbagliata"

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Uscire dai trattati europei sul tema dell’immigrazione: è questa la proposta lanciata da Enrico Letta. Il segretario del Pd, parlando su Rai Tre, ha spiegato: “Sembrerà forte detto da me, ma noi dobbiamo uscire dai trattati europei, perché i trattati europei, su questo punto obbligano all'unanimità. Allora io dico: facciamo un accordo fra i Paesi, senza l'Ungheria. Insieme agli altri organizziamo una forma di accoglienza diffusa e i rapporti coi Paesi terzi, sennò non saremo mai in grado di gestire" l'emergenza, ha spiegato. Sulla possibile vittoria del centrodestra il leader dem ha detto che “evidentemente è un problema per il nostro Paese se vincesse la destra”. Se Giorgia Meloni sarà premier "penso che ci saranno contraccolpi molto pesanti" sul Pnrr, ha aggiunto il segretario del Pd. Sullo strappo con Azione, poi, Letta ha detto di credere che “Carlo Calenda abbia fatto una scelta profondamente sbagliata”. (ELEZIONI POLITICHE - LE ULTIME NOTIZIE)

“Se vince destra è un problema per il Paese”

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"Evidentemente è un problema per il nostro Paese se vincesse la destra”, ha detto il segretario del Pd. “Lo si è visto dalle prime proposte di campagna elettorale che hanno fatto, che significano far saltare i conti pubblici e il patto che noi abbiamo con l'Europa che ci ha dato 219 miliardi di euro in cambio di comportamenti ragionevoli”, ha aggiunto Letta. “Per adesso Salvini e Berlusconi hanno fatto la gara a chi rilanciava sulla Flat tax, con un costo di 50-60 miliardi di euro". E sull’eventualità che Giorgia Meloni diventi premier, ha dichiarato “Penso che ci saranno contraccolpi molto pesanti" sul Pnrr. "Salvini lo ha detto: rinegozieremo i soldi del Recovery e del Next generation Eu. Su questo non si scherza, perché quella scelta è vitale per il nostro Paese".

“Calenda credo abbia fatto scelta profondamente sbagliata”

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Parlando della rottura dell’alleanza elettorale con Carlo Calenda, Letta ha detto: "Io penso che gli italiani abbiano capito benissimo, i primi sondaggi lo raccontano ma devo dire che sono molto fiducioso nella saggezza degli elettori che hanno visto come sono andate le cose, non c'è molto altro da dire”. Per poi aggiungere: “Soprattutto voglio voltare pagina, non continuerò a discutere di questa vicenda perché si vota il 25 settembre e il grande rischio che anche per via di questi strappi e di queste scelte tutte personalistiche, la destra italiana sia avvantaggiata". Sulla competizione con Calenda e Renzi, l’ex premier si è espresso in questi termini: "La parola nemico non la userò mai, sono partiti politici in una competizione aspra con noi. Ci troviamo con due leader che hanno fatto la legislatura da eletti col Pd, poi, siccome non possono immaginare di stare in un partito con altri, hanno deciso di fare una scelta in solitaria. Adesso penso che andranno insieme e vedremo”. Letta ha poi assicurato che il Pd farà “la propria campagna elettorale, sulle cose e concreta. Diremo agli italiani: avete un voto secco, o Meloni e Salvini o noi. Questa è la scelta essenziale per i prossimi cinque anni, è una scelta su cui il Paese si gioca il futuro. L'alternativa a noi non vi porta da nessuna parte". E poi ha concluso sul tema: "Credo che Carlo Calenda abbia fatto una scelta profondamente sbagliata. Forse mi sono fidato troppo, sì. Ma io sono fatto così. Non è la prima volta che mi capita, tra l'altro".

“Non credo che l’elettorato Pd chieda ritorno con M5s”

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Sull’eventualità che l’elettorato dem chieda un ritorno all'alleanza col Movimento Cinque stelle, il segretario è chiaro: "Io non credo. Da quando noi con linearità abbiamo detto che quella scelta di far cadere il governo Draghi è una scelta suicida per l'Italia e che per noi non può portare nulla di positivo, nei sondaggi siamo solo cresciuti. Il nostro elettorato l'ha capita quella scelta e ha premiato la lineaerità, credo alla politica della linea dritta: "scegli una strada e vai nettamente avanti".

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