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Un anno di Conte, i primi 12 mesi dell'alleanza gialloverde

5' di lettura

La prima candelina del governo Conte viene spenta in un clima non proprio festoso. Nei 12 mesi successivi alla firma del contratto di governo, quello che doveva essere uno strumento di conciliazione si è trasformato, spesso, in un focolaio di conflittualità 

Le premesse non erano delle migliori, alcuni dei temi intorno ai quali quel contratto è stato scritto vedono Lega e M5s su posizioni opposte. A cominciare dalla Tav, passando per le autonomie regionali fino ad arrivare alle 2 macro aree che riguardano giustizia e sicurezza. E da difensore degli italiani, il premier Conte si è spesso trovato a “giocare” da arbitro.

Il giuramento

La foto di famiglia è stata scattata il 1° giugno al Quirinale, alla vigilia dei festeggiamenti per la Repubblica. Giuseppe Conte, visibilmente emozionato, presenta la sua squadra, 5 le donne ministro. Nel primo Consiglio dei ministri attribuisce a Luigi Di Maio e Matteo Salvini le funzioni di vicepremier.

L’estate 2018, i migranti, i porti

Il crollo del ponte Morandi a Genova sconvolge il Paese. E’ il 14 agosto, il presidente del Consiglio arriva in serata sul luogo del disastro. Qualche giorno dopo, ai funerali di stato, i ministri presenti vengono accolti da applausi e richieste d'intervento: segni di un consenso solido per il nuovo Governo.

Sono settimane calde nel mar mediterraneo, il nodo migranti diventa cruciale. Si inaspriscono i rapporti con la Francia e con l’Europa intorno al tema della redistribuzione di chi arriva sulle coste dell'Europa. Gli scontri con le Ong si intensificano. Ad agosto la nave Diciotti soccorre 190 persone nelle acque internazionali al largo dell’isola di Malta. Lo scontro stavolta è con la Valletta,  il Viminale dà l’ordine di non far approdare la nave in porti italiani. Passano 4 giorni, le condizioni di salute dei migranti si fanno critiche. Il 20 agosto la Diciotti arriva a Catania e il ministro Matteo Salvini viene iscritto nel registro degli indagati per sequestro di persona.

A fine estate il consiglio dei ministri approva il primo decreto sicurezza, che introduce severe restrizioni in materia di protezione internazionali e immigrazioni. Il ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi vola in Libia per incontrare il generale Haftar, la crisi in Libia diventa una priorità per il governo Conte.

L’autunno dei bilanci

A fine settembre il Governo trova faticosamente l’accordo sulla nota di aggiornamento al Def. Intesa raggiunta con lo sforamento del deficit al 2,4% e con dentro reddito di cittadinanza e superamento della Fornero. Di Maio parla di “manovra del popolo” e festeggia sul balcone di Palazzo Chigi circondato dai suoi. Una delle immagini simbolo del primo anno di governo. Ma le regole europee dettano i tempi, Giuseppe Conte presenta la sua prima legge di bilancio. Ancora scontri con l’Europa, i numeri non tornano. La Commissione annuncia di voler aprire una procedura d’infrazione per debito eccessivo. Il Governo si trova a gestire una guerra di numeri, centrale il ruolo del ministro dell’economia Giovanni Tria, pressato dalle richieste dei 2 vicepremier. Giuseppe Conte torna a svolgere il suo ruolo di mediatore. Pochi giorni prima di Natale l’Ue accetta le condizioni proposte dal Governo per evitare la procedura d’infrazione. Conte tiene la sua prima conferenza di fine anno e il 30 dicembre la Camera approva, in via definitiva, la legge di bilancio per il 2019: “sarà un anno bellissimo”, dichiara il premier. Si avviano i provvedimenti cardine del Governo gialloverde, nel frattempo la Lega conquista ogni regione al voto quasi fosse una lunga rincorsa verso le elezioni europee di maggio. La campagna elettorale è di fatto cominciata.

Gli scontri di primavera

Gli equilibri tra Lega e M5s sembrano non essere più tanto stabili. Il Carroccio cresce nei sondaggi, i pentastellati arrancano. A marzo il Senato respinge l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salviniper il caso della nave Diciotti. Il Movimento 5 Stelle fatica a trovare una posizione unitaria. Dopo un’iniziale incertezza, Di Maio decide di schierarsi apertamente per salvare l’alleato e la sua posizione viene confermata da un voto degli iscritti sulla piattaforma Rousseau. Ma, complice la campagna elettorale per le europee di maggio, le posizioni dei 2 vicepremier sembrano sempre più inconciliabili. Ci si divide su temi importanti del contratto di governo: Tav e Grandi opere, riforma del processo penale, norme anticorruzione, legittima difesa, immigrazione...

A poche settimane dal voto su Matteo Salvini scoppia il caso Siri. Il sottosegretario ai Trasporti della Lega è indagato per corruzione. L’esponente del Carroccio respinge “categoricamente” ogni accusa, Salvini lo difende, Di Maio invoca il passo indietro. Giuseppe Conte prima prende tempo, ma poi decide. Non più mediatore ma arbitro e revoca a Siri la carica di Sottosegretario. Il governo non cade ma vacilla, fortemente. La crisi è più volte invocata ma l’alleanza va avanti.

Alle elezioni europee la Lega stravince. Il partito di Matteo Salvini prende il 34% ed è il primo in Italia. Il vicepremier tranquillizza gli alleati, ma ribadisce la volontà di portare avanti i provvedimenti cari al carroccio. Cambiano gli equilibri all'interno del Governo Conte. Luigi Di Maio, da parte sua, ammette la sconfitta: "Per noi le europee sono andate male ma non molliamo" dice in una conferenza stampa all'indomani del voto. Cresce il malessere tra i 5 stelle. La figura del leader viene messa in discussione. Un primo anno complicato, alla vigilia dell’anniversario il Governo gialloverde dovrà fare i conti con una situazione complessa e, attualmente, in divenire. Buon compleanno.

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