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Procedura Ue, Di Maio: "Lettera paradossale, Europa in malafede o incompetente"

3' di lettura

Il vicepremier parla all’indomani del primo passo fatto dall’Europa per avviare la procedura di infrazione nei confronti dell'Italia: “Dimostra che non ha imparato niente dal passato”. Poi conferma: “Il governo non vuole procedere a manovre correttive”

"Queste lettere sono abbastanza paradossali, non le respingeremo al mittente ma le discuteremo". Il vicepremier Luigi Di Maio è tornato a parlare dello “scontro” tra l’esecutivo italiano e l’Ue, dopo le raccomandazioni di quest’ultima arrivate da Bruxelles. "Se fai sempre le stesse cose e ti aspetti un risultato differente”, ha sottolineato Di Maio, “o sei in malafede o non competente”. E ha poi aggiunto: "La lettera dimostra che l'Europa non ha imparato niente dal passato: ancora una volta ci dice, la congiuntura è sfavorevole, dovete tenere fermi i soldi, ma queste due cose cozzano tra di loro". Intanto, il premier Giuseppe Conte, impegnato in una visita in Vietnam, assicura: "Escludo tagli a reddito di cittadinanza e quota 100".

“L’Europa non ha imparato dai suoi errori”

Di Maio ha inoltre confermato che la volontà del governo è quella di non procedere a manovre correttive: "La lettera ci dice delle cose da fare, noi dobbiamo rispondere con educazione ma non siamo disposti a fare come si è fatto negli ultimi anni, cioè tagliare ai cittadini e ai servizi". Di Maio ha aggiunto di aver apprezzato “il presidente della Commissione Juncker quando disse che le politiche di austerità imposte alle Ue erano state troppe dure”. “Però – ha sottolineato – con la lettera che mandano all'Italia dimostrano di aver avuto un comportamento elettorale, piuttosto che un vero e proprio ripensamento". Secondo Di Maio, l’Europa “non ha imparato dai suoi errori e continua a dire che in un momento di contrazione dell'economia dobbiamo fare più tagli. Così si indebolisce l'economia". La trattativa per fermare la procedura di infrazione dice Di Maio, “deve passare dal Parlamento”: “Noi dobbiamo fare più investimenti, non meno investimenti".

Investimenti e nessun aumento dell’Iva

In giornata, ospite della assemblea annuale di Confcommercio, il ministro Di Maio ha parlato ancora della necessità di “sbloccare dal parametro deficit/pil gli investimenti, soprattutto quelli in infrastrutture: nei margini di bilancio che discuteremo in Europa, svincoliamo almeno gli investimenti nelle infrastrutture e nelle reti", ha detto Di Maio. E poi, sempre di fronte alla platea degli imprenditori, ha aggiunto: "L'anno scorso sono venuto qui a dirvi che l'Iva non sarebbe aumentata a dicembre e allo stesso modo sono qui a dirvi che l'Iva non deve aumentare e non aumenterà neanche nella legge di bilancio". Una legge di bilancio che, assicura il vicepremier, “in un'ottica di stabilità di governo” sarà fatta e “ci porterà qui tra un anno con altri punti" importanti.

I temi del lavoro

Infine, Di Maio, anche ministro del Lavoro, ha parlato di altri temi oggi all’ordine del giorno. Come quello dei lavoratori messi in cassa integrazione o a rischio licenziamento (nei casi dell’ex Ilva e di Whirlpool): "Sono stufo di aziende che firmano gli accordi e poi non vi tengono fede. La prossima settimana ci vedremo, è già fissato un tavolo, devono tenere fede agli accordi", ha detto Di Maio. E sulla trattativa saltata tra Fca e Renault? “Dimostra che quando la politica cerca di intervenire in procedure economiche non sempre fa bene, non mi esprimo ulteriormente".

Data ultima modifica 06 giugno 2019 ore 13:12

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