Calabria, salta l'ipotesi di Agostino Miozzo come commissario alla Sanità

Politica

Il coordinatore del Cts, a quanto si apprende da fonti di maggioranza, avrebbe chiesto al premier Conte di poter essere investito dell'incarico avendo poteri in deroga. La sua condizione, però, non sarebbe stata accettata

Salta l'ipotesi di Agostino Miozzo, coordinatore del Cts, come commissario alla Sanità in Calabria. A quanto si apprende da fonti di maggioranza, Miozzo avrebbe chiesto al premier Giuseppe Conte di poter essere investito dell'incarico avendo poteri in deroga, ma la sua condizione sarebbe stata ritenuta non ricevibile (COVID: GLI AGGIORNAMENTI LIVE). Sul tavolo, ora, spiegano fonti di maggioranza, resterebbe ancora il nome di Narciso Mostarda, il direttore dell'Asl Roma 6, che non sarebbe mai davvero uscito di scena. Il dossier, spiegano le stesse fonti, è ora in capo al premier.

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Manca quindi ancora una soluzione, dopo il caos delle scorse settimane. Dopo le dimissioni di Cotticelli e Zuccatelli, e la rinuncia di Gaudio, al vaglio dell'esecutivo erano arrivati proprio il profilo di Mostarda e quello di Luigi Varratta, già prefetto a Reggio Calabria. Il primo vicino ai Dem, il secondo sostenuto dai pentastellati, non avrebbero però messo tutti d'accordo. Nella ricerca del profilo più autorevole possibile era quindi spuntata l'ipotesi di Agostino Miozzo, attuale coordinatore del Cts.

Il caos sanità in Calabria

La vicenda calabrese si era aperta all'inizio di questo mese, con le dimissioni di Saverio Cotticelli, che, in un’intervista, aveva ammesso di non conoscere le disposizioni del Governo per la gestione dell’emergenza Coronavirus. Il 7 novembre il Cdm aveva quindi nominato Giuseppe Zuccatelli, che aveva però lasciato pochi giorni dopo in seguito al video di alcuni mesi prima che era tornato a circolare sul web  in cui sosteneva che le mascherine non servono a evitare la diffusione del coronavirus. Dopo le dimissioni di Zuccatelli, su richiesta del ministro della Salute Roberto Speranza, alla guida della sanità calabrese il Consiglio dei ministri aveva nominato, il 16 novembre, Eugenio Gaudio, rettore uscente dell'Università La Sapienza di Roma. Ma anche quest’ultimo aveva rinunciato poco dopo la nomina per motivi familiari.

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