Coronavirus, Boccia: "Chi vuole riaprire ne sarà responsabile"

Politica

Il ministro per gli Affari regionali è cauto sul ritorno alla normalità e contrario alla ripresa delle attività prima del 4 maggio. "Vediamo le prime luci e dobbiamo difendere i risultati raggiunti", ha detto in un'intervista al Corriere della Sera

"Capisco la voglia di uscirne, ma i numeri ci dicono che siamo ancora dentro l'emergenza". Il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, in un'intervista al Corriere della sera, è cauto sulla ripresa delle attività non essenziali, bloccate durante l'emergenza Coronavirus, ed evidenzia che chi vuole riaprire ne sarà responsabile (GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE). "Siamo nella fase in cui vediamo le prime luci - ha aggiunto - e dobbiamo difendere i risultati raggiunti".

"Nella Fase 2 entramo dal 4 maggio"

Boccia sottolinea che "nella Fase 2" si entrerà dal 4 maggio perciò, fino a quella data, occorre "mantenere la barra dritta". Poi una richiesta è rivolta alla comunità scientifica a cui il ministro domanda "di darci certezze inconfutabili e non tre o quattro opzioni per ogni tema". Le risposte che l'esponente politico cerca sono sulla possibilità di recidiva in chi ha già avuto il virus o sui test sierologici. "Pretendiamo chiarezza, altrimenti non c'è scienza - osserva Boccia -. Noi politici ci prendiamo la responsabilità di decidere, ma gli scienziati devono metterci in condizione di farlo" (LE TAPPE DELL'EPIDEMIA - LE GRAFICHE CON I DATI ).

"Se fai un errore distruggi settimane di sacrifici"

Il ministro è attento alla chiarezza delle informazioni da dare alla collettività perché "parlare di normalità vuol dire illudere la gente". "Se fai un errore distruggi settimane di sacrifici di tutti - continua -. A chi non ha colto l'insegnamento di questi 45 giorni perché annebbiato dal dio denaro, ricordo che l'Italia conta 160mila casi e 20mila morti. Chi pensa che il futuro sarà come il passato pre-coronavirus, non ha capito in che fase del mondo siamo entrati".

"Le Regioni che vogliono riaprire se ne assumono la responsabilità"

Un tema sul quale Boccia sembra premere particolarmente è quello relativo alle riaperture delle attività commerciali e delle industrie. Ogni Regione può decidere più o meno autonomamente sull'organizzazione del suo territorio e il ministro evidenzia come "mettere ordine con 21 sistemi regionali diversi è un obiettivo ambizioso". "Quello che puoi ottenere - aggiunge - è che la nave Italia segua la stessa rotta. I presidenti che vogliono riaprire se ne assumono la responsabilità". Poi rivolge un invito ai governatori: "Non è meglio aspettare la valutazione sulle classi di rischio di ciascun lavoratore, pronta fra sei o sette giorni? Consiglio di seguire le linee della comunità scientifica e le scelte del governo".

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