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Governo, Conte: "Non vedo futuro senza politica, ma non fonderò un partito"

Rassegna stampa, i giornali di oggi 30 dicembre

3' di lettura

Il premier in un colloquio con Repubblica spiega di pensare al “presente" e sottolinea che “ci sono mille modi per partecipare alla vita politica e dare un contributo al proprio Paese”, anche senza fare competizioni elettorali

"Dopo questo mio intenso coinvolgimento, non vedo un futuro senza politica". A dirlo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un colloquio con Repubblica, in cui spiega comunque di pensare al "presente", mentre prepara la verifica di governo di gennaio. "Iniziare a ragionare sul proprio futuro quando si ha un incarico così rilevante rischia di creare una falsa e distorta prospettiva”, puntualizza. “Rimango concentrato sul presente su come posso riformare il Paese e renderlo migliore senza pensare al mio futuro”, aggiunge Conte, per poi chiosare: "Non mi vedo novello Cincinnato che mi ritraggo e mi disinteresso alla politica. Ma la politica non è solo fondare un partito o fare il leader di partito o fare competizioni elettorali. Ci sono mille modi per partecipare alla vita politica e dare un contributo al proprio Paese".

L’ipotesi del gruppo "contiano"

Blindata la squadra con la nomina annunciata dei due ministri al posto di Fioramonti, il premier si appresta a rilanciare l'agenda delle riforme. Nuovo nodo la prescrizione, che divide M5s, Pd e Iv e che rischia di inquinare sul nascere il confronto nel governo dal quale il presidente del Consiglio vuole ripartire, dopo che nella conferenza stampa di fine anno ha annunciato una "maratona di tre anni" per mettere a punto il programma. La maggioranza resta fragile. Con l'ombra del nuovo gruppo alla Camera che, nonostante l'appello del premier a non destabilizzare, resta un'ipotesi sul tavolo. L'ipotesi del gruppo "contiano", guidato da Lorenzo Fioramonti, resta concreta e potrebbe raccogliere almeno una decina di scontenti M5S ma, arrivare a quota 20 deputati - necessaria per avere l'ok della Camera - non è semplice. Montano nel frattempo i dissidi interni al partito, con Gianluigi Paragone che attacca: "Il M5S è morto, perse le radici anti-sistema".

I prossimi temi in agenda

Su due battaglie i pentastellati si mostrano uniti. La revoca delle concessioni a Autostrade e la riforma della prescrizione. Sul primo punto la linea di Conte sembra convergere con quella Di Maio: nessuno sconto ad Autostrade, ha spiegato il premier nell'attesa che finisca l'istruttoria. E, sempre nella prima metà di gennaio, Conte proverà a dare un'accelerazione al dossier Ilva varando contestualmente il decreto "Cantiere Taranto" che, nella strategia del governo, è parte della soluzione di rilancio dello stabilimento.

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