Recovery, nuovo Cdm domani per ok Piano Italia. Mes: risoluzione maggioranza, no firma Iv

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Pronta la bozza: un piano da 196 miliardi che il governo destinerà a sei macro-aree. Se si farà la "forzatura" di inserire un emendamento sulla governance del Recovery Plan in legge di bilancio, la maggioranza rischierà di mancare perché Iv non voterà, avrebbe detto la capo delegazione di Iv Bellanova oggi in Cdm. Tensioni anche sul Mes: resta ipotesi testo alternativo dei "dissidenti" M5s

Al via una settimana delicata per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con 48 ore cruciali per evitare il rischio della crisi di governo. Sul tavolo del premier i due principali nodi europei: il Mes e il Recovery Fund. Sul Recovery Plan è pronta la bozza (LE MISURE): un piano da 196 miliardi che il governo destinerà a sei macro-aree per il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza. Dopo il Cdm di oggi, un nuovo Consiglio dei ministri sarà chiamato domani a dare il via libera. Dopo il caso di positività della ministra Lamrogese, si terrà interamente o in gran parte in videoconferenza. Sul Mes, invece, secondo fonti parlamentari, una risoluzione di maggioranza sulla riforma è stata depositata al Senato: ha le firme dei capigruppo del Pd, del Movimento 5 stelle e di Leu. Manca quella del capogruppo di Italia viva, Davide Faraone. Nel testo il documento, che sarà messo ai voti il 9 dicembre, si conclude con la formula per cui si prende atto delle comunicazioni del presidente del Consiglio e si approvano. Ma resta viva anche l'ipotesi di un testo alternativo dei "dissidenti" M5s. 

Bellanova: se norma Recovery sarà in manovra, Iv non vota

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Se si farà la "forzatura" di inserire un emendamento sulla governance del Recovery Plan in legge di bilancio, la maggioranza rischierà di mancare perché Iv non voterà, avrebbe però detto la capo delegazione di Iv Teresa Bellanova in Cdm oggi, in un duro intervento dopo aver ascoltato la relazione del premier Conte. Bellanova avrebbe definito "inaccettabile" la struttura di governance tratteggiata. Il rischio, avrebbe spiegato, è "esautorare" non solo i ministeri ma anche le Regioni e in sostanza l'intera Pa, proprio mentre "il Recovery deve rappresentare una straordinaria occasione di rinnovamento e innovazione della Pa". 

Le tensioni sul Recovery Plan

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Sul recovery plan il clima era già stato teso nel corso del vertice serale convocato ieri da Conte. Italia Viva, con Ettore Rosato e Maria Elena Boschi, non avevano abbandonato la trincea contro l'istituzione della task force tornando ad attaccare il premier per il poco coinvolgimento dei ministri. E dopo il Cdm del pomeriggio del 7 dicembre,  è prevista per questa sera, a quanto si apprende da fonti di governo, una nuova riunione del premier con i capi delegazione della maggioranza e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro.

Le regioni chiedono di essere più coinvolte

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Intanto Lazio ed Emilia-Romagna, governate da Nicola Zingaretti e Stefano Bonaccini, hanno chiesto all'Ue, con altre 22 Regioni europee, un coinvolgimento diretto e al più alto livello sul Recovery Fund e sui rispettivi piani nazionali. "È un'iniziativa comprensibile, come ci si può fidare di questo premier?", ha attaccato il renziano Michele Anzaldi. Ma le due Regioni, governate da due "big" della maggioranza, hanno sminuito il senso della lettera. "Non è un atto politico", hanno spiegato dalla Pisana. "Abbiamo già fatto altre iniziative con questa rete di Regioni", hanno sottolineato da Bologna, ricordando come un maggior coinvolgimento comunque sia stato già chiesto da Bonaccini. Ma la missiva ha alimentato ulteriormente la polemica interna con le opposizioni che chiedono chiarimenti sull'iniziativa.

Il Mes mercoledì in Aula

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Sul tavolo di Conte anche il Mes, che nei giorni scorsi ha creato tensione all’interno della maggioranza giallorossa. "Non ci saranno problemi, chi vota ‘no’ vota contro una decisione presa dal gruppo M5S", ha assicurato il capo politico Vito Crimi.  In serata filtra ottimismo nei vertici del MoVimento in vista del voto di mercoledì sulla riforma del Mes. "Il dialogo è in corso e il confronto si sta dimostrando utile", fa sapere una fonte di primo piano del M5s rilevando come "i punti di convergenza ci sono a partire dalla contrarietà di noi tutti al Mes".

Mes: resta ipotesi testo alternativo 'dissidenti' M5s

Una risoluzione alternativa a quella della maggioranza da parte dei pentastellati contrari a votare a favore della riforma del Mes è l'ipotesi che resta in ancora in campo all'interno del Movimento 5 stelle, in una giornata in cui si sono susseguiti incontri e contatti per tentare di arrivare a una mediazione. A due giorni dalle comunicazioni del premier Giuseppe Conte in Parlamento in vista del Consiglio Ue, sia nel Movimento che all'interno della stessa maggioranza si fa fatica a trovare un'intesa sulla risoluzione da mettere ai voti. Fonti parlamentari dei pentastellati contrari alla riforma del Mes spiegano che martedì ci potrebbe essere un incontro per mettere nero su bianco la linea sul Mes e che l'eventuale testo alternativo di risoluzione verrà presentato con l'obiettivo di essere condiviso da tutti gli eletti che condividono la loro posizione.

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Lo stesso Conte non ha mai nascosto la sua contrarietà al fondo ma, allo stesso tempo, quando giovedì a Bruxelles si presenterà al Consiglio Ue dovrà avere un mandato chiaro del parlamento, in vista del rush finale sul negoziato sul Recovery. Porre veti sul Mes e attaccare chi, come Polonia e Ungheria, continua a opporsi al Recovery sarebbe un "nonsense" che azzopperebbe la strategia italiana. Strategia sulla quale Conte farà asse con la Spagna, contando sulla sponda della presidenza tedesca anche sull'eventualità, per ora solo potenziale, di un accordo a 25 sul Next Generation Ue.

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