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Ex Ilva, il piano di Conte per riaprire la trattativa con ArcelorMittal

2' di lettura

Il premier Conte potrebbe incontrare domani i vertici del colosso dell’acciaio. Il presidente degli industriali Vincenzo Boccia: “Tenere occupazione con la crisi è un errore”. Landini: "Parole senza senso"

Il presidente Giuseppe Conte, dopo la visita a Taranto, potrebbe tornare a incontrare i vertici di ArcelorMittal domani, lunedì 11 novembre. Nessun incontro ufficiale attualmente in agenda. Così come ancora non c’è alcuna apertura formale ad una trattativa da parte della multinazionale dell'acciaio. Il silenzio del gruppo, dopo le 48 ore concesse dal governo per provare a capire i margini di una trattativa, sembra confermare una situazione con poche vie d'uscita. Il premier Conte, che ha voluto affrontare in prima persona il dramma di operai e cittadini, visitando la fabbrica dell'ex Ilva, ha ammesso di non avere risposte a portata di mano. Ma ha promesso di lavorare a una cabina di regia che impegni tutte le migliori energie del Paese per lavorare al salvataggio del sito siderurgico più grande d'Europa salvaguardando ambiente, salute, produzione e livelli occupazionali.

Il piano del premier Conte

Lo schema negoziale del presidente del Consiglio prevedrebbe tre condizioni da presentare a ArcelorMittal. La riduzione da 5.000 a 2.500 esuberi, uno sconto sull’affitto degli stabilimenti ex-Riva e delle nuove forme di scudo penale (COS'E' LO SCUDO PENALE). Proposte che hanno lo scopo di ottenere da ArcelorMittal il ritiro dell’azione civile presentata al Tribunale di Milano. Obiettivo comune ma divisioni sulla linea da seguire all’interno del governo. Per Pd e Italia Viva lo scudo penale va reintrodotto subito ma il Movimento 5 Stelle non cede sulla questione. “Si tratta di distrazione di massa” il commento di Luigi Di Maio.

Scontro tra sindacati e Confindustria

Scontro aperto, intanto, tra Confindustria e sindacati sulla vertenza ArcelorMittal. Sotto accusa le parole del presidente degli industriali Boccia: "Se pretendiamo che nonostante le crisi congiunturali le imprese debbano mantenere i livelli di occupazione facciamo un errore madornale". "Parole senza senso", ha attaccato Maurizio Landini. Per il segretario della Cgil ArcelorMittal non è "Cappuccetto Rosso persa in un bosco sconosciuto" e sapeva quali fossero le condizioni per il suo investimento. Per Annamaria Furlan, leader della Cisl, "La crisi non si supera chiudendo la fabbrica".

 

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