Il presidente Mattarella ha firmato la legge di Bilancio e il dl superbonus

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La manovra, dopo il via libera del capo dello Stato, passa ora al Senato. Firmato anche il decreto legge contro le frodi sugli incentivi alle ristrutturazioni edilizie, tra cui il Superbonus, approvato mercoledì dal Consiglio dei ministri

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato la legge di Bilancio, autorizzandone la presentazione in Parlamento. La manovra, quindi, passa al Senato. Il capo dello Stato ha firmato anche il decreto legge contro le frodi legato al Superbonus edilizio. Lo ha fatto sapere il Quirinale.

Ora la manovra arriverà in Senato

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La nuova bozza della manovra, quella che arriverà in Senato, è formata da 219 articoli: il testo che era approdato in Cdm lo scorso 28 ottobre ne contava 185. Negli ultimi giorni ci sono state delle modifiche soprattutto sul tema pensioni (in particolare su Opzione Donna) e reddito di cittadinanza (addio ai navigator e nuovi paletti stringenti per spingere i beneficiari alla ricerca del lavoro), mentre è rimasto il tetto Isee a 25mila euro per accedere al Superbonus per interventi su edifici unifamiliari. Previsti anche una serie di finanziamenti per la manutenzione di strade e scuole o la realizzazione di nuove infrastrutture per la mobilità "green". Tra le novità, niente bollo sui certificati anagrafici online anche l'anno prossimo e un corposo pacchetto di misure a sostegno dei disabili, a partire dall'indicazione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali (Leps), che accompagnano la legge delega sulla disabilità. E tra le 34 norme aggiunte spunta anche una nuova stretta sulle strutture ricettive del turismo, dagli alberghi agli affitti brevi, con la banca dati che potrà essere consultata anche in chiave anti-evasione.

Il decreto legge contro le frodi al Superbonus

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Il decreto legge contro le frodi sugli incentivi alle ristrutturazioni edilizie, tra cui il Superbonus, è stato approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Il testo mira a contrastare gli abusi sulla cessione dei crediti, che in meno di un anno ammonterebbero già a 850 milioni di euro. "Bisogna evitare che i bonus edilizi perdano credibilità come accadde negli anni Settanta agli aiuti allo sviluppo", avrebbe detto Mario Draghi in replica alle obiezioni di chi gli chiedeva di evitare eccessivi controlli sul Superbonus per non appesantire la misura. "Dobbiamo preservare la fiducia collettiva nella spesa pubblica e dimostrare che i soldi sono spesi bene", ha aggiunto il premier, secondo quanto trapelato, in chiusura della Cabina di regia sul decreto contro le frodi.

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