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Ferrara, il sindaco leghista propone la cittadinanza onoraria per Liliana Segre

2' di lettura

Il sindaco Alan Fabbri, fedelissimo di Matteo Salvini, ha annunciato la volontà di proporre la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita, sopravvissuta alla Shoah

Lo ha definito "un gesto dovuto". Alan Fabbri, sindaco leghista di Ferrara, nonchè uno dei fedelissimi di Matteo Salvini, ha annunciato la voler assegnare la cittadinanza onoraria a Liliana Segre (VITA E FRASI DELLA SENATRICE A VITA - LA SENATRICE RIVELA: RICEVO OLTRE 200 MESSAGGI DI ODIO AL GIORNO"). "In questo modo vogliamo onorare la storia personale della senatrice, simbolo delle immense sofferenze di un popolo che ha a Ferrara una rappresentanza forte e coesa". 

Un gesto per mettere fine a tensioni e strumentalizzazioni

"Si tratta di un gesto dovuto alla luce della storia del nostro Paese", ha spiegato Fabbri, "che vuole rappresentare il profondo rispetto per tutte le vittime della Shoah, ferraresi e non. Ci auguriamo che questo metta fine a ogni tensione e a ogni strumentalizzazione, che altro non può fare se non nuocere alla coesione sociale che, in particolare su questo tema, ha sempre caratterizzato la nostra citta". Dalle parole ai fatti. Il prossimo passaggio annunciato da Fabbri arriverà lunedì in consiglio comunale quando verrà proposta una risoluzione che sarà sottoposta allo stesso consiglio.  

Anche Reggio Calabria ha pensato alla cittadinanza per la Segre

In mattinata anche il sindaco di Reggio Calabria aveva reso nota la volontà di concedere la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita: “Non servono i legami fisici con la città", ha scritto in una nota il sindaco Giuseppe Falcomatà, "la senatrice a vita Liliana Segre è storicamente ed umanamente unita alla vita del nostro Paese, dei nostri territori, di ogni piccolo paesino che ha pagato un prezzo altissimo subendo l’aberrazione fascista e nazista. L’unione che c’è fra Reggio Calabria e la senatrice Liliana Segre si fonda sul fatto che il nostro Comune segue i principi fondamentali della Carta Costituzionale, dichiarandosi marcatamente antifascista, ed in lei riconosciamo l’idea di città che stiamo costruendo. Ecco quell’aberrazione, la senatrice Segre l’ha patita sulla propria pelle dove porta, indelebile, il marchio nazista che ne ricorda i trascorsi nel campo di concentramento di Auschwitz e la viva testimonianza della catastrofe che fu la Shoah”.

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