Nuovo Dpcm, scontro sulla scuola nell’incontro tra Governo e regioni

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Le richieste al ministro Azzolina riguardano più chiarezza su didattica a distanza e ingressi scaglionati. I governatori spingono poi per le assunzioni e chiedono direttive certe per il trasporto

Tra le nuove misure presenti nel dpcm sul coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - LO SPECIALE) che dovrebbe essere operativo lunedì 19, fondamentale è la questione della scuola. Con centinaia di istituti in tutta Italia chiusi o con classi in quarantena (LA GALLERY), il caso della Campania dove le lezioni sono state sospese fino al 30 ottobre, il dibattito è ancora aperto e al tavolo di discussione tra governo e Regioni le trattative continuano.

Lo scontro con la ministra Azzolina

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Il presidente dell’associazione dei Comuni Decaro ha preso la parola durante i lavori della mattinata e fermato il vertice tra governo e Regioni: "Vogliamo essere collaborativi - ha dichiarato - ma così non va bene”. A confronto ancora in corso è  filtrata la posizione della ministra dell'Istruzione Azzolina, ma alcuni partecipanti - tra questi il vicepresidente della Regione Campania Bonavitacola - hanno criticato l'atteggiamento della ministra che ha proposto di convocare la conferenza dei servizi per un maggior coordinamento, premettendo che "la didattica resta in presenza per tutti".

Risposte chiare sulla didattica a distanza

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Una parte della didattica a distanza, hanno spiegato Decaro e Manfredi, responsabile dell’Università, è già portata avanti dagli istituti. Ma alcuni governatori sono tornati all'attacco, chiedendo risposte chiare. Tra queste la possibilità di 'forzare' sul principio dell’autonomia scolastica, prevedendo che durante l'emergenza Covid le Regioni possano imporre degli orari di ingresso per un maggiore scaglionamento. "Unica nota stonata il ministro Azzolina sulla scuola: per la didattica a distanza servono regole chiare e da subito. Basta tavoli inconcludenti", dice il governatore della Liguria Toti. Mentre il governatore della Lombardia, Fontana, si è detto concorde con la ministra sulla necessità di "differenziare l'orario di inizio di altre attività”.

l nodo dei bus scolastici e delle assunzioni

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Diversi presidenti di Regioni hanno insistito sul tema dei trasporti, riferendo che già si servono di bus turistici. Il governatore dell'Emilia Romagna, Bonaccini, ha fatto riferimento alle immagini di assembramenti sugli autobus. Tra le richieste avanzate anche quella di assumere maggiore personale a tempo indeterminato. "È l'arma decisiva per potenziare la risposta del servizio sanitario nazionale all'emergenza Covid", ha affermato il presidente dell’Abruzzo, Marsilio. “Su scuola, università e trasporti le proposte di Regioni ed enti locali sono di buon senso", ha spiegato il responsabile degli Affari regionali Boccia.

La ministra De Micheli: "Ingresso scaglionato alle superiori"

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La ministra dei Trasporti Paola de Micheli, intervenuta a Mezz'ora in più su Rai Tre, ha dichiarato che "non ci sarà una riduzione della quota di riempimento dei mezzi di trasporto locali, ma l'adozione di altre misure: l'ingresso scaglionato per le scuole superiori, orari differenziati per i lavoratori e un maggior ricorso allo smart working rispetto al 50% attuale". Per quanto riguarda gli spostamenti dei lavoratori, De Micheli ha spiegato che "con le aziende si è concordato un maggior controllo sulle banchine delle metropolitane per agevolare i flussi di salita e discesa".

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