Corsa al Quirinale, Berlusconi: "Il governo vada avanti". Di Maio: "Non perdere Draghi"

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Si avvicina l’elezione del successore di Sergio Mattarella e il dibattito politico si concentra sul nome dell’attuale presidente del Consiglio. Secondo il leader di Forza Italia l’esecutivo “deve rimanere in carica fino al 2023, fin quando saremo usciti dall'emergenza”. Il ministro degli Esteri ricorda “il 2022 è l'anno in cui si avvierà il dibattito sul nuovo Patto di stabilità", mentre la ministra per il Sud Mara Carfagna avverte: “Le elezioni nel 2022 affonderebbero il Pnrr”

Mentre si avvicina l’elezione del nuovo presidente della Repubblica, uno dei nomi che più fa discutere la politica è quello dell’attuale presidente del Consiglio Mario Draghi, che per salire al Quirinale e diventare successore di Sergio Mattarella dovrebbe lasciare il governo prima della sua scadenza naturale nel 2023. Un’idea che non piace al leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, secondo cui l’esecutivo “deve rimanere in carica per tutto il tempo necessario, fino al 2023, fin quando saremo usciti dall'emergenza”. Della stessa opinione anche il ministro degli Esteri ed esponente del M5S Luigi Di Maio: "L'Italia non può permettersi di perdere Mario Draghi”. Mentre il segretario del Pd, Enrico Letta, sulle elezioni osserva: "Sarebbe incredibilmente contraddittorio che la maggioranza che elegge il presidente della Repubblica possa essere più piccola di quella che sostiene Draghi".

Berlusconi: “Mai come oggi gli italiani chiedono buonsenso”

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Secondo Berlusconi, che è intervenuto in una riunione del partito a Villa Gernetto di Lesmo, in Brianza, solo nel 2023 “si potrà tornare alla naturale alternanza fra due schieramenti in competizione fra loro". "Stiamo fronteggiando l'emergenza sanitaria ed economica più grave del dopoguerra. Mai come oggi gli italiani a chi li governa chiedono buonsenso, chiedono equilibrio, chiedono competenza - dice il leader di FI - Queste sono le caratteristiche che noi mettiamo in campo ogni giorno e sono le ragioni per le quali per primi abbiamo chiesto di dare vita a un governo di emergenza come quello presieduto da Mario Draghi, nel quale tutte le forze politiche hanno messo da parte qualcosa della propria identità, per rimboccarsi le maniche insieme". "Questo governo, il governo Draghi è un governo di coalizione, una coalizione anomala che riunisce forze politiche che sono naturalmente antagoniste. Da loro - aggiunge l'ex premier - non possiamo ovviamente attenderci le stesse scelte che realizzerebbe un governo di centro-destra. Però dobbiamo dare atto che la gran parte delle nostre proposte sono state accolte e realizzate, sia per quanto riguarda il contrasto alla pandemia sia per quanto riguarda le scelte di politica economica. Del resto le nostre sono scelte ispirate al buon senso e alla ragionevolezza, e grazie a queste scelte per il momento l'Italia è uno dei Paesi che stanno ottenendo i migliori risultati in Europa, sia sul piano sanitario che su quello economico".

Di Maio: “Nel 2022 si avvierà il dibattito sul nuovo Patto di stabilità”

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Di Maio, alla Festa del Foglio, ricorda invece che non si può “perdere Mario Draghi” anche perché “il 2022, al di là delle scelte che la politica farà sul Quirinale, è l'anno in cui si avvierà il dibattito sul nuovo Patto di stabilità". Poi sulla corsa al Quirinale osserva: “Io spero che la strategia si faccia tutti insieme e ascoltando i gruppi parlamentari. Io sosterrò la linea della leadership ma la leadership deve ascoltare i parlamentari".

Carfagna: “Berlusconi al Colle? Se ne parla”

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"Credo che sia sbagliato utilizzare il Quirinale per ottenere elezioni anticipate" e questo "è un rischio che c'è", dice anche la ministra per il Sud Mara Carfagna alla Festa del Foglio. Secondo Carfagna qualcuno "coltiva questo pensiero. Magari lo coltiva il Pd per arrivare a gruppi parlamentari più gestibili, Salvini e Meloni per risolvere la loro competizione interna, il M5s per consolidare la nuova leadership. Mi sembrano tutte argomentazioni risibili" e "poco raccontabili ad una opinione pubblica stremata". Inoltre, la ministra sostiene che "le elezioni nel 2022 affonderebbero il Pnrr". Ma rimane in campo anche l’ipotesi dello stesso Silvio Berlusconi come candidato al Quirinale. "Il Cav al Colle? Sarà un'ipotesi concreta quando e se Berlusconi dovesse manifestare la sua disponibilità - commenta Carfagna - A oggi questa disponibilità non c'è, ma naturalmente se ne parla. Io credo che sia un suo diritto candidarsi, è la personalità più influente del centrodestra, una delle più influenti della storia recente del nostro Paese". "Se non dovesse esserci questa candidatura - aggiunge - sarebbe molto bello se davvero si ragionasse su un profilo femminile. Di donne in giro competenti, autorevoli e credibili ne vedo tante".

Calenda: “Draghi deve restare fino a 2023 e anche oltre”

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"Occorre che dalle forze politiche, dai segretari di partito arrivi un messaggio chiaro a Draghi che deve restare presidente del Consiglio fino al 2023 e possibilmente oltre - dice anche il leader di Azione Carlo Calenda a margine della Festa dell'ottimismo de Il Foglio a Firenze - Perché se abbiamo una stagione in cui poter cambiare l'Italia è questa ma l'unico che ha l'autorevolezza per comporre delle forze politiche che di solito si occupano di tutto tranne che amministrare è Mario Draghi".

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