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Elezioni comunali 2019, domenica 16 giugno si sceglie il sindaco a Cagliari

I titoli delle 18 di Sky TG24 dell'11/06

4' di lettura

Il capoluogo sardo torna alle urne con due anni di anticipo per le dimissioni del primo cittadino Massimo Zedda. A sfidarsi sono Francesca Ghirra per il centrosinistra, Paolo Truzzu per il centrodestra e Angelo Cremone per la lista Verdes per Cagliari Pulita. LIVEBLOG

Domenica 16 giugno, dalle 7 alle 23, si vota per eleggere il nuovo sindaco di Cagliari (LIVEBLOGLO SPECIALE COMUNALI - IL VOTO DELLE AMMINISTRATIVE IN SARDEGNA). I cagliaritani tornano alle urne a tre anni dalle precedenti comunali e per la quarta volta dall'inizio dell'anno: a gennaio hanno votato per le suppletive della Camera, a febbraio per le Regionali, lo scorso 26 maggio per le Europee. Sono chiamati a rinnovare sindaco e consiglio comunale. Sono tre i candidati alla carica di primo cittadino, lasciata vacante dalle dimissioni di Massimo Zedda, entrato in Consiglio regionale come leader dell'opposizione dopo la sconfitta contro Christian Solinas. La sfida è tra Francesca Ghirra per il centrosinistra, Paolo Truzzu per il centrodestra e Angelo Cremone per la lista Verdes per Cagliari Pulita. In queste ultime settimane la campagna elettorale si è giocata soprattutto sui temi della raccolta differenziata e della pedonalizzazione di alcune vie turistiche.

L’addio di Zedda e il voto anticipato

Nel caso in cui nessun candidato arrivi al 50% delle preferenze, è previsto il ballottaggio, fissato per il 30 giugno. Il capoluogo isolano va al voto con due anni di anticipo rispetto alla scadenza naturale per le dimissioni del sindaco di centrosinistra Massimo Zedda. Lo scorso marzo, dopo la sconfitta alle elezioni regionali contro Christian Solinas, eletto governatore, Zedda ha rassegnato le dimissioni da primo cittadino preferendo svolgere il ruolo di consigliere di opposizione. L'addio è arrivato prima della proclamazione degli eletti in Consiglio regionale per consentire di andare subito a nuove elezioni. Inizialmente si era pensato di fissare la data del voto per eleggere il nuovo primo cittadino al 26 maggio, in concomitanza con le Europee. Ma poi non è stato possibile e si è optato per il 16 giugno. Sono circa 600 i candidati consiglieri complessivi suddivisi in 19 liste, che si contendono 34 posti da consigliere comunale, tanti ne spettano ai Comuni con oltre 100 mila abitanti come nel caso di Cagliari.

Gli sfidanti: Ghirra per il centrosinistra

Francesca Ghirra, ex assessora all'Urbanistica della Giunta Zedda, è stata scelta dopo aver vinto le primarie del centrosinistra. È supportata da sette liste: Futuro in comune con Massimo Zedda - Donne con Francesca Ghirra, Sardegna in comune, Marzia Cilloccu per Cagliari (l'ex assessora comunale alle Attività produttive e seconda alle primarie), Campo progressista Sardegna, Sinistra per Cagliari, Pd, Cagliari città d'Europa, che comprende Partito socialista italiano, Centro democratico, Upc, indipendentisti e civici. L’ex assessora si è detta convinta di vincere al primo turno.

Truzzu per il centrodestra

Il centrodestra punta invece sul consigliere regionale di Fratelli d'Italia Paolo Truzzu, scelto dopo un accordo tra Salvini, Berlusconi e Meloni. A sostenerlo 11 liste: Sardegna20venti, Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega, Riformatori, Sardegna forte, Popolari per Cagliari, Forza Paris, Udc, Cagliari civica e Psd'Az.

Corre anche l’ambientalista Cremone. M5s assenti

Il terzo sfidante è l’outsider ambientalista Angelo Cremone, con la lista Verdes per Cagliari Pulita, inizialmente escluso per dubbi sul numero minimo di firme e poi riammesso una settimana più tardi, a fine maggio, dopo un ricorso al Tar. Il grande assente è il M5s: il candidato era stato scelto e la lista certificata, ma nel mezzo della campagna elettorale per le Europee aveva fatto clamore un vecchio post su Fb dell'aspirante sindaco, il cardiologo Alessandro Murenu, in cui esprimeva posizioni contrarie alle unioni civili e all'aborto. Da qui il ritiro della certificazione e la decisione di non far correre neppure l'altra lista che aveva chiesto l'ok allo staff di M5s.

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