Bando assistenti civici, Catalfo a Sky Tg24: "Ho delle perplessità"

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La ministra del Lavoro spiega che è prevista nella giornata di oggi "una riunione con il premier Conte ed i ministri competenti, per agli Affari regionali e dell'Interno, Francesco Boccia e Luciana Lamorgese proprio per affrontare il tema”. E alla domanda su una precedente discussione, risponde: "No, non c'era stata una condivisione", la proposta "probabilmente il ministro Boccia l’ha portata avanti con l’Anci”. Mentre su ArcelorMittal avverte: “Massimo 10 giorni per soluzione definitiva”

Sul "possibile bando" per assistenti civici "ho delle perplessità", a Palazzo Chigi è prevista nella giornata di oggi "una riunione con il premier Conte ed i ministri competenti, per agli Affari regionali e dell'Interno, Francesco Boccia e Luciana Lamorgese proprio per affrontare il tema". A dirlo è la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, ospite di Sky Tg24 economia, che non nasconde i suoi dubbi sui 60mila assistenti civici che il governo, attraverso il ministero degli Affari Regionali, intende mettere a disposizione dei Comuni per far rispettare il distanziamento sociale nella Fase 2 dell’emergenza coronavirus (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE). Una proposta che sta creando diverse polemiche all'interno della maggioranza. Alla domanda se si sia discusso prima, Catalfo replica che "no, non c'era stata una condivisione", la proposta "probabilmente il ministro Boccia l’ha portata avanti con l’Anci”. In serata è emerso che a breve saranno messi a punto tutti i dettagli dell'iniziativa. (ASSISTENTI CIVICI, BOCCIA: "TUTTI SAPEVANO")

"ArcelorMittal? Massimo 10 giorni per soluzione definitiva"

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"Dieci giorni è un tempo massimo che bisogna darsi per trovare la soluzione definitiva" per ArcelorMIttal, ha poi affermato la ministra - dopo l'incontro di questa mattina con l'azienda -, richiamando il tempo indicato per la presentazione del piano industriale, che "valuteremo con estrema attenzione". Al tavolo "abbiamo affrontato sia la questione del piano industriale che della ripresa dell'attività produttiva e della salvaguardia dell'occupazione. È un asset strategico per il nostro Paese e coinvolge migliaia di lavoratori, per questo è un punto importante da seguire con attenzione. Abbiamo intenzione di non abbandonare e di risolvere in maniera definitiva", ha detto Catalfo, per poi aggiungere: “Oggi non si è parlato di esuberi, si è parlato sicuramente degli strumenti della cassa integrazione, di riprendere le attività di alcuni settori dell'Ilva che in questo momento sono bloccati. Se riprende l'attività produttiva c’è la salvaguardia occupazionale. Ovviamente tutto questo dipende dal piano industriale che ci verrà presentato e noi con estrema attenzione ne valuteremo la sostenibilità e la salvaguardia occupazionale”, ha assicurato. 

"Jabil, percorso per ricollocazione dipendenti"

Parlando della vertenza Jabil, la ministra ha spiegato: “Sia nel decreto Cura Italia che nel decreto Rilancio c’è una norma che blocca le procedure di licenziamento fino al 17 agosto. Nel caso in cui dovesse avvenire il licenziamento sarebbe assolutamente nullo e il lavoratore avrebbe diritto alla reintegra”.  “In questo momento – ha sottolineato - è in corso un incontro con le parti sindacali e i vertici aziendali. Non appena ho appreso la notizia ho voluto convocare sia Jabil che le parti sindacali, con cui stiamo seguendo tutta la trattativa. C’è una norma che afferma che i licenziamenti non si possono fare. Ci sono degli strumenti, come la cassa integrazione e il fondo per le nuove competenze. Quello che stiamo cercando di fare non è solo far sì che l’azienda revochi i licenziamenti e usufruisca delle settimane di cassa integrazione e di altri strumenti, ma stiamo lavorando anche su un percorso di ricollocazione dei lavoratori presso altre aziende che si sono offerte".

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