Coronavirus, Conte: "Italia e Spagna ora più unite, risposta Ue su Recovery entro luglio"

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Il presidente del Consiglio continua la sua missione europea in vista del Consiglio del 17 luglio e incontra Pedro Sanchez: "Qui è in gioco il mercato unico, senza una risposta forte e coordinata Ue lo distruggeremmo". E aggiunge: Non possiamo indietreggiare rispetto alla proposta della Commissione. Se qualcuno esprime dei distinguo questo è legittimo ma ciò non significa che vada raggiunto un compromesso tra 27". Sul Fondo salva-Stati: "Credo sia ideologico dire ora 'prendiamo o non prendiamo il Mes'"

“Dobbiamo finalizzare il pacchetto di risposte già entro la fine di questo mese". A dirlo è il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, da Madrid - seconda tappa della missione europea in vista del Consiglio del 17 luglio -, parla del Recovery fund e degli aiuti per fronteggiare la crisi post coronavirus. E il premier spagnolo Pedro Sanchez, nella conferenza stampa congiunta, si dice d’accordo: serve "una risposta comune che venga dall'Europa. Non può esserci un altro momento per l'accordo oltre luglio". Intanto Angela Merkel, insieme a Ursula von der Leyen, Charles Michel e David Sassoli, è chiamata a Bruxelles per fare il punto sugli aiuti anti Covid con i vertici dell'Unione e dare la spinta decisiva al Recovery Fund pensato dalla Commissione Ue (CORONAVIRUS: GLI AGGIORNAMENTI LIVE - LO SPECIALE)

Conte: “Non si indietreggi rispetto alla proposta della Commissione”

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"Non possiamo indietreggiare rispetto alla proposta della commissione Ue - dice Conte dalla Moncloa - La sua proposta non è quella che forse in astratto avremmo preferito ma siamo consapevoli che occorre una buona dose di realismo. È una risposta utile per una reazione adeguata". E aggiunge: "Se qualcuno esprime dei distinguo questo è legittimo ma ciò non significa che vada raggiunto un compromesso tra 27, significa elaborare una risposta che non serve a nessuno. L'Ue deve esprimere una decisione politica elevata. E sono convinto che questo assunto dovrà essere condiviso da tutti".

Conte: “Non parlerei di un fronte del Sud”

"Dobbiamo osare, non possiamo essere indulgenti - dice ancora Conte da Madrid - Qui è in gioco il mercato unico, senza una risposta forte e coordinata Ue lo distruggeremmo, distruggeremmo le catene di valore europee. Ecco perché l'Europa deve agire unita. Dobbiamo finalizzare il pacchetto di risposte già entro la fine di questo mese". E aggiunge: "La tragica esperienza del coronavirus ha unito ancora di più i nostri Paesi, ha rafforzato la nostra convinzione che bisogna lavorare in sintonia". Poi precisa: "Sicuramente questo passaggio e anche quello di ieri in Portogallo rafforzano la nostra unità di intenti. Ma non parlerei di un fronte del Sud. Noi siamo partiti con una visione condivisa da 9 Paesi, adesso forse siamo anche di più".

Conte, “Mes? Proposta su pacchetto dopo la fine del negoziato Ue”

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Sul Mes, motivo di tensione nella maggioranza con il M5S, Conte - come già ieri a Lisbona - non si sbilancia: "Quando sarà valutato il negoziato europeo valuteremo ciò che conviene e non conviene all'Italia. A quel punto porteremo una proposta in Parlamento e nella proposta esamineremo i pro e i contro dei singoli strumenti. Questo credo sia l'approccio più utile". "La mia posizione - aggiunge - non cambia. Credo sia ideologico dire ora 'prendiamo o non prendiamo il Mes'.

Sanchez: “Non bisogna vergognarsi di usare il Mes”

Sanchez invece, sul Fondo salva-Stati, osserva: "Non dico che lo utilizzeremo, ma non possiamo sottovalutare la gravità della pandemia". Poi sottolinea che "non ha nessun senso avere degli strumenti e avere vergogna nell'utilizzarli. Stiamo parlando di uno strumento senza limiti, che riguarda la spesa sanitaria per proteggere le vite". "Auspico che non avremo bisogno di usarlo - conclude il premier spagnolo - vorrebbe dire che la pandemia è sotto controllo. Tutto dipende dall'andamento della pandemia, che per ora è piuttosto controllata in Europa".

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L'incontro tra Giuseppe Conte e Pedro Sanchez - ©Ansa

Sanchez: “La risposta deve essere nazionale, ma anche europea”

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Per Sanchez, "questa emergenza sanitaria si traduce in emergenza economica e sociale. La risposta deve essere nazionale, ma anche europea". "Ringrazio il presidente Giuseppe Conte per essere stato a Madrid e grazie per condividere la visione che l'Europa deve dare per fronteggiare questa sfida" dopo la pandemia, dice il premier spagnolo, sottolineando che "la ripresa, il rilancio, l'unità, sono parti della stessa moneta" e "senza programmi di recupero non può esserci ripresa".

Conte: “Il centrodestra ricorda Ecce Bombo”

Conte poi, interpellato sull'incontro di domani con le opposizioni, commenta: "Io ci sono, spero ci sia il confronto". E scherza: "C'è un po' di difficoltà a concordare con l'opposizione un luogo e un tempo in cui confrontarsi. Mi ricorda un po' il Nanni Moretti di Ecce Bombo. ‘Mi si nota di più se lo facciamo a Villa Pamphilj o più istituzionalmente a Palazzo Chigi?’”. ‘Mi si nota più se si fa in un modo o in quell'altro?’". Poi annuncia: "Il governo sta già lavorando ad una modifica dei decreti sicurezza. Lo abbiamo scritto nel progetto su cui ho chiesto la fiducia al Parlamento. C'è già un'intesa di massima tra le forze politiche, con i capigruppo concorderemo il piano, anche perché il Parlamento sta lavorando tantissimo, ma siamo pronti a portare in Aula un dl in cui potenzieremo quella che è la sicurezza. Il che non significa perseguire persone deboli, ma creare condizioni perché tutti possano rispettare le nostre leggi".

Conte: "Covid non cambia la nostra posizione geopolitica"

Intervistato da La Vanguardia, Conte si è anche soffermato sui rapporti con la Cina: "La cooperazione internazionale nella lotta alla pandemia non modifica in alcun modo la nostra collocazione geopolitica, che non è mai stata in discussione". E alla domanda se l'Italia possa diventare teatro di una nuova guerra fredda il premier replica: "Non credo si possano fare paragoni tra la situazione attuale e la guerra fredda. Credo che con i nostri alleati Ue dobbiamo lavorare per disattivare una escalation della tensione tra Usa e Cina e per evitare un'erosione del sistema di sicurezza europeo".

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Dopo l’incontro di oggi con Sanchez, giovedì Conte sarà a L'Aia, dove toccherà con mano lo scetticismo olandese. Ma è la settimana prossima, con il bilaterale di lunedì con Angela Merkel e quello - possibile ma non ancora confermato - con Emmanuel Macron che il premier intende chiudere il cerchio.

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